Perché la Russia vuole occupare l’Ucraina

Cause di un conflitto

di Christian Vannozzi |

Il conflitto tra Ucraina e Russia è iniziato, de facto, nel febbraio del 2014 e ha raggiunto la sua crisi profonda con l’invasione militare russa dell’Ucraina nel febbraio 2022.

Perché parliamo di febbraio 2014 e non dell’inizio delle operazioni belliche a febbraio del 2022? Perché tale conflitto è solo diventato esplicito nel 2022, essendo però in atto dal 2014, precisamente dal mese di febbraio, quando fu destituito il presidente ucraino Viktor Janukovyč, molto legato alla storica alleanza con la Russia e restio ad accordi con la Nato e con l’Unione Europea.

Tali posizioni portarono l’Ucraina a una sollevazione interna tra chi voleva una più vicinanza all’Europa, che rappresentava la maggioranza degli ucraini, e chi invece tendeva verso la Russia, come il presidente Janukovyč e le regioni ucraine confinanti con la Russia.

Dopo la fuga in Russia del presidente a seguito delle proteste e delle rivolte nel Paese che presero il nome di Euromaidan, europeizzazione, e costrinsero il Capo di Stato a fuggire da Kiev, in Crimea si svilupparono proteste filo russe con l’intervento di truppe irregolari provenienti proprio dalla Russia che di fatto presero il potere nella regione.

Dopo tali proteste e l’intervento delle truppe non regolari russe, la Federazione Russa inviò il suo esercito regolare per pacificare la zona e il 16 marzo fu votato un referendum per l’annessione della Crimea alla Russia ove i filorussi vinsero con 100 voti favorevoli, 11 contrari e 58 astenuti. Tale azione politica non fu riconosciuta dall’Assemblea Generale dell’ONU che ritenne le votazioni illegittime e di conseguenza l’annessione della Crimea alla Russia come un atto illecito.

Ad Aprile dello stesso anno anche il Donbass insorse chiedendo l’annessione alla Russia e facendo scoppiare un conflitto interno tra il Governo ucraino e le forze secessioniste che l’11 maggio si dichiararono indipendenti e si costituirono nelle repubbliche autonome del Doneck e del Lugansk, il tutto formalizzato da un referendum popolare come era avvenuto per la Crimea.

Dopo quasi 7 anni dall’annessione unilaterale della Crimea e la creazione delle due repubbliche autonome del Donbass, precisamente nel novembre 2021, la russia mobilitò tutte le sue truppe al confine con il Donbass, in Crimea e in Bielorussia, dove può contare su una alleanza permanente con il presidente dal 1994 Aleksandr Lukašenko, che è strettamente legato a Putin con acvcordi economici e militari.

Il 21 febbraio del 2022 la Russia riconobbe le due repubbliche del Donbass e il 24 febbraio iniziò l’invasione dell’Ucraina.

Per capire le ragioni storiche che hanno portato a questo e i legami stretti tra l’Ucraina e la Russia è bene però tornare ancora più indietro a molto prima del 2014, e cioè alla dichiarazione di indipendenza dall’Unione Sovietica dell’Ucraina nell’ormai lontanissimo 1991.

Le due nuove Repubbliche, ovvero la Federazione Russa e la Repubblica Ucraina, avevano mantenuto stretti rapporti commerciali, perché, come è logico, una storia comune come avevano avuto i due Paesi non poteva essere cancellata di colpo come se nulla fosse.

Nel 1994 l’Ucraina partecipò al programma di non proliferazione nucleare e smantellò le armi nucleari sovietiche che aveva ereditato. La cosa fu un primo passo verso una indipendenza reale dell’ex Paese sovietico che cominciava ad avere una politica internazionale separata da quella che è quella del fratello maggiore.

Un problema grande, tra i due Paesi er apoi la gestione dei porti del Mar Nero, dove la flotta russa, ex sovietica, aveva gran parte delle sue forze navali. L’Ucraina decise di lasciare alla Russia la gestione del porto di Sebastopoli pagando un affitto. Le due flotte, quella russa e quella ucraina, potevano usare in comproprietà il porto.