Onore a Bernie Sanders

di Peppe Giudice |

Se c’è oggi in America un movimento socialista riconoscibile e che attira consensi, soprattutto tra i giovani e pezzi della working class, gran parte del merito va a questo compagno ottantaseienne, con in corpo una energia incredibile.

Egli ha aperto la strada ad Alexandria Ocasio – Cortez ed al sindaco socialista di New York Zhoran Mamdani. Che sono i suoi più fedeli seguaci. Ha fatto da apripista alla elezione di diversi candidati socialisti, o democratico progressisti, in queste elezioni di Mid-Term. E di cui il vittorioso partito democratico dovrà tenere conto.

Questi compagni si definiscono socialisti democratici (al di là dell’apparteneza o meno ai DSA). Definiscono il campo di una sinistra socialista democratica che mantiene le distanze dalle fallimentari ubriacature bolivariane in sudamerica. Insomma pià vicino al socialista democratico Lula che a Maduro che definisce come un dittatore spietato e corrotto, pur condannando duramente il piratesco intevento militare americano in Venzuela, per appropriarsi delle enormi ricchezze di quel paese.

Ma parlando anche di genocidio perpetrato dal goverrno israeliano a Gaza (lui è ebreo). Condannando l’altra azione piratesca USA-Israle all’Iran. Certo qualche sinistrucolo nostrano gli ha fatto le pulci per il suo sotegno all’Ucraina, dalla aggressione militare russa non diversa da quella americana sull’iran difendendo il diritto del popolo ucraino alla difesa. Al tempo stesso, sostenendo le iniziative diplomatiche, per porre fine ad una guerra sanguinosa. Ed evitando ulteriori escalation militari.

Ma Sanders è critico verso quelle socialdemocrazie che si sono rese subalterne al capitalismo liberale. A favore di Sanchez e contro la SPD, per capirci. Come ho sottolineato altrove, Sanders esprime una socialdemocrazia di sinistra, In cui la battaglia per il Welfare e per la redistribuzione del reddito, si coniuga con la democrazia economica puntando sulle sviluppo di forme incisive di controllo operaio nelle fabbriche e lo sviluppo di cooperative di lavoratori soprattutto nel gestire le “fabbriche recuperate” e con leggi di sostegno.