Si forma la Federazione dei Riformatori: tornano i socialisti riformisti sulla scena politica

di Christian Vannozzi |

Oreste Pastorelli, già dirigente nazionale del PSI 2007, e successivamente presidente dei socialisti liberali, diventa presidente di una nuova formazione politica, ovvero la Federazione dei Riformatori, una composizione politica che si dichiara riformista e equidistante dalla destra e dalla sinistra attuale, orientata verso il superamente di un bipolarismo che non esprime ciò che vuole realmente la popolazione italiana.

Secondo le parole del Presidente la Federazione dei Riformatori è l’insieme di socialisti, liberali, democratici e repubblicani, ovvero le forze politiche che sono state alla guida dell’Assemblea Costituente e soprattutto della Prima Repubblica.

Alla domanda se la nuova Federazione si collocherà a destra o a sinistra, il Presidente Pastorelli risponde col fatto che si debba superare questa biforcazione della politica italiana, che tende a radicalizzare le questioni e costringe a scegliere tra due contenitori che considera entrambi lontani dalle idee dei padri fondatori di questo nuovo soggetto politico che vuole aprire le porte al pluralismo e non al bipartitismo.

Aggiunge il leader federativo che alla base delle loro idee c’è il riformismo, il garantismo e soprattutto l’europeismo, contro ogni forma di sovranismo e di antieuropeismo sia di destra che di sinistra. Partner politici saranno, sempre secondo le dichiarazioni, le forze centriste che hanno idee analoghe e non vogliono piegarsi né a questa destra né a questa sinistra, ovvero Azione di Carlo Calenda, Spazio Pubblico della eurodeputata Picierno, il partito liberaldemocratico dell’onorevole Marattin e le forze riformiste interne a partiti, in parte riformisti, come Forza Italia e Partito Democratico, un mondo politico sulla carta immenso che nella Prima Repubblica si riconosceva nel Pentapartito, che univa liberali, socialisti, socialdemocratici, repubblicani e liberali, ovvero tutte le forze moderate e riformiste che escludevano le due ali estreme che erano rappresentate dal partito comunista e dal movimento sociale.

Per le elezioni politiche del 2027 la federazione scenderà in campo al fianco di Azione e delle altre forze centriste che si riconosceranno nel progetto politico, e proporranno Carlo Calenda, leader di Azione, come candidato premier.

In ultima analisi il Presidente Pastorelli parla del suo ex partito, ovvero il PSI 2007, spiegando cosa non funziona più in quella formazione politica che non rappresenta più il socialismo riformista. Diversi socialisti hanno lasciato il PSI 2007 nel 2022, dopo molti anni di militanza, a causa della politica del segretario Maraio che ha visto prima il PSI assoggettato al Partito Democratico e ora al Movimento 5 Stelle legittimato dalla formazione della componente Avanti PSI in Senato grazie al senatore pentastellato Nave.

Per Oreste Pastorelli, infine, è doveroso, per il mondo socialista, staccarsi dall’estrema sinistra massimalista e rimanere nelle vie tracciate dai socialisti riformisti storici come Turati e Matteotti.