AI LAVORATORI ITALIANI, A TUTTI GLI ANTIFASCISTI!

Il Partito socialista italiano e il Partito comunista d’Italia, nell’atto di iniziare la discussione sui problemi dell’unità d’azione proletaria nella lotta contro il fascismo e contro la guerra, sentono il dovere di denunciare senza indugio alle classi lavoratrici Italiane la minaccia di guerra che scaturisce dalla situazione politica internazionale attuale, dall’urto dei vari imperialismi e dalle misure di provocazione alla guerra prese dal fascismo italiano.

Venti anni dopo la carneficina che ebbe inizio nel 1914, si ripetono, anche formalmente, situazioni che pongono l’Europa sull’orlo della guerra.

L’uccisione del boia del proletariato austriaco ha dato pretesto al governo italiano di ammassare imponenti forze militari alla frontiera austriaca, dimostrando così, in modo palese, che a causa dei contrasti imperialisti e, in particolare, delle rivalità fra il fascismo hitleriano e quello mussoliniano, una scintilla può far divampare l’incendio della guerra.

Noi denunciamo l’ipocrisia con cui si tenta di ingannare le masse sui moventi e gli scopi della mobilitazione italiana. Non si tratta, come ipocritamente dice la stampa fascista, di un atto di difesa dell’indipendenza dell’Austria, ma di un atto di guerra per la dominazione dell’Austria e per l’oppressione dei lavoratori austriaci che lottano contro le bande di Hitler, di Stahrenberg e di Schuschnigg in difesa della loro libertà. È Mussolini che coi milioni sottratti ai lavoratori Italiani affamati ha appoggiato, assieme al Vaticano, la politica antioperaia ed antisocialista di Dollfuss conclusasi nei massacri di febbraio e nella impiccagione degli eroi proletari. Mussolini, Hitler, Stahrenberg, tutti quanti, sono i campioni della oppressione dei lavoratori. La sola lotta per l’indipendenza dell’Austria è quella del proletariato, alla testa di tutto il popolo lavoratore, contro le bande del fascismo mussoliniano, hitleriano e cattolico. Perciò la nostra parole d’ordine è:

Contro l’intervento in Austria!

Contro l’invio di armi e di truppe alla frontiera!

Per il ritiro delle truppe dalla frontiera!

Per la libertà della popolazione austriaca a disporre delle proprie sorti e a darsi il governo che corrisponde alle sue aspirazioni!

LAVORATORI, ANTIFASCISTI

Il pericolo di guerra investe oggi tutto il mondo, non soltanto perché la società capitalistica è una società di rapina e di sangue, non soltanto perché i trattati del 1919 hanno creato nuovi irredentismi e nuovi conflitti imperialistici, ma soprattutto perché la politica economica degli Stati capitalistici conduce inesorabilmente alla guerra.

Per sfuggire alla morsa della crisi economica che dal 1929 accumula stragi e rovine, tutti i paesi capitalistici si sono lanciati follemente verso il nazionalismo economico, elevando i dazi doganali ad altezze proibitive, ricorrendo a misure rigorose di contingentamento, a dumping, a guerre monetarie ecc.

Fra le conseguenze più tragiche di questa politica c’è l’immiserimento delle masse popolari, l’abbassamento del tenore di vita, l’impoverimento conseguente del mercato interno, la creazione e lo sviluppo di una industria e di una agricoltura di guerra, la subordinazione infine di tutta l’economia alle esigenze della guerra. Per imporre questa politica al proletariato e alle masse popolari, le classi dirigenti hanno fatto ricorso al sistema di Governo fascista distruggendo gli ultimi residui della democrazia. Reazione all’interno, guerra all’estero, sono i due aspetti sanguinosi dell’attuale politica capitalistica.

COMPAGNI, LAVORATORI, ANTIFASCISTI!

Nel ventesimo anniversario della guerra mondiale, che ha distrutto milioni di vite umane e ricchezze immense, che ha gettato l’umanità in una situazione di disoccupazione permanente, di miseria e di fame, si impone da parte vostra una vigilanza di ogni momento e una lotta sistematica per sventare le provocazioni imperialistiche e fasciste nei punti nevralgici, dove da un momento all’altro può divampare l’incendio. Tali sono, oltre al problema austriaco, il conflitto del Pacifico, con la minaccia che l’imperialismo giapponese fa pesare sull’Unione Sovietica e sulla Cina; la politica di Hitler e di Pilsudski per l’espansione verso le terre slave dell’Est, cioè per l’occupazione e l’asservimento dell’Ucraina sovietica; i Balcani, campo di manovra dei vari imperialismi; i conflitti coloniali.

In questa situazione la guerra non può essere sventata che dall’azione compatta, in tutti i paesi, del proletariato e delle masse popolari. Contro la demagogia fascista che si sforza di fare accettare alle masse l’idea mostruosa della guerra come una evasione dalla insopportabile situazione di miseria e di oppressione in cui il capitalismo le tiene, i lavoratori si rifiutano di puntare sui dadi insanguinati della guerra. Essi sono decisi a sostenere una politica di pace come l’Unione Sovietica ne offre l’esempio e considerano fra i loro più impellenti doveri la difesa dell’URSS e la rivendicazione per tutti i popoli oppressi al diritto dell’autodecisione.

LAVORATORI, ANTIFASCISTI!

Tutti i fattori economici, politici, psicologici di guerra sono in Italia portati al parossismo. Mussolini, nel suo discorso del 26 maggio, ha indicato nella guerra il fine della sua politica di affamamento e di abbruttimento di tutti gli strati della popolazione lavoratrice. All’ecatombe dei migliori combattenti antifascisti, il fascismo vuol far seguire l’ecatombe di milioni di giovani vite umane. Il Partito comunista d’Italia e il Partito socialista italiano si opporranno con tutti i mezzi a questo crimine, e mentre nembi di guerra si addensano all’orizzonte italiano ed europeo, essi dicono ai lavoratori che c’è una sola guerra giusta: quella degli oppressi contro gli oppressori, quella degli sfruttati contro gli sfruttatori, quella che al disopra delle frontiere affratella tutti i lavoratori che vogliono abbattere la ignominiosa dittatura fascista e capitalista.

La nostra parola d’ordine è: Né un uomo, né un soldo per la guerra. Distribuzione ai disoccupati, agli invalidi, ai contadini poveri delle somme dei bilanci militari, della milizia fascista e della polizia. E ai soldati che il fascismo mandasse oltre i confini per opprimere altri popoli, i due partiti dicono: Fraternizzate con i lavoratoti austriaci, appoggiate la loro lotta contro le bande fasciste, fraternizzate con i soldati di tutte le nazionalità; siate fedeli a una sola bandiera: la bandiera rossa della Rivoluzione socialista.

31 luglio 1934

Il Partito socialista italiano

(Sezione dell’IOS)