NO, Carlo Rosselli non ha nulla a che fare con Calenda

di Peppe Giudice |

Calenda, la perfetta sintesi tra presunzione ed asineria, ha di nuovo fatto riferimento a Rosselli, ma nello specifico al Partito D’Azione per definire la sua presunta linea politica. U’ guaglione certamente ha bisogno di mettersi in mostra per compensare la sua inutilità poltica. Ma ha abbondantemennte superato la linea rossa.

Cosa c’entra Carlo Rosselli socialista libertario e classista, con il liberalismo di centro-destra del nipote di Comencini, nonchè dirigente di Confindustria? NULLA ovviamente! Si potrebbe rileggere quello che scriveva Gaetano Arfè su Rosselli. Che dimostrava come il suo non era un socialismo annacquato come ci hanno voluto far credere i Martelli, i Veltroni, i Napolitano. Quasi un antesignano di Tony Blair.

PROFONDAMENTE FALSO. il programma di Giustizia e Libertà si fondava su un riformismo radicale e strutturale. Socializzazione dei settori strategici dell’economia, sia in campo industriale e bancario, promozione del controllo operaio sulla produzione, sviluppo di forme di autogestione e sviluppo dei corpi intermedi che dovevano garantire l’autonomia di classe. Un socialismo classista in quanto individuava nel proletariato la forza propulsiva della trasformazione sociale.

Rosselli era fautore di un socialismo libertario e quindi opposto al modello burocratico e dittatoriale sovietico. Contro ipotesi di collettivizzazione integrale dell’economia che avrebbe portato al dominio incontrollato della nomenclatura ed all’oppressione politica e sociale. Ma era un critico profondo del capitalismo che andava superato tramite le riforme di struttura e l’azione dal basso dei lavoratori e dei cittadini.

Non c’è dubbio che oggi avrebbe considerato il PD come partito moderato e non di sinistra, ma avrebbe avuto forti perplessità sul populismo dei 5Stelle. Ma si sarebbe comunque battuto per togliere di mezzo l’estrema destra fascista , anche se il suo programma è sovversivo rispetto a quello del campo largo.

Mio nonno e suo fratello erano del Partito d’Azione e seguirono Lombardi e Foa nel PSI. E ci sono moltissimi dirigenti socialisti del dopoguerra che vengono dal Partito d’Azione, oltre ai già citati Lombardi e Foa, De Martino, Codignola, Brodolini Vittorelli.

Nessuno dei quali era un moderato. E comunque c’è una linea rossa che lega Rosselli alla Seconda Sinistra Francese degli anni ’60 di Martinet e Rocard che con Lombardi si influenzarono a vicenda. L’idea di un socialismo autogestionario contrapposto a quello sovietico, ma anche critico verso la socialdemocratica che si accontentava di gestire il capitalismo.