Unione Europea, un Leviatano inconsistente

di Giuseppe Onorati |

2^ Parte

Due prove importanti per testare il sistema Unione Europea in cui è venuta fuori una tendenza autocratica ed autodistruttiva dell’Unione ; erosione della coesione fra i membri, contrassegnata da una moralistica ed ideologica contrapposizione fra frugalità dei Paesi nordici ed inadeguatezza nel mantenere ordine nei conti pubblici dei mediterranei; alto grado di corruzione, mostrato soprattutto nel periodo intermedio ai due momenti, quello del Covid; ostinazione improduttiva e per certi versi autolesiva nella comminazione di sanzioni alla Federazione Russa, mostrando non particolare favore alla soluzione negoziale del conflitto ucraino-russo ma anzi, instillando un clima ideologico anti russo.

Ed è proprio sulla base di questa assurda considerazione ideologica della Federazione Russa come potenziale invasore europeo, che l’Unione ha portato l’asse di riorientamento politico, verso una vaga idea di riarmo, prontamente accolta dalla Germania, desiderosa di rilanciare la propria industria in crisi con una altrettanta, per il momento, idea vaga di riconversione produttiva verso gli armamenti. Al di là del dibattito che ne è scaturito, la questione riarmo anche ha evidenziato come il sistema Unione sia inadatto per organizzazione istituzionale a garantire una politica estera unitaria e di conseguenza di difesa. Il tema della difesa comune, è stato uno di quelli più superficialmente e marginalmente toccati dall’Unione in quanto, in un quadro di subalternità agli U.S.A., è stata sempre implicitamente lasciata al Patto Atlantico ed oggi comunque, nonostante le convulsioni ideologiche belliciste, il tutto sarebbe complicato da una tendenziale divergenza in politica estera e della difesa fra i membri.

In questo inizio 2026 , ritroviamo il Mondo in un equilibrio di potenza fra U.S.A., Cina  e Russia, con le ultime due che hanno costruito una folta trama di relazioni strategico-economiche in vari continenti , che rende la situazione mondiale complessa, con un equilibrio precario. Gli U.S.A. a guida Trump, impegnati nella partita con la Repubblica Popolare Cinese, hanno deciso di concentrarsi sul proprio continente e in regioni d’interesse come il Medio Oriente, lasciando agli alleati del Patto Atlantico la responsabilità di rafforzare la difesa ed in questo scenario, viene fuori l’inconsistenza politica dell’Unione Europea. Seppur rappresenti la terza economia mondiale dopo U.S.A. e Cina, con un PIL di 18000 miliardi di Euro, partecipante a circa il 14 per 100  degli scambi mondiali di merci e sia il primo esportatore di merci e servizi a livello mondiale, vede presentarsi il consuntivo di un bilancio storico che ne evidenzia limiti politici, inconsistenza nello scenario globale e seria possibilità d’implodere, considerando le marcate divergenze politiche e strategiche fra i membri.

In termini di teoria dei sistemi l’Unione Europea può essere vista come un sistema che incontra difficoltà di adattamento crescenti al proprio ambiente e che presenta tendenze all’autodistruzione. L’ ipotesi di rilanciare un nuovo progetto politico europeo, potrebbe stare in piedi ma a condizione che si riscriva un nuovo patto fra Stati (federale o confederale, con quest’ultima forma più adatta probabilmente alle peculiarità del Vecchio Continente) che rilanci un vincolo di relazione a vera base democratica, ponga la coesione sociale ed infra-nazionale a cardine e di conseguenza predisponga strumenti di politica fiscale (debito comune) e monetaria coordinati, verso obiettivi comuni. Qualche voce “pronta al canto per ogni stagione” a prescindere dalla propria storia, ha avanzato l’ipotesi di un federalismo pragmatico, che oltre alla vaghezza progettuale dell’idea, è parsa una proposta nella logica di un rafforzamento ed estensione per materie dell’attuale sistema, usando l’Euro come esempio virtuoso di unificazione (sic!).

Ad oggi la storia ci ha offerto un’Unione Europea che ha raccolto scetticismo, senso di disgregazione, ha mostrato lati autocratici ed ha contraddetto nei fatti valori cardine della civiltà europea; di certo la sua rappresentazione attuale sembra portare ad un’implosione oltre a dimostrare inconsistenza politica e strategica nel nuovo scenario globale.

Fine