Onorato e Maraio contro Renzi: ennesima mossa per dare un vantaggio alla Meloni

di Christian Vannozzi |

Con la legge elettorale approvata dalle due camere e quindi ormai quasi in vigore (manca solo la firma del Presidente della Repubblica), ci si arma, per almeno per coloro che si definiscono riformisti, per la raccolta firme. Conte, Fratoianni e Bonelli, assieme alla sinistra PD, non vogliono assolutamente Matteo Renzi nella loro coalizione, reo di aver fatto cadere il Governo Conte e considerato quindi un alleato inaffidabile.

Per quasi la totalità della sinistra inoltre Renzi è colui che rovinò la scuola, con la Buona Scuola, e rese più precario il lavoro con il Jobs Act, un cattivone di prima categoria insomma per una sinistra che ha forse dimenticato che quando sono accadute queste cose il buon Renzi era il Premier e segretario del PD, e quindi ha potuto fare tutte le oscenità che gli vengono imputate grazie proprio al PD, quello stesso PD la cui maggioranza ora lo vuole mettere in croce.

Analizzando i fatti, inoltre, tornando sul fatto che Renzi e i suoi abbiano fatto cadere il Governo Giallo Rosso di Conte, per far approdare a Palazzo Chigi Mario Draghi, Premier appoggiato anche dal PD e dai 5 Stelle, anche se oggi fanno finta di non ricordarlo, quegli stessi 5 Stelle che considerano Renzi un supercattivo senza ricordare che il loro primo Governo, a guida Conte, fu con un certo Salvini, persona che non si può certamente definire di Sinistra e che oggi è l’acerrimo nemico del Campo Largo.

La Sinistra attuale, purtroppo, non sa, o non vuole, fare i conti con i propri peccati, cosa che ogni adulto, per diventare tale, dovrebbe essere disposto a fare. Quando c’era il PCI almeno un grande personaggio politico, come Enrico Berlinguer, nell’ormai preistorico 1976 aveva dichiarato di sentirsi più al sicuro da questa parte della Cortina di Ferro, facendo i conti con i peccati del suo partito, che aveva appoggiato, turandosi il naso, tutte le invasioni liberticide dell’Unione Sovietica, ma Berlinguer era un gigante che la Sinistra attuale non ha o non vuole permettersi.

Per poter raccogliere i voti degli elettori renziani il Campo Largo aveva sponsorizzato il duo Onorato-Maraio, il primo assessore della Giunta Gualtieri a Roma e il secondo Assessore alla Regione Campania e segretario del redivivo Partito Socialista. I due rappresentano il mondo riformista di sinistra non legato a Renzi, e quindi capace di canalizzare forse un 2 per cento di voti senza rischiare di perdere nulla a sinistra, cosa che l’ingresso del diavolo Renzi causerebbe, dopo anni di macchina del fango mediatica contro, ma c’era il problema della raccolta delle 6000 firme a collegio elettorale, previste dalla nuova legge elettorale per le liste che non hanno rappresentanza parlamentare. Questo scoglio aveva, diciamo così, azzoppato il progetto del Campo Largo, ma l’ex premier Conte ha posto rimedio prestando a Progetto Civico, nome dell’alleanza Onorato-Maraio, un proprio parlamentare, ovvero il senatoreLuigi Nave, che passa dalle 5 Stelle al Gruppo Misto regalando, di fatto, la rappresentanza parlamentare a Progetto Civico, che ora dovrà raccogliere solo 1500 firme e non più 6000 a collegio.

Di tutta questa faccenda, ad avvantaggiarsi non può che essere il Premier Meloni, il quale (uso il maschile di proposito), non può che godere delle divisioni degli oppositori, perché più sono divisi e disperdono i voti più saranno facili da sconfiggere.

Non solo, quindi, le divisioni radicali sulla politica estera tra il PD e AVS 5 Stelle, che vanno molto più d’accordo, alle quali si aggiungono le problematiche per la scelta del candidato Premier, ma anche la divisione dei cosiddetti Riformisti, già iniziata con la prima frattura tra Renzi e Calenda, e successivamente con l’ingresso in campo di Picierno e Marattin, ora si deve aggiungere una nuova formazione politica Riformista, ovvero progetto Civico, che vede Maraio e Onorato i principali nemici dei centristi renziani, considerando Renzi un facocero pronto a farli sparire assieme al proprio seguito. Niente di più piacevole per il Premier Meloni.