Su Landini

di Peppe Giudice |

Sulla base di quel che passa il convento Landini è forse l’unica persona che riesco ad ascoltare nei Talk Show. E credo che l’impianto programmatico della CGIL è quello che dovrebbe sostenere l’alternativa di governo , affinchè sia vera alternativa. O Landini o Cottarelli, detto in soldoni.

Ho anche apprezzato, il suo intervento a Potenza, durante la campagna per il referendum, quando ha messo in evidenza il ruolo del socialista Brodolini nel promuovere lo Statuto dei Lavoratori, sottolineando che il PCI si astenne. Poi ci ha messo una pezza dicendo: “si astenne perchè voleva la sua estensione anche alle imprese al di sotto di 15 dipendenti. Fatto è che il PCI poi non si è mai battuto per tale estensione.

Nel 1968 la stragrande maggioranza delle piccole imprese erano imprese artigiane con due o tre addetti, e con bassissimo fatturato. Del resto Trentin ha sostenuto che il PCI doveva votare a favore perchè con lo Statuto si modificavano i rapporti di forza in fabbrica e si rafforzava il sindacato.

Oggi la situazione è diversa perchè ci sono anche piccole imprese che hanno fatturato alto e spesso sono capofila di una catena di sfruttamento. Ma allora la situazione era profondamente diversa.

Per inciso, un compagno, avendo visto su Rai 3 il film su Berlinguer, si ignorava completamente il ruolo dei socialisti. Si sente Berlinguer dire che loro avevano fatto lo Statuto dei Lavoratori. Non credo proprio che Berlinguer queste cose le abbia dette (conosceva bene i fatti). E comunque il film è una inutile agiografia che probabilmente non sarebbe piaciuta neanche a Berlinguer. Il tutto punta ad identificare la sinistra con il PCI cancellando la memoria socialista. E a giustificare la nascita del Partito Democratico.

La sinistra italiana ha bisogno di una forte contro narrazione per evidenziare la importanza ed il valore della cultura socialista nella sinistra e nella democrazia italiana. Certamente non si tratta di rifondare il Psi storico. Piuttosto di costruire un movimento in grado di svolgere un ruolo di cultura politica attiva ed aggregante per fare uscire la sinistra dalle secche in cui si è cacciata.