L’Imperialismo sionista in Palestina: cause di un conflitto

di Christian Vannozzi |

Parte VIII

Ore 6.29 del 7 ottobre del 2023, un massiccio attacco missilistico, partito dalla Striscia di Gaza, colpisce il confine con lo Stato di Israele, è l’inizio di quella che l’associazione fondamentalista religiosa, Hamas, chiama “Operazione Diluvio di al-Aqsa”.

Dai varchi che collegano Gaza a Israele, ben 119, arrivano sei mila palestinesi che sterminano 859 civili e 278 soldati. La strage non finisce qui perché i miliziani di Hamas penetrano durante un festival musicale a cui partecipano circa 3000 giovani e ne uccidono 364. In un solo giorno ci sono 1200 morti tra civili e militari, contando anche le forze dell’ordine che hanno tentato di fermare l’invasione, e circa 250 persone vengono rapite. Hamas dà un duro colpo agli israeliani quando meno se lo aspettavano. E’ la guerra!

Hamas vuole vendicare i soprusi perpetrati nei campi profughi e nei territori occupati in Cisgiordania, per Israele è invece l’occasione buona per cancellare la palestina da quello che considera il suo territorio dai tempi dei Giudici.

si contano a oggi, dopo quasi tre anni di guerra, oltre 67 mila morti e quasi 167mila feriti, in larga parte donne e bambini palestinesi, perché la potenza bellica messa in campo dal leader del Likud Netanyahu è immensamente più grande di quella che può organizzare Hamas, che ha comunque iniziato il conflitto.

Per il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella il 7 ottobre rimarrà nella storia come l’inizio di una vera e propria catastrofe: “Il 7 ottobre del 2023 rimane e rimarrà nelle coscienze come una pagina turpe della storia: un vile attacco terroristico che avvenne contro inermi cittadini israeliani, recando grave

danno alla causa della pace e della reciproca sicurezza in Palestina. Una ferita che ha colpito ogni popolo. L’orrore e la condanna, pubblicamente e ripetutamente espressa, per la violenza crudele e inaccettabile delle armi di Israele – che fa pagare alla popolazione di Gaza un intollerabile prezzo di morte, fame e disperazione, cui è indispensabile porre fine, con la necessità che Israele applichi con pienezza le norme del diritto internazionale umanitario – non attenua orrore e condanna per la raccapricciante ed efferata violenza consumata quel giorno da Hamas”.

Per la premier e leader del partito conservatore di destra italiano, Giorgia Meloni, Hamas ha scatenato una crisi spaventosa e senza precedenti: “Sono trascorsi due anni dall’ignominia del massacro compiuto dai terroristi di Hamas contro migliaia di civili inermi e innocenti israeliani, donne e bambini compresi. Crimini indicibili che fanno del 7 ottobre una delle pagine più buie della storia. Oggi rinnoviamo la vicinanza ai famigliari delle vittime e torniamo a chiedere la liberazione degli ostaggi, che ancora oggi attendono di tornare a casa dopo due anni di prigionia, vessazioni, sofferenze. La violenza di Hamas ha scatenato una crisi senza precedenti in Medio Oriente. La reazione militare di Israele è andata oltre ogni principio di proporzionalità, e sta mietendo troppe vittime innocenti tra la popolazione civile di Gaza – prosegue Meloni -. L’anniversario di oggi cade in un momento in cui si intravede la concreta possibilità di porre fine a questa guerra.

Mentre il presidente Sergio Mattarella condanna la violenza di Hamas e le atrocità di Israele, la premier Meloni, alleata storica del partito sionista di destra Likud, pone tutta la sua rabbia e la sua ostilità contro Hamas e contro le vittime generate dall’associazione integralista, senza fare riferimento alle vittime, numerosissime, tra i civili palestinesi.

Il Cardinale Pizzaballa, che è stato aspirante al soglio Pontificio dopo la scomparsa di Papa Francesco, e sacerdote in Palestina, non manca di denunciare le atrocità israeliane, che per difendersi dall’attacco ha iniziato letteralmente a cancellare l’intera Striscia di Gaza dalla carta geografica con tutti i suoi abitanti.

Purtroppo l’attentato di Hamas non ha fatto altro che compattare e organizzare verso una sorta di nuova soluzione finale il sionismo del Likud israeliano, che sta cogliendo l’occasione per spazzare via i nemici storici, nemici, che ricordiamo, non sono invasori sulla terra di Israele ma è Israele che ha creato uno Stato in un territorio arabo di fatto iniziando una serie di occupazioni, come fecero i loro alleati statunitensi nel cosrso del XIX secolo.