di Massimo Amadori |
In piazza eravamo centinaia di migliaia in tutta Italia: studenti, lavoratori e pensionati. C’eravamo tutti, per protestare contro il governo della guerra e del caro vita. Eravamo arrabbiati, ma pacifici. Per fortuna nella maggioranza dei cortei non ci sono stati scontri e violenze, né da parte dei manifestanti né da parte della polizia. In alcuni casi le forze dell’ ordine hanno abbassato gli scudi e si sono tolte i caschi, in segno di solidarietà nei nostri confronti. In particolare i finanzieri, che per mestiere conoscono bene le schifezze che fanno i politici e i potenti.
Per fortuna non tutti i poliziotti sono servi dei governi e alcuni si ricordano di aver giurato sulla costituzione democratica e antifascista. I poliziotti non sono i nostri nemici, il nostro nemico è il governo Meloni, i nostri nemici sono gli oligarchi miliardari che si arricchiscono a spese di tutti i lavoratori, grazie alla guerra, allo sfruttamento e alla speculazione sui prezzi. Nelle forze dell’ordine purtroppo ci sono tanti fascisti pronti a eseguire gli ordini criminali del governo e a reprimere con la violenza studenti e lavoratori che protestano pacificamente.
Ma ci sono anche tanti poliziotti democratici che disobbediscono agli ordini del governo, per fedeltà alla costituzione e perché capiscono e rispettano le ragioni dei ragazzi che manifestano. E quella parte della forze dell’ ordine fedele alla democrazia noi la rispettiamo. Probabilmente sono una minoranza fra i celerini ma io li voglio ringraziare, perché anche loro sono lavoratori e se disobbediscono al governo rischiano pure il posto. Ma del resto in una situazione rivoluzionaria è fondamentale che una parte della polizia solidarizzi con i manifestanti.
Sarebbe bellissimo se in tutta Italia tutte le forze dell’ordine manifestassero assieme a studenti e lavoratori. A cominciare dai finanzieri, che sanno bene che i veri criminali non sono i ragazzi che manifestano pacificamente, ma i politici in giacca e cravatta che con la bava alla bocca ordinano alla polizia di massacrare gli studenti. E poi magari evadono il fisco. Assieme ai loro amici oligarchi che eludono il fisco portando i loro miliardi nei paradisi fiscali. Mentre i lavoratori fanno fatica ad arrivare a fine mese, rispettano la legge e pagano le tasse fino all’ultimo euro.

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
