Perchè il termine “riformismo” oggi è da buttare nel bidone della spazzatura politica

di Peppe Giudice |

Possiamo dire che da oltre vent’anni si scrive riformismo, ma si legge neoliberismo. Giorgio Ruffolo scriveva che il termine ha subito una radicale rovesciamento semantico. Dall’indicare politiche di giustizia ed eguaglianza sociale, di demercificazione del lavoro, oggi si identifica con la difesa ideologica di un sistema che genera ingiustizie e disuguaglianze, sfruttamento e precarietà di lavoro.

Sanders e Madmani sono considerati di estrema sinistra quando invece rappresentano posizioni coerenti di socialismo democratico. Siamo nel mondo delle post-verità. Ha fatto bene Giovanna Botteri rispondendo a stefano Feltri. E’ stato ricordato che il riformismo più autentico è stato praticato dal primo centro-sinistra sotto impulso dei socialisti (che allora si definivano riformatori e non riformisti).

La nazionalizzazione dell’Energia Elettrica, la Scuola media unica, lo Statuto dei lavoratori, l’Abolizione delle gabbie salariali, la Riforma Sanitaria, le Pensioni a ripartizione, tutte riforme smantellate dal centrosinistra dell’ulivo, con i postcomunisti neoliberali, uniti con i postdemocristiani demitiani nel compromesso storico postmoderno del PD. Che è stata la cifra più evidente della subalternità al capitalismo reale di oggi.

E che ha definitivamente distrutto la sinistra. Renzi e la Picierno non nascono per caso. La cancellazione della memoria socialista ha coinciso con la perdita dei valori più autentici di una sinistra democratica. Del resto Riccardo Lombardi concepiva la politica delle riforme come elemento di rottura dei rapporti di poteri all’interno dell’economia e della società, in vista della realizzazione di un socialismo democratico che superasse l’orizzonte del capitalismo.

Il recupero di questa strategia riformatrice può far rinascere la sinistra e non la stanca ed inutile ripetzione di una impossibile e non desiderabile rifondazione del comunismo. In Spagna si è realizzata una importante alleanza tra il Psoe e gli eurocomunisti di Sumar, che hanno prodotto riforme importanti.

Tuttavia, occorre dire che la compagna Diaz è radicalmente diversa dai possessori della miriade di siglette comuniste presenti in italia. Ma devo concludere citando la mitologica Picierno all’assemblea degli sfollati del renzismo: Noi riformisti siamo l’avanguardia coraggiosa . Come Copernico, Galileo, Giordano Bruno e Rosa Parks”. Ce n’è abbastanza per scompisciarsi dal ridere!