Snodo cruciale: La Presidenza della Repubblica

di Franco Astengo |

Meloni: “Insopportabile razzismo culturale a sinistra sulla scelta del presidente della Repubblica”.

Partiamo da questa frase pronunciata ieri dalla signora Presidente del Consiglio per rispondere subito: la scelta del presidente della Repubblica non è certo una scelta che la sinistra (tra l’altro la sinistra intesa come sinistra storica ha eletto un suo esponente presidente della Repubblica soltanto in due occasioni: Pertini e Napolitano. Per il resto si è trattato di esponenti del partito cattolico compreso il presidente attualmente in carica e di un presidente di lontana origine azionista) compie in nome di un certo tipo di identità culturale.

La scelta del Presidente della Repubblica deve corrispondere ad un rigoroso criterio di appartenenza costituzionale: la sua matrice culturale è necessario appartenga ad un preciso perimetro storico – culturale di cui una parte di destra italiana è sempre risultata estranea fin dalle sue origini nel dopoguerra ; una destra le cui radici affondano nella dittatura del ventennio e anzi nella scelta più sciagurata che i residui esponenti di quella dittatura compirono nella fase finale della loro parabola affiancando l’invasore nazista.

Nella confusione nella quale stanno navigando i partiti che dovrebbero formare la coalizione alternativa a quella promossa dall’attuale governo sarà difficile far comprendere che lo snodo cruciale delle elezioni 2027 sarà proprio quello della costruzione della maggioranza che nel 2029 dovrà eleggere il nuovo capo dello Stato.

Sarà necessario impedire che risulti vittoriosa l’indicazione di leadership portata avanti dalla destra: perché un suo eventuale successo vedrebbe nel primo scorcio della legislatura contrapposto un Capo del Governo (che si cercherà di far passare come eletto dal popolo) e il Capo dello Stato eletto da una maggioranza parlamentare. L’obiettivo della destra è quello di far coincidere, con l’elezione del 2029, Capo del Governo e Capo dello Stato facendo prevalere la formula plebiscitaria e cambiando la forma di governo imperniata sulla centralità parlamentare abolendo il voto di fiducia e facendo coincidere la fonte dell’incarico.

Con l’auspicio che la Corte Costituzionale elimini in partenza questo pericolo indicando come incostituzionale la figura del candidato presidente del consiglio da parte delle diverse coalizioni e confermando così la prerogativa del Presidente della Repubblica di indicare il candidato alla Presidenza del Consiglio, si insiste perché questo tema risulti centrale nella battaglia politica da sostenere per le elezioni del 2027 assieme a quelli della situazione internazionale, dell’economia, dello stato sociale, dei diritti e della qualità della vita democratica del Paese.