Ignoranza Fascista

di Peppe Giudice |

Una deputata di Fdi, risponendo ad una osservazione di una parlamentare eurpea del PD, che ha sottolineato il forte calo della produzione industriale dell’Italia, ha risposto: “la collega ha detto una bugia; ha sostenuto che l’Italia è in recessione”.

Per la verità la parlantare del PD non ha parlato di recessione, ma solo di caduta della produzione industriale. Fatto è che la fascistella non sa cosa è veramente il Pil in cui confluisce non solo l’industria, ma anche altri comparti produttivi come l’agricoltura e i servizi. Una caduta della produzione industriale può essere compensata da una tenuta in altri settori. Tecnicamente si ha la recessione quando per due trimestri consecutivi il Pil ha un saldo negativo.

Da questo punto di vista l’Italia non è in recessione, ma in uno stato di quasi stagnazione. Una crescita prevista dello 0,4/ 0,5% questo è! E comunque la caduta della produzione industriale è molto grave. Per le prospettive della nostra economia. In Italia cresce solo il settore dei servizi, notoriamente settore, in larga misura, a bassa produttività, basso valore aggiunto ed alto tasso di sfruttamento. Con bassi salari, elevata precarietà, fortissimo aumento delle disuguaglianze.

Ovviamente i responsabili della comunicazione della presidente del consiglio ormasi sono specializzati nelle armi di distrazione di bassa per distogliere l’attenzione dai gravi problemi economici e sociali. Probabilmente anche il conflitto con il Presidente della Repubblica rientra in questa logica. Ma credo che tutto ciò inizierà a scricchiolare quando i problemi morderanno di più. Quindi oggi ci vuole una grande opposizione sociale, vista l’inadeguatezza, per ragioni diverse, degli attuali soggetti politici del cosidetto “campo largo“. Una opposizione, come ho più volte sottolineato, nemica di questo governo neofascista, ed alternativa ad eventuali deleterie riedizioni dell’Ulivo, con il quale occorre marcare una netta soluzione di continuità.

Non abbiamo bisogno di un centrosinistra (molto più centro) che ha accettato tutti i parametri europei che hanno strangolato le economie nazionali, con il freno sul debito. Oggi con l’aumento delle spese militari, le leggi sulla concorrenza che hanno solo favorito l’ingresso dei monopoli e oligopoli privati nella sanità, nella scuola, nel sistema assicurativo e pensionistico. Insomma dal patto di stabilità al patto per la crescita e lo sviluppo -come chiesto anche da molti sindacati europei-.

Non a caso la nazione in Europa che cresce di più è la Spagna con un governo non di centrosinistra ma si sinistra e socialisrta. Che, pur tra mille difficoltà, dovuta alla maggioranza risicata, ed ai partiti regionali, ha tenuto forte con una vera contro-narrazione rispetto al resto d’Europa. Una crescita del 3,5% contro lo 0,6% italiano nel 2024. E comunque Sanchez ha dimostrato di essere un vero leader, con una forte iniziativa verso i paesi dell’America Latina e il mondo arabo. E si è rifiutato di fare lo sguattero di Trump come ha fatto il nostro governo.

Il fascismo si batte con un progetto laburista-socialista, non gli orfani dell’Ulivo. Solo così potremmo toglierci dalla vista una squadra in cui ci sono molti “fuoriusciti dal Cottolengo”.

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