IN CINA NON SI CANTA PIU’ L’INTERNAZIONALE

di Claudio Bellavita

Si progetta la nuova Via della Seta, per collegare i paesi più popolosi del mondo (e anche di più antica civiltà e con grandissime risorse naturali).

Mentre l’Occidente che finora ha dominato il mondo, non solo non riesce a mettersi d’accordo sul TTIP, ma sta tornando al sovranismo che ha preceduto e seguito la prima guerra mondiale, uno dei nostri periodi peggiori.
Le ex colonie africane dell’Europa e le colonie di fatto degli USA in Sud e Centro America producono ondate di disperati migranti che cercano in tutti i modi e a qualunque costo di entrare nella civiltà dei consumi dell’occidente: che non pensa a vie della seta, ma a barriere fisiche, poliziesche e doganali, e si affida sempre più a governanti demagoghi e ignoranti. In questi giorni gli Usa, per quattro soldi di dazi, stanno respingendo il loro storico alleato turco verso alleanze orientali.

Credo che nessuno si ricordi più in quanti pochi decenni il Giappone è passato dal medioevo a una potenza economica e militare in grado di sconfiggere la Russia zarista e poi di mettere a rischio gli stessi USA. Adesso l’ Europa affacciata sul Mediterraneo, che già non riesce a gestire il problema dei migranti, sta per vedersi arrivare addosso due problemi ancora più epocali:

1) Le dighe che la Cina sta costruendo in Etiopia per irrigare i terreni che ha comprato per farne la sua principale fattoria, ridurranno di molto il flusso del Nilo in Egitto, il secondo paese africano per popolazione, con un governo militare incapace di tutto, salvo che provvedere di stipendi militari e poliziotti che insieme pare siano più di 3 milioni. Anche l’Egitto, ridotto alla fame, si metterà sui barconi

2) Lo sfruttamento degli immensi depositi petroliferi sotto il Mediterraneo orientale, e cioè dalla Turchia all’Egitto passando per Cipro (fuori causa, il primo stato fallito dell’UE) e fronteggiando Siria (quelli che leggono i giornali italiani non han capito perchè si sono fatti tanta guerra), Libano, Israele, Gaza ed Egitto.

Chissà quali aggressivi disastri combineranno gli israeliani, che hanno lo stato e l’esercito più efficiente della zona.

In mezzo al Mediterraneo, a fronteggiare questi problemi epocali, ci sta l’Italia, che per l’occasione si è dotata di governanti semianalfabeti da fiera di provincia.

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