Chi semina vento raccoglie tempesta

di Massimo Amadori |

In tutti i cortei i violenti fanno il gioco del governo e del potere politico, perché danno un pretesto per la repressione e finiscono per delegittimare chi protesta pacificamente. Spesso e volentieri i manifestanti violenti sono infiltrati del governo e della polizia, utilizzati dal potere per delegittimare le manifestazioni pacifiche. Altre volte invece si tratta di persone disperate o di frange estremiste del movimento.

Fanno il gioco della destra ma io non riesco a condannarli per qualche vetrina rotta, dal momento che chi sta al potere ha rovinato la loro esistenza. Se togli il futuro a un’intera generazione è normale che poi alcuni reagiscano in questo modo. Avete tolto ai giovani ogni diritto e ogni dignità, li avete costretti a lavori precari e sottopagati, li avete privati della possibilità di mettere su famiglia e di avere un tetto sopra alla testa. Avete tagliato l’istruzione pubblica, cioè il loro futuro, per finanziare la guerra e il riarmo. Gli avete mostrato un genocidio in diretta, finanziato anche con i nostri soldi. La prospettiva che avete dato ai giovani è morire nella futura terza guerra mondiale, per gli interessi di una ristretta oligarchia.

Avete privato i giovani di qualsiasi diritto, della casa, dell’istruzione e di un lavoro decente. Gli avete rovinato l’esistenza e il futuro. Pensavate forse che questi ragazzi rispondessero con i fiori? Non condivido i loro metodi, perché sono un pacifista radicale e un non violento. Ho sempre manifestato pacificamente e continuerò a farlo. Però capisco chi manifesta la propria rabbia in altro modo, specialmente se ha vissuto condizioni più difficili della mia. Da quando gli esseri umani vivono in maniera associata ci sono state rivolte contro il potere e in ogni rivolta purtroppo ci sono anche episodi di violenza, saccheggi e atti di vandalismo. È così dalle notte dei tempi. Chi aspetta una rivoluzione “pura” non la vedrà mai, dobbiamo farla con il materiale che abbiamo.

Spaccare una vetrina e bruciare un cassonetto è violenza? Certamente, così come è violenza non arrivare alla fine del mese, essere sfrattati, non potersi permettere le cure mediche ecc. Queste cose nel capitalismo sono la normalità e non provocano l’indignazione dei borghesi e dei benpensanti. Così come è violenza la guerra e il genocidio di Gaza. Ed è violenza anche arrestare ragazzini che occupano la loro scuola e spaccare la testa a minorenni che manifestano pacificamente. E francamente la violenza contro le cose non sarà mai grave come la violenza contro le persone, così come la violenza degli oppressi non è uguale a quella degli oppressori. Per questo motivo, pur schifando ogni forma di violenza, non mi unisco al coro dei moralisti del centrosinistra che guardano con orrore alle rivolte urbane di venerdì e sabato scorso.

Vedere una vetrina di lusso rotta o un cassonetto bruciato non mi fa lo stesso effetto delle immagini dei bambini di Gaza bruciati dall’ IDF.  E l’ ipocrisia dei fascisti, dei borghesotti benpensanti e anche dei politici di centrosinistra che si indignano per le rivolte degli studenti e “condannano tutte le violenze” mi provoca l’ orticaria.

Il sistema capitalistico che voi difendete si basa interamente sulla violenza e questi sono i risultati. Rifiuterò sempre la logica di chi divide i manifestanti fra buoni e cattivi. Ovviamente preferisco i ragazzi che hanno manifestato pacificamente e credo che questo sia il metodo più efficace per ottenere dei risultati. Ma io non condanno nessuno, se non eventuali infiltrati e provocatori.

Non sono nessuno per condannare la rabbia giovanile e fra le altre cose la stragrande maggioranza delle manifestazioni sono state pacifiche. Si parla solo dei pochi casi di violenza per delegittimare il movimento pacifico degli studenti. Nei movimenti rivoluzionari di massa ci sono sempre anime pacifiche e anime più “arrabbiate”, di solito in minoranza. Dobbiamo forse condannare la presa della Bastiglia perché ci furono delle violenze? E non stiamo parlando di 4 vetrine rotte, ma di teste tagliate.

Sinceramente non me la sento di condannare la Rivoluzione francese perché durante la presa della Bastiglia tagliarono la testa al capo delle guardie. La rivoluzione non è un pranzo di Gala e le persone che la fanno possono essere imbruttite e incattivite dalla violenza che hanno subito da parte degli oppressori e del potere politico. Chi semina vento raccoglie tempesta. È sempre stato così e sempre sarà così, almeno fino a quando esisteranno oppressi e oppressori e la violenza degli oppressori sarà normalizzata e legittimata da Stati e governi.