di Peppe Giudice |
Abascal è un essere ignobile, un perfetto avanzo fascista. Leader di un partito che organizza le ronde degli incappucciati contro gli immigrati, che vorrebbe deportare. Vuole abolire le leggi contro la violenza di genere, nonchè grande amico di Salvini e della Meloni. Le sue squadracce hanno assaltato la direzione del Psoe -come fece forza nuova con la CGIL-. Definisce il compagno Pedro Sanchez “hijo de Puta” e lo vorrebbe vederlo pendere a testa in giù. Qualcuno gli ha giustamente ricordato che a pendere a testa in giù fu un famoso amico di Franco, nel 1945 a Milano, in Piazzale Loreto. Ma Abascal e Vox -il suo partito che è nato da una scissione a destra del PP- non sono solo degli squallidi fascisti, sono anche dei corrotti. Proprio loro che stanno facendo una battaglia a tutto campo contro il Psoe in nome della lotta alla corruzione. Che siano dei corrotti lo testimonia bene questa dichiarazione di una loro ex dirigente. Da Idoia Ribas una raffica di accuse alla leadership del movimento di estrema destra spagnola: dalle molestie ai maltrattamenti dei collaboratori.
Il partito di estrema destra Vox è scosso da un vero terremoto politico alle Baleari. L’ex portavoce del gruppo parlamentare regionale, Idoia Ribas, ha accusato la leadership nazionale di Santiago Abascal di gestire il movimento come «una truffa piramidale con struttura da setta». In conferenza stampa, Ribas ha denunciato che il partito avrebbe dirottato «ingenti quantità di denaro pubblico» destinato all’attività parlamentare locale verso la Fondazione Disenso, presieduta a vita dallo stesso Abascal. «L’interesse di Abascal non sono gli spagnoli, ma il denaro per arricchirsi attraverso la sua fondazione», ha dichiarato, spiegando di aver subito pressioni per trasferire somme consistenti: «ho anche subito attacchi, molestie e maltrattamenti». Queste dichiarazioni non vengono da una di sinistra ma da una coerente reazionaria. Qualcuno può pensare che vi sia uno spirito di vendetta interna. Ma pare che le sue denunzie siano abbastanza circostanziate. E del resto non mi meraviglia che uno squallido fascista sia corrotto.
Lo storico Aldo Canali ha messo in luce il forte livello di corruzione nel fascismo e dello stesso Mussolini e delle tangenti ricevute da multinazionali petrolifere americane. Matteotti fu ucciso anche per questo, e non solo per il discorso tenuto alla camera per invalidare le elezioni, stava per denunziare il malaffare. Insomma furono due concause. E del resto il PP Spagnolo, da cui come dicevo deriva Abascal, è uno dei partiti più corrotti d’Europa. Se il Psoe è certo stato attraversato da fenomeni corruttivi, quali, comunque si sono molto ridotti nella gestione Sanche, c’è una enorme sproporzione con quei fenomeni che hanno interessato la destra. E comunque il Psoe li ha sospesi. In Italia ci sono ministri rinviati a giudizio e restano lì.
Tuttavia quando sento parlare di lotta alla corruzione sto in guardia. Sappiamo bene che in nome della lotta alla corruzione, in Italia, si è messa in crisi la democrazia repubblicana, sono scomparsi i partiti, si sono indeboliti i sindacati, ne hanno tratto profitto i grandi centri di potere economico e finanziario interni ed internazionali. E la corruzione non è diminuita affatto, anzi, e la democrazia è entrata in una crisi profonda.
Abascal è uno sguattero di chi vuole mettere in crisi Sanchez ed il suo governo socialista e di sinistra. Un governo controcorrente sia nella politica economica e sociale -anticonvenzionale rispetto all’ordoliberalismo della Trojka- e con la crescita economica più alta dell’eurozona (nel 2024 3,2% e per il 2025 previsto -dati FMI- un 2,9%. In Italia 0,7% 2024 e 0,5% 2025. Si distingue dall’ignavia degli altri partiti del Pse, anche se il Psoe è quello più forte in termini percentuali nazionali. In più Sanchez è in conflitto con Trump, ha buoni rapporti con la Cina. Insomma i fascisti restano sempre quelli che sono stati fedeli servi del capitalismo reale distruttore della democrazia che ha in Trump il massimo livello di logica predatoria.
