Un profondo disagio sociale

di Peppe Giudice |

LE GRANDI MANIFESTAZIONI DI QUESTI GIORNI SONO ESPRESSIONE DI UN PROFONDO DISAGIO SOCIALE, CHE NON POSSONO ESSERE GUASTATE DA MINORANZE VIOLENTE E CHE FANNO SOLO IL GIOCO DEI REAZIONARI

A dispetto di Paolo Mieli ributtante e cinico individuo (di fatto cripto-meloniano) la sinistra non deve prendere le distanza da nessuno. Magari le deve prendere da Paolo Mieli.

La sinistra è stata giustamente a fianco di chi protesta democraticamente contro le porcherie del governo Meloni. A fianco di coloro che, sono contro i tagli indiscriminati alla scuola, a favore della sanità pubblica, contro diseguaglianze e povertà. Esistevano anche prima, ma questo governo reazionario le ha aggravate esponenzialmente.

Buttarla in caciara per mostrare gruppi violenti ed impolitici, fatto da minorenni, fra l’altro, serve a distogliere l’attenzione dalla realtà nuda e creda, aumentare il livello repressivo dello Stato. Quindi occorre una forte opera di controinformazione. Abbiamo tutti visto la grande manifestazione della CGIL contro la politica del govrno, con centomila persone in piazza, dove non c’è stato il minimo incidente. In quelle più spontanee è più facile che si infitrano estranei, provocatori e nichilisti. Ma la stragrande maggioranza di coloro che protestavo contro questo governo di merda erano rappresentazioni visibili della insopportabilità delle condizioni di vita per larga parte della popolazione.

Oggi l’imperativo è cacciare dal governo la destra dando risposta al disagio sociale. E qui occorre la massima coesione delle opposizioni vere. Ma non si possono dimenticare i guasti fatti anche dal PD seguendo la linea ordolibderale di Letta e Gentiloni.

L’ordoliberalismo è stato il cancro della UE e l’ha indebolita fortemente. Le politiche d’austerità, i pareggi di bilancio come variabile indipendente, ha gravemente compromesso il welfare europeo, ha precarizzato il lavori ed accresciuto lo sfruttamento, dato via libera alla concorenza ed alla privatizzazione dei beni pubblici e sociali.

Un nuovo centrosinistra deve porsi il tema della rottura con l’ordoliberalismo. La Schlein l’ha capito, per questo subisce tanti attacchi. Bastrebbe vedere i talk show, dove tutti danno lezioni alla Schlein -troppo vicina al terrbile Landini-.

Infatti vorrebbero un centro-sinistra ordiliberale. Che farebbe vncere a mani basse la Meloni. E comunque un problema di carattere contnentale, dove spesso la socialdemocrazia (con la nobile eccezione di Sanchez) è stata subalterna alle politiche ordoliberal. E con i limiti delle forze alla sua sinistra (escluso Sumar e AVS) che che hanno oscillato tra populismo di sinistra, sovranismo e impossibili e non desiderbili rifondazioni del comunismo.

L’alternativa sta nella Europa Sociale del lavoro e non dell’austerità e del riarmo nazionale. Scusate se sono ripetitivo, ma oggi è fondamentale riattualizzare il pensiero di Lombardi, della sinistra socialista democratica, del riformismo strutturale, della critica al produttivismo per una società diversamente ricca.