di Massimo Amadori |
In questi giorni lo Stato italiano sta attuando un crimine orribile. Dei medici sono stati indagati dalla magistratura e perseguitati dalla polizia per aver fatto il loro dovere. La loro “colpa” è aver giudicato non idonei alcuni migranti alla detenzione nei CPR. Forse non molti sanno che in questi centri di detenzione i migranti vengono trattati in maniera disumana.
Subiscono ogni sorta di violenza e tortura da parte dello Stato italiano, come ben documentano diverse inchieste giornalistiche. Lo stato di diritto si ferma davanti a queste prigioni, che assomigliano a dei lager. Le persone detenute in questi centri di tortura non hanno commesso alcun reato, sono solo in attesa del rimpatrio. Si tratta di persone che sono già traumatizzate dalle violenze subite nei lager in Libia e dal viaggio che hanno compiuto, persone fragili e spesso giovanissime.
Per molti di loro il CPR significa rivivere le torture e le violenze che hanno conosciuto in Libia o nel loro Paese. Non sono rari i casi di autolesionismo e i tentativi di suicidio dentro questi lager. I medici inquisiti rischiano la radiazione dall’ albo e persino il carcere solo per aver fatto il loro lavoro di cura e aver tenuto fede al giuramento di Ippocrate. Sono perseguitati dallo Stato italiano per aver salvato persone fragili, che se fossero state rinchiuse nei CPR avrebbero rischiato la vita e sicuramente la salute fisica e mentale.
Non posso quindi che esprimere solidarietà a questi medici perseguitati da uno Stato criminale e razzista, che preferirebbe avere al suo servizio medici nazisti pronti a commettere crimini per ordine dello Stato e del governo. I politici del governo Meloni, i magistrati e i poliziotti responsabili di questa persecuzione contro dei medici che fanno solo il loro lavoro si dovrebbero vergognare.
Si stanno prestando a un crimine di Stato. Il fatto di essere al servizio dello Stato e di eseguire gli ordini non li assolve dal punto di vista etico. Vogliono mettere paura ai medici che lavorano nei CPR, spaventare i dottori che fanno il loro lavoro di cura con passione e umanità. Ma non ci riusciranno.

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
