di Peppe Giudice |
Mancano pochi giorni al 23 e 24 Marzo. E massimo deve essere l’impegno per far vincere il NO, per le difesa della democrazia e della Costituzione.
E comunque il NO socialista ha le sue peculiarità che vorrei sottolineare:
– si tratta di contestare una narrazione (che passa anche tra i media) per cui i valori della tradizione socialista sono rappresentati dalla famiglia Craxi. Ora i figli dello scomparso leader socialista possono votare cosa vogliono al referendum, ma non possono essere interpreti della storia socialista, tanto più se si sta in Forza Italia e in un governo di fascisti.
– Il Comitato Socialisti per il NO è nato proprio per contestare questa interpretazione distorta per difendere la democrazia sotto attacco da parte di questo governo di destra. E vi sono anche altre realtà, come i compagni di Risorgimento Socialista che si muovono nella stessa direzione.
– i socialisti legano fortemente la battaglia per la difesa della Costituzione con le lotte sociali contro lo sfruttamento, per la giustizia sociale, la ricostruzione del welfare pubblico. Per questo riteniamo molto importante la presa di posizione della CGIL ed il suo impegno nella battaglia referendaria. Il nostro NO è diverso da quello di Monti e dell’area che rappresenta.
Nell’aritemetica tutto fa brodo; nella politica vi sono profonde differenze qualitative. Che implica la radicale messa in discussione delle politiche di questo governo. Accanto ad una riflessione seria sull’Ulivo (che qualcuno vuole riproporre) quale fattore di disgregazione della sinistra.

