COMUNICATO STAMPA SOCIALISMO XXI UMBRIA

In queste ore stiamo assistendo al perdurare del drammatico fallimento della gestione delle politiche sanitarie da parte di coloro che in questo momento governano la Regione Umbria. Con dispiacere prendiamo atto anche della passività della politica in generale, dei consiglieri regionali, delle amministrazioni comunali, che salvo rare eccezioni, hanno proposto solo blande iniziative che appaiono come esternazioni di circostanza e non come un determinato intento di denunciare all’opinione pubblica le gravi mancanze di cui stiamo ora subendo le conseguenze.

Due sono le maggiori e preoccupanti evidenze di queste ore.

Il PSR viene proposto senza un serio e ordinato calendario di incontri con tutti i soggetti che hanno il diritto ed il dovere di esprimere le opinioni dei cittadini da loro rappresentati sul futuro assetto organizzativo della Sanità regionale.

La gestione dell’emergenza Covid-19 dalla quale si evince tutta la colpevole improvvisazione ed impreparazione di un percorso lungo ormai due anni, le cui responsabilità sono direttamente riconducibili all’Assessore Coletto e ai direttori da lui nominati. Nel mezzo della temuta e preannunciata quarta ondata di diffusione del virus si manifesta tutta l’inerzia dell’Assessorato alla Sanità, l’assenza di un piano organizzativo complessivo, partecipato e trasparente per affrontare l’emergenza Covid. File interminabili per effettuare tamponi con tempi di attesa inaccettabili, assenza di percorsi preferenziali per i bambini anch’essi soggetti ad attese di ore, file per le vaccinazioni con un sistema di prenotazione che, quando funziona, offre disponibilità a distanze non a tutti proponibili. Sistema di tracciamento a quanto pare saltato e con telefoni ai quali nessuno risponde.

Liste di attesa di mesi per quasi ogni tipologia di esame, ma che in libera professione vengono proposte anche nel giro di pochi giorni. Assistiamo ad una nuova riduzione delle attività ordinarie per impiegare il personale sanitario nelle strutture individuate per ricoveri di pazienti Covid; vengono spostati operatori sanitari già provati fisicamente e psicologicamente e sono costretti a spostarsi i pazienti. Nello stesso contesto i livelli di mobilità extra regionale hanno raggiunto livelli insostenibili quando invece il loro contenimento potrebbe rappresentare una fonte di ulteriori risorse da mettere in campo.

Sono trascorsi mesi e mesi che potevano essere proficuamente utilizzati per integrare i settori di maggior interesse strategico, sia per l’attuale emergenza che per quanto previsto dal PSR che si pone l’obiettivo di potenziare la medicina del territorio. In Umbria sono stati proposti contratti a tempo determinato che sono stati ritenuti poco appetibili rispetto ai concorsi a tempo indeterminato pubblicati da altre Regioni che così hanno potuto stabilizzare o potenziare il proprio organico sanitario. E’ grave ritenere che tali comportamenti siano frutto di poca competenza o superficialità; ma è ancora più grave, come ormai appare molto più verosimile, ricondurre tali modalità ad un progetto ben definito per giungere all’applicazione del PSR con le risorse della sanità pubblica regionale ridotte ai minimi termini, così da poter giustificare un ulteriore, più sostanzioso e rapido ricorso a convenzioni con la sanità privata sottraendo risorse al servizio pubblico.

La Presidente Tesei dica chiaramente quali sono le intenzioni del suo Assessore o ne prenda quanto prima le distanze per il bene di tutti i cittadini umbri!