di Christian Vannozzi |
Salvo accordi elettorali, cartelle, primarie e altre cose simili, di cui ignoro il nome, sono ben 5 i possibili Premier per il nostro affannato Paese. Uno di questi 5 siederà a Palazzo Chigi per essere il capitano della nave che si chiama Italia. C’è chi ha già un programma, chi meno, chi ha poco e niente e chi ha già scritto tutto senza consultarsi con i potenziali alleati. Come nel calciomercato di giugno a un anno dalle elezioni tutto e il contrario di tutto è possibile, perché ognuno sogna di guidare il Paese ma solo uno di loro alla fine trionferà.
Da destra a sinistra troviamo, a oggi, prima delle primarie, i seguenti aspiranti Premier, Vannacci, Meloni, Calenda, Schlein e Conte, ognuno di loro con i propri supporters e simpatizzanti, tutti con un discreto credito, con l’attuale Premier, Giorgia Meloni, in vantaggio se uno tra Schlein e Conte non faranno un passo indietro.
Ognuno dei 5 potenziali Premier ha delle formazioni politiche alle spalle che lo sostengono e gli rendono possibile la partecipazione alle elezioni. L’ex generale Roberto Vannacci può contare sull’appoggio del sui partito, Futuro Nazionale, che ha raggiunto il 10,94% per cento in Calabria alla prima sfida elettorale, per la suppletive, e sull’associazione di Destra CasaPound.
Il Premier Giorgia Meloni viene sostenuta dal suo partito, Fratelli d’Italia, e dagli storici alleati Lega e Forza Italia, ai quale si dovrebbe aggiungere il partito liberaldemocratico fondato dall’onorevole Marattin.
Carlo Calenda, ex ministro, ha l’appoggio del suo partito, Azione, di Spazio Pubblico di Pina Picierno e della neonata Federazione dei Riformatori di Oreste Pastorelli, sindaco di Forano, presidente dell’associazione socialista liberale ed ex tesoriere del Partito Socialista Italiano.
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha l’appoggio del suo partito e di Casa Riformista dell’ex Premier Matteo Renzi.
Giuseppe Conte, ex Premier, ha l’appoggio del suo movimento politico, il Movimento 5 Stelle, di AVS, Rifondazione Comunista (che darà un appoggio esterno) e del neonato Progetto Civico Avanti PSI, al quale ha prestato un senatore per potersi presentare alle elezioni.
Tra questi il vantaggio è dell’attuale Premier Giorgia Meloni, anche se la situazione è in continuo movimento e dinamica più che mai. L’attuale Premier lavora infatti per ricucire il rapporto con il generale Vannacci, che potrebbe quindi appoggiarla nella corsa, ma perderebbe i liberaldemocratici che rimarrebbero nell’attuale maggioranza solo se Roberto Vannacci ne rimane escluso. A Sinistra c’è una situazione analoga, in quanto una persona tra Conte e Schlein potrebbe fare un passo indietro, oppure potrebbero gareggiare nelle Primarie in modo che solo uno di loro sia aspirante Premier, ma ci sarebbero notevoli problemi.
Se dovesse spuntarla Conte, verrebbe escluso dalla coalizione Matteo Renzi e il suo partito Casa Riformista, questo perché considerato agli antipodi rispetto alle posizioni dei partiti che appoggiano l’ex Premier, anche se l’esclusione di Renzi verrebbe vista più che bene da gran parte del Partito Democratico. A parti invertite, ovvero se vincesse tra i due litiganti la segretaria Schlein, imbarcherebbe Renzi nella coalizione, ma questo scontenterebbe gli elettori di AVS e 5 Stelle, e naturalmente si vanificherebbe l’appoggio esterno di Rifondazione Comunista, e questo potrebbe far rivedere la proprie strategie a Conte, che potrebbe rompere l’alleanza. E’ tutta una polveriera, sicuramente per Pasqua se ne saprà di più, ma per ora non siamo neanche a Natale.

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
