di Peppe Giudice |
Ripropongo ancora una lucida analisi di uno dei più grandi toerici del socialismo francese che ha al centro l’idea socialista d’Europa.
“Il pensiero e l’azione politica di Gilles Martinet si sono sviluppati in netto contrasto con l’ordoliberalismo e con i principi costitutivi del modello di integrazione europea di stampo liberale. Martinet, figura di spicco della cosiddetta deuxième gauche (“seconda sinistra”) francese, fondatore del Partito Socialista Unificato (PSU) e teorico del socialismo autogestionario, vedeva nelle logiche di mercato regolate dal modello ordoliberale tedesco una gabbia tecnocratica incompatibile con l’emancipazione dei lavoratori e la democrazia economica.
La critica di Gilles Martinet all’ordoliberalismo e alle strutture dell’Unione Europea si articola su tre pilastri fondamentali:
1. La sottomissione della politica al mercato
L’ordoliberalismo si basa sull’idea che lo Stato debba unicamente definire e proteggere la struttura giuridica del mercato concorrenziale. Martinet contestava radicalmente questa impostazione, ritenendo che una sinistra moderna non potesse limitarsi a gestire le regole della concorrenza. Sosteneva invece che il potere economico dovesse essere guidato e democraticamente pianificato dalla collettività per evitare la centralizzazione del capitale nelle mani delle oligarchie industriali.
2. La tecnocrazia europea come trappola istituzionale
Nelle sue analisi per il Nouvel Observateur, Martinet evidenziava i pericoli dell’architettura istituzionale europea. Avvertiva che la creazione di un mercato comune dominato dal dogma della stabilità monetaria e della concorrenza – concetti cardine dell’ordoliberalismo tedesco – avrebbe privato i singoli governi degli strumenti fiscali e monetari necessari per attuare riforme di matrice socialista. Ciononostante, non proponeva un ripiegamento sovranista o sciovinista, convinto che l’isolamento avrebbe condotto a un “medioevo economico”.
3. Autogestione contro l’Economia Sociale di Mercato
L’ordoliberalismo ha dato vita al modello tedesco della Soziale Marktwirtschaft (economia sociale di mercato), che corregge le disuguaglianze solo tramite ammortizzatori sociali esterni al ciclo produttivo. Al contrario, il progetto di Martinet mirava alla democrazia economica intrinseca: Superamento del salario puro: Trasformazione dei lavoratori in decisori aziendali tramite l’autogestione. Controllo dal basso: Rifiuto sia del centralismo burocratico di stampo sovietico sia del moderatismo socialdemocratico subordinato al mercato.
Queste considerazioni sono di grandissima attualità : la crisi della uE è evidente. I parameteri ordoliberali sono stati una gabbia che ha soffocato lo sviluppo economico, eroso lo stesso modello sociale europeo, creato precarietà e sfruttamento. Ma Martinet rifiuta al tempo stesso ogni forma di sovranismo di sinistra, il rinchudersi nelle piccole patrie, che non hanno futuro. Piuttosto il tema politico su cui impostare la lotta politica e sociale è quello di far saltare il modello ordoliberale per ricostruire l’Europa su basi alternative.

