
di Daniele De Piero – Comitato SOCIALISTA per il NO |
Non possiamo definire la “legge Nordio” come una vera riforma della Giustizia.
Perché?
Perché non migliora il servizio ai cittadini, non riduce i tempi dei processi, non aumenta il personale e non regolarizza i precari, non rafforza le garanzie, non assicura la rieducazione del condannato né la certezza della pena.
Perché vogliono la separazione tra PM e giudici?
In realtà è inutile, perché la separazione tra PM e giudici c’è già dopo la riforma Cartabia del 2022.
Le due funzioni sono separate: meno dell’1% dei magistrati passa dall’una all’altra.
In verità la Legge Nordio ha l’intento di stravolgere la Costituzione mettendo a rischio l’autonomia della magistratura, compromettendo così l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
L’obiettivo è preciso: sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere.
Assieme all’Autonomia differenziata e Premierato, la legge Nordio diventa parte di un disegno più ampio di profondo che mira ad radicale cambiamento della nostra Repubblica democratica.
Votando No impediremo si realizzi una Giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti.
L’autonomia della magistratura è imprescindibile per la tenuta dell’apparato democratico: non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti.
Per difendere la Costituzione e una Giustizia imparziale è necessario votare NO al referendum sulla Legge Nordio.
Avanti!

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
