di Antonio Pacelli |
Le violenze fisiche, gli abusi e gli atti vandalici sono tutte azioni da condannare, e fermare, ma questa non può essere e non deve essere l’unica risposta politica.
Il Presidente della Repubblica Mattarella ieri ha suggerito -non bisogna estrapolare da un discorso solo quello che ci conviene-, di ragionare sulle motivazioni profonde di queste manifestazioni e di questo disagio sociale diffuso in tutta Europa.
Reazioni che oramai sono il simbolo di una società malata, oppressa e depressa in un momento storico difficile, nel quale i vecchi sistemi non funzionano più e bisogna capire il perché e come fare per uscirne. Per non parlare dell’adozione e sviluppo di nuove tecnologie che di fatto cambieranno la vita delle persone, e anche questo le società in generale le subiranno senza mai decidere nulla.
La politica stà rispondendo in tutta Europa con provvedimenti immediati e repressivi , e non ho sentito un solo politico europeo che abbia capito che questa potrebbe essere l’ultima chiamata.
Qual’è il ruolo della politica se non quello di analizzare i fenomeni sociali e dare risposte, e mediare tra la richiesta e la burocrazia ?
A votare ci vanno sempre meno persone e le nostre società stanno per essere delegittimate, perché la politica rimane inerme davanti ai fenomeni sociali.
Questa volta però la politica non deve scappare ma deve dare delle risposte.

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