Due CSM allineati all’Esecutivo

di Francesco D’Aguì – Comitato SOCIALISTA per il NO|

Si può essere favorevoli alla separazione delle carriere e contemporaneamente trovare inconcepibile il meccanismo del sorteggio. Si può concordare sul principio, pur riconoscendo la pericolosità del modo.

«I due CSM avranno pressoché funzione di nomina delle nuove carriere; qual’è quindi il tuo problema con il meccanismo di sorteggio?»

Semplice: Il meccanismo di nomina per sorteggio è facilmente manomissibile. Ciò vuol dire che anche l’esecutivo (ma non solo) avrebbe facilità nello stivare i due Consigli Superiori di magistrati a sé allineati.

«E quindi? I due consigli si occuperebbero soltanto delle nuove nomine!»

Soltanto?
A parte il fatto che non è vero, in quanto ai due CSM rimane anche il potere di trasferire e promuovere i magistrati.

Mi permetto però una domanda: Qual’è uno dei problemi che più affliggono la magistratura? Esatto, i tempi lunghi.

Ma non c’è nulla da temere, cari italiani; la soluzione è giusto pronta! AUMENTO DELL’ORGANICO! CONCORSI A GOGÒ!

E secondo voi quali indicazioni di nomina darà il sopracitato farabutto che ha sotto scacco entrambi i CSM se non quella di far passare chiunque sia allineato alla sua persona, tenendo allo stesso tempo a distanza chiunque abbia espresso avversità nei confronti suoi e della sua fazione?

Fatto ciò si potrebbe tranquillamente tornare anche al meccanismo del voto; una volta essersi assicurata una grossa fetta di magistratura, il farabutto sarà ben sicuro di vedere tutelati i suoi interessi (personalissimi o di partito), vedendo eletti alcuni tra i tanti che sono entrati di ruolo grazie a suo personale intervento.

«Sarà, ma se vieni beccato a manomettere verrai inquisito e processato!»

Punto primo, “SE” si verrà beccati.

Punto secondo, bisogna vedere se si riuscirà a trovare un Pubblico Ministero disposto a inquisire il sopracitato farabutto.

Qualora lo si trovasse, il suo CSM (manovrato) può comunque trasferirlo dall’altra parte del Paese; magari a due passi dalla famiglia del criminale che questi ha precedentemente inquisito (magari ancora, qualora il farabutto abbia influenza sul Ministero degli Interni, potrebbe indicare all’UCIS di rimuovere eventuale precedentemente assegnata scorta).

Il caso passerebbe quindi sotto un altro PM, nominato dal relativo Procuratore, a sua volta deciso dal rispettivo CSM (manovrato).

Tramite non troppo complesse manovre, il farabutto potrebbe riuscire a far passare il caso sotto un PM a lui allineato (magari uno dei tanti nuovi nominati), che farebbe poi cadere le accuse.

Qualora il farabutto non riuscisse a far cadere le accuse potrebbe sempre procedere dando indicazioni all’altro CSM di fare trasferire il giudice stesso; egli verrebbe quindi sostituito da un altro giudice, deciso dal Presidente del Tribunale, a sua volta scelto da relativo CSM.

Riassumendo, il problema non è dato dalla separazione delle carriere in sé quanto al come questa riforma proponga d’introdurla.

Qualora dovesse passare il Referendum e si arrivasse alla sua introduzione sarà quanto più urgente rettificarla, pretendendo quantomeno il ritorno al voto prima che si manifestino le sopracitate conseguenze.

Ovvio è che, qualora fosse il contrario, il problema più grosso rimarrebbe semplicemente la stesura di una nuova riforma che tenga conto di un più equo bilanciamento tra poteri e contropoteri.