Calenda è davvero la quinta colonna del Governo Meloni?

di Christian Vannozzi |

Calenda Meloni, è veramente possibile un accordo o è solo una invenzione dei media di Sinistra per allontanare i voti al dirigente d’azienda italiano? Come sempre la verità è nel mezzo ed è quindi facile tirare la giacchetta da una o dall’altra parte a seconda del giornale e del suo orientamento.

Va di certo detto che Giorgia Meloni ha partecipato al congresso del partito di Calenda Azione nel 2025, ed è senza dubbio vero che il noto dirigente di azienda italiano è, come l’attuale presidente del consiglio, sostenitore agguerrito dell’Ucraina e del suo presidente, senza se e senza ma, in nome della libertà dei popoli e contro le occupazioni militari, ed è senza dubbio vero che entrambi non applicano la stessa ideologia ai territori occupati palestinesi, riconoscendo il diritto di israele a difendersi anche se questo implica l’occupazione arbitraria di territori palestinesi, e ora anche libanesi.

Questa posizione internazionale, senza se e senza ma, è quella che fa più discutere e che trova il più grande distacco tra Calenda e il Centro SInistra, in quanto i Contiani, AVS e parte del PD auspicano una soluzione più pacifica per la soluzione del conflitto in Ucraina e specialmente per la questione palestinese.

Differenze rigidissime in campo internazionale che non permettono assolutamente un accordo tra il così detto Campo Largo e Azione che però ora può contare anche su il gruppo guidato dall’ex piddina Picierno, che sposa pienamente le posizioni calendiane come già aveva fatto Marattin.

Certamente questo non basta per giustificare un accordo strategico, probabilmente post voto, tra Azione e Fratelli d’Italia, ma di certo rende questi personaggi politici più vicini al centro destra che al centrosinistra attuale.

Considerando il ruolo ambiguo e non ancora collocabile, di Matteo Renzi e della sua Casa Riformista, e i problemi sull’appoggio militare all’Ucraina tra PD e Conte, tutto fa pensare che a Sinistra le cose non sono proprio rose e fiori e questo potrebbe favorire la Destra, che potrebbe anche contare sull’appoggio del generale Vannacci che pian piano si sta avvicinando alla Premier.