IL “VORWÄRTS”, ORGANO CENTRALE DELLA SOCIALDEMOCRAZIA TEDESCA

di Gianni Copetti |


Il “Vorwärts” (Avanti!) nasce come organo centrale della socialdemocrazia tedesca il 1 ottobre1876: con l’unificazione del partito socialdemocratico dei lavoratori e dell’associazione generale tedesca dei lavoratori durante il congresso di Gotha vengono unificati anche i giornali di partito.
Nell’ottobre 1978 la legge bismarchiana volta a soffocare il movimento socialista pone fine alle pubblicazioni socialdemocratiche.
La risposta all’autoritarismo viene dall’esilio: dalla fine disettembre 1879 (a Zurigo) e dal 1888 (a Londra) esce come organocentrale “Il socialdemocratico“. Tra i direttori figurano personaggicome Georg von Vollmar e,a partire dal 1881, Eduard Bernstein.
La caduta di Bismarck libera la socialdemocrazia dalla clandestinità.
L’ultimo numero de “Il socialdemocratico” del 27 settembre 1890, ormai con il sottotitolo “organo della socialdemocrazia di lingua tedesca”, si congeda dai suoi lettori in quanto giornale pubblicato all’estero. Durante lo stesso anno la socialdemocrazia diventa, con più di 1.4milioni di voti, il primo partito in Germania.
Il 1 gennaio 1891 il “Vorwärts” riappare con il sottotitolo “giornale popolare di Berlino“, di nuovo come organo centrale.
Wilhelm Liebknecht ne é il direttore fino alla sua morte nel 1900. 

Nell’agosto 1914 scoppia la prima guerra mondiale. Il 4 agosto, la socialdemocrazia nel Reichstag vota in favore dei crediti per laguerra. La dichiarazione del gruppo parlamentare socialdemocratico, come fu pubblicato dal “Vorswärts” in data 5 agosto 1914, dice tra l’altro: “Adesso ci troviamo difronte al fatto ferreo della guerra. Siamo minacciati da invasioni da parte dei nostri nemici. Non é compito nostro votare pro o contro la guerra, ma dobbiamo decidere sui mezzi finanziari necessari per la difesa del paese…Chiediamo che venga posto termine alla guerra, non appena sarà assicurata l’incolumità della nostra cultura e l’indipendenza del nostro paese e non appena gli avversari saranno propensi ad una soluzione pacifica, tramite una pace che renda possibile l’amicizia con i popoli limitrofi…Speriamo che la crudele esperienza delle sofferenze della guerra faccia nascere in futuro in milioni di uomini l’orrore della guerra e faccia si che essi si schierino dalla parte degli ideali del socialismo e della pace tra i popoli”. 

Il 9 novembre 1918 Guglielmo II abdica al trono. Già nel dicembre 1918 si fanno sentire le prime avvisaglie della rivolta spartachista che nel gennaio 1919 cercherà di impedire l’elezione dell’Assemblea Nazionale di Weimar. Il 6 gennaio 1919 i ribelli occupano la sede del “Vorwärts” di Berlino. L’occupazione durerà fino all’11 gennaio, qundo una unità di volontari espugna l’edificio. Si registrano 300 prigionieri tra gli occupanti e 5 morti tra le forze governative.
L’11 febbraio 1919 l’Assemblea nazionale di Weimar elegge il socialdemocratico Frederich Ebert come primo capo dello stato repubblicano (277 voti in favore su un totale di 379). Pochi giorni dopo, il 13 febbraio, Ebert, in un incontro con la stampa, dice tra l’altro: “Ora dovranno maturare i tempi per il socialismo”. Nel corso del marzo 1920, durante i disordini causati dal putsch di Kapp, il Cancelliere Gustav Bauer sposta temporaneamente la sede del governo a Stoccarda. La sede del “Vorwarts” viene nuovamente occupata. Sotto l’impressione dell’assasinio del ministro degli esteri Walter Rathenau, si riduce nel settembre 1922 l’unità del movimento socialista tramite l’unificazione tra la SPD e l’USPD. In quest’anni la SPD possiede 169 giornali e 134 tipografie. Come holding viene fondata nel 1925 la”Konzentration” con la ragione sociale di una società per azioni. 

Subito dopo l’avvento di Hitler al potere, il 3 febbraio 1933, il “Vorwarts” viene soppresso, dopo una irruzione di squadracce SA nella redazione. Puo’ uscire nuovamente, ma solo per pochi giorni fino a quando le implicazioni dell’incendio del Reichtag portano alla soppressione definitiva ed alla distruzione del potere editoriale della SPD. Nel marzo dello stesso anno viene soppresso per la terza volta nell’arco di poche settimane; la redazione teme che questo divieto sia di più lunga durata. Il “Vorwarts” cerca comunque di mantenera stretti legami con gli abbonati.

Nel giugno 1933 esce a Karlsbad il “Neuer Vorwarts”, di nuovo in esilio; poi, dopo la occupazione hitleriana della Cecoslovacchia, la redazione si traferisce a Parigi (dal 1938), dove il giornale prenderà la denominazione di “journal antihitlerien“; in francese “En avant! Hebdomadaire en langue allemande“; in data del 24 settembre 1939 esso pubblica a caratteri cubitali la morte di Otto Wels, Presidente della SPD che nella data storica del 23 marzo 1933 prese la parola come ultimo esponente socialdemocratico prima che la democrazia fosse soffocata dal dominio nazista, per motivare il no compatto della SPD alla legge plenipotenziaria. Egli allora disse tra l’altro: “Ci potranno togliere la libertà e la vita, ma non l’onore“.

Seguono gli anni bui della seconda guerra mondiale L’11 settembre 1948 il “Vorwarts” riprende la pubblicazione come organo centrale, titolo che verrà abolito nel 1955. In data del 3 ottobre 1976 il “Vorwarts” esce in veste nuova: formato tabloid, una vignetta in prima pagina, come “settimanale socialdemocratico”. La tiratura si aggira intorno alle 50 mila copie settimanali, con tendenza all’aumento.
Il 7 dicembre 1979 il Congresso della SPD a Berlino vota una mozione che riguarda l’impostazione del “Vorwarts”.
“La direzione dovrà impegnarsi affinché sia garantita l’esistenza del “Vorwarts” come punto di confronto critico per i militanti del partito e per i simpatizzanti.
Proprio l’analisi critica di problemi attuali e futuri, di prospettive socialdemocratiche e di impostazioni politiche diverse fanno del “Vorwarts” una fonte importante di informazioni”.


Vorwärts – AVANTI!





SocialismoItaliano1892

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.