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di Luigi Ferro - Presidente di Socialismo XXI

La Crisi Politica: Quale Futuro per l'Italia

La grave crisi politica che si è consumata in questi giorni e che ha provocato le dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi pone non pochi interrogativi.

Della inadeguatezza e della incapacità dell’attuale classe dirigente italiana abbiamo più volte parlato. Nel caso specifico però mai mi sarei aspettato una disaffezione verso le istituzioni democratiche del Paese e verso gli italiani. Il grave atto di irresponsabilità palesato pubblicamente dai partiti del populismo FI, M5S e Lega, ha di colpo catapultato il nostro Paese in un tunnel senza via di uscita in un momento delicato, difficile e complicato per le ben note questioni sociali ed economiche. 

Il Coordinamento Nazionale di Socialismo XXI sulla Crisi di Governo

COMUNICATO STAMPA

La grave crisi politica banalmente e artificiosamente innescata dalla irresponsabilità del M5S avviene in un momento difficile e complicato nella vita del Paese attraversato da una crisi economica e sociale senza precedenti, certificata dai recenti dati ISTAT che fotografano una Italia sempre più povera con un tasso di inflazione all’8% e con milioni di famiglie, giovani e imprese in crescente e preoccupante difficoltà. Di fronte ad un quadro economico così complicato una forza politica composta da 40 parlamentari ha aperto una crisi al buio senza una ragione apparente contro gli interessi degli italiani per qualche voto in più. Una scelta che indebolisce l’Italia anche sul piano internazionale.


Socialismo XXI Secolo è nettamente contraria all’ipotesi di voto anticipato in autunno ed invita le forze politiche ad un atto di responsabilità verso il Paese consentendo al Governo di terminare la legislatura e di affrontare la questione Ucraina, la ripresa pandemica, la grave crisi energetica, l’emergenza dei prezzi e dei salari e di varare la legge di stabilità al fine di evitare, cosa ben più grave, l’esercizio provvisorio. Una cambiale per le nuove generazioni.

Alle Sorgenti di una Regione: L’Umbria (1970 - 1990)

Dal regionalismo nella Costituente alle stagioni della progettualità, nelle carte e nei racconti di alcuni protagonisti.

Relazione politica-programmatica del 24 maggio 2022

La conferenza politica-organizzativa di SOCIALISMO XXI SECOLO che si è tenuta a Perugia il 15 maggio 2022 ha modificato l’intero assetto organizzativo della nostra associazione con l’elezione di un nuovo Presidente e di un nuovo Ufficio di Presidenza.

di Luigi Ferro - Neo Presidente di Socialismo XXI

Relazione del Presidente

L’appuntamento odierno giunge con 2 anni di ritardo rispetto alle nostre intenzioni a causa della pandemia che, purtroppo, anche se in modo meno aggressivo, ancora oggi continua a mietere vittime.

Iscriviti a Socialismo XXI

I Socialisti, ovunque essi siano oggi, debbono prendere forza e modello da un’esperienza che per 40 anni ha segnato la storia di un grande partito, occorre una Epinay italiana che chiami a raccolta, in forma libera, autonoma, con pari dignità, ma chiara ed organizzativamente identificabile, tutte le energie socialiste che sentono la necessità, la bellezza, e pure il sacrificio, di lanciare questa sfida; in primo luogo a se stessi per una nuova militanza che, nel nome del socialismo, agisca quale fattore propulsivo per tutta la sinistra, anch’essa da ricomporre e riorganizzare: culturalmente, socialmente e politicamente.

PER ISCRIVERSI A SOCIALISMO XXI:
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Referendum 2022 sulla Giustizia

Premessa:

affinché i referendum passino non è sufficiente che si voti SI, ma è necessario anche raggiungere il quorum dei votanti (50% + 1 degli aventi diritto al voto).

Per questo è importante che ciascuno di noi faccia la propria parte!

Vogliamo che la risposta ai quesiti referendari sia da impulso 

alla legislazione parlamentare.

Epinay Italiana

Adeguare le modalità per raggiungere l'obiettivo

Le analisi della situazione politica ed elettorale dell’Italia e le conseguenze che comportano alla nostra azione organizzativa e politica inducono ad approfondimenti utili e tempestivi.  SOCIALISMO NEL XXI SECOLO IN ITALIA”.

Per Socialismo XXI il Presidente

Argomenti

Appello al Voto

Invito agli italiani a valutare scelte elettorali che non portino l’Italia all’avventura e allo scontro internazionale. Indichiamo alcuni NO decisi:

– NO alle privatizzazioni spinte di servizi pubblici essenziali 

I Salari italiani sono più bassi di quelli europei? Perchè?

Ho letto, con grande interesse, l’articolo di Silvano Veronese “I SALARI ITALIANI SONO I PIU’ BASSI DI QUELLI EUROPEI? PERCHE’?” che ha stimolato la mia attenzione in questo periodo ferragostano. Condivido, e mi limito a questa parte dell’articolo, le cause che di fatto vanno a deprimere il livello salariale e vorrei fare un paio di osservazioni:

Osservazioni all'articolo di Silvano Veronese

Ho letto, con grande interesse, l’articolo di Silvano Veronese “I SALARI ITALIANI SONO I PIU’ BASSI DI QUELLI EUROPEI? PERCHE’?” che ha stimolato la mia attenzione in questo periodo ferragostano. Condivido, e mi limito a questa parte dell’articolo, le cause che di fatto vanno a deprimere il livello salariale e vorrei fare un paio di osservazioni:

Economia & Politica
Riflessioni Economiche  sull'Autonomia Differenziata

Riflessioni Economiche sull'Autonomia Differenziata

Un quesito serio, il riferimento polemico ai recenti quesiti referendari non è casuale, è quello posto dall’imminente legge-quadro sull’autonomia differenziata. Vediamo i pro e i contro, a cominciare dall’indagine conoscitiva del Parlamento
L'Inflazione

L'Inflazione

Avevamo pensato che ormai fosse un argomento superato, e improvvisamente eccola qua. Eppure, per anni era stata un incubo, viaggiava a due cifre sfiorava il 20%, scatenò la cancellazione della scala mobile, una vana rincorsa tra aumento dei prezzi ed aumento dei salari.
La Politica dei Bonus

La Politica dei Bonus

Che significa una politica fondata sui bonus quale quella cui stiamo assistendo da qualche anno in qua. A mio parere significa due cose: a) attuare una politica redistributiva, b) attuare una filosofia corporativa. Attuare una politica redistributiva. Il principale esponente della socialdemocrazia
In Europa & dal Mondo

La lezione delle elezioni francesi

I risultati del secondo turno delle elezioni legislative francesi avranno, comunque, un merito, di togliere argomenti ai sostenitori del maggioritario a doppio turno come la ricetta per assicurare la stabilità dei governi e quindi la “governabilità” del sistema politico-costituzionale. 

Vertice di Bruxelles, non è più tempo di mediazioni e rinvii

Forse, come ha detto Delors giorni fa, è arrivata l’ora di smettere di pensare all’Unione Europea come ad un sogno, ma di svegliarsi e considerarla una realtà, dura e difficile da realizzare. 

Conclusioni del Consiglio Europeo

A parte il solito linguaggio diplomatico, difficile da condividere in un momento come questo

Legge Elettorale & Costituzione

La presa in giro: non vogliamo la parola, ma la restituzione del diritto di voto

E’ logico, che chi pensa di vincere le elezioni, voglia votare subito. Ma è falso, che si voglia dare la parola agli italiani

 

Documenti
Memoria Socialista
1
186-1892-1926
80anni di lotte
div_74
aborto
donne_costruiamo copia
La donna nella fabbrica e nella società convegno PSI
1975
manifesto_Brigata_Matteotti_
avanti_w la repubblica
1974
brig matteotti2
abbasso i savoia

Memoria Socialista

La nascita del PSI: ragioni e significato

La data di nascita del PSI è ben impressa nella memoria di molti socialisti e non socialisti: il 15 agosto 1892. Il luogo di nascita dovrebbe essere altrettanto conosciuto, ma a volte si fa confusione su di esso. Molti ritengono che sia a Genova, nella sala Sivori. Sbagliandosi, perché alla sala Sivori fu consumata la separazione tra anarchici e socialisti. Il nuovo partito, che non aveva ancora la denominazione di Partito socialista italiano, fu fondato invece il giorno successivo nella sala dei “Carabinieri genovesi”, il corpo dei fucilieri garibaldini.
Si è voluto ravvisare, da più parti, quasi un significato simbolico in questa coincidenza, un trait d’union tra la tradizione risorgimentale impersonata dall’esponente di essa più sensibile alle istanze del socialismo nascente e le idealità del sorgente partito dei lavoratori Italiani. Senza dubbio qualche tratto di continuità c’è stato, specie se si fa riferimento ai numerosi garibaldini, e allo stesso Garibaldi, che si erano proclamati socialisti ben prima della nascita del partito. O anche ad alcuni “protosocialisti” di fede mazziniana, quali Carlo Bianco di Saint-Jorioz, oppure a un Carlo De Cristoforis, o allo stesso Pisacane.(1) Fisicamente, uomini di tradizione risorgimentale, tra i fondatori del partito, era possibile rintracciarne ben pochi. Erano, per la maggior parte, umili operai ed anche intellettuali di idee socialiste, troppo giovani per aver preso parte al moto risorgimentale. Tra essi, il gruppo di “Critica Sociale” che aveva da qualche tempo iniziato a far circolare in Italia le idee marxiste che rapidamente si stavano diffondendo, contrassegnando incontrovertibilmente l’identità ideologica del movimento. Un compito analogo si era assunto da parte sua Antonio Labriola, tuttavia assente a Genova perché critico verso l’impostazione che veniva data al nuovo partito. Esisteva un rapporto ideale tra il moto risorgimentale e quello di emancipazione dei lavoratori.

PSE