A Trump non interessano nè la democrazia e tantomeno i diritti umani, ma solo rapinare il petrolio

OVVIAMENTE A TRUMP NON INTERESSANO NE’ LA DEMOCRAZIA E TANTOMENO I DIRITTI UMANI, MA SOLO RAPINARE IL PETROLIO OGGI DEL VENEZUELA E DOMANI PROSSIMO DELL’IRAN. PER TAGLIARE GLI APPROVIGIONAMENTI ENERGETICI VERSO LA CINA.

di Peppe Giudice |

Il gangsterismo politico di Trump è nei fatti. Già i nostri organi di stampa si sono dimenticati della vera e propria esecuzione della povera donna di Minneapolis, che tante proteste stanno suscitando negli USA. Esecuzione feroce da parte della milizia pretoriana del gangster. Questo è l’occidente di Trump che piace ovviamente alla paccottiglia fascista italica e a quella spazzatura giornalistica che la sostiene.

Del resto la nostras “premier” ha -unica tra i leader europei- giustificato la azione piratesca contro il Venezuela, come (udite udite!) come atto difensivo smentita clamorosamente dallo stesso Trump il quale ha affermato che della democrazia e dei diritti umani non gliele importa nulla. Gli interessa rapinare il petrolio e le grandi risorse del paese delle Antille. Considero, e sono d’accordo con il compagno Bernie Sanders, che Maduro sia un dittatore spietato e corrotto (che con il socialismo c’entra come i cavoli a merenda). Ma concordo ancora con Sanders, che siamo di fronte ad un vero e proprio atto d’imperialismo, come molti altri che gli Usa hanno attuato in America Latina, con violazione esplicita del diritto internazionale e dell’indebita ingerenza negli affari di un altro paese.

Se, del resto, dovessimo fare il conto dei dittatori e dei despoti amici dell’Occidente, la lista sarebbe molto lunga. Del resto abbiamo Netanyahu per il quale c’è un mandato di cattura internazionale per genocidio (i 72.000 palestinesi uccisi a Gaza parlano da soli) ..ho sentito il sen. Gasparri dire che la CPI è scredidata (da chi?). Credo piuttosto che Gasparri sia screditato a livello cerebrale. Credo, comunque che la sinistra debba compiere un serio ragionamento politico. Anche se ciò riguarda frange marginali.

L’abbandono della deleteria teoria del “campismo”, vale a dire della arbitraria costruzione geopolitica seconda la quale c’è un campo antiimperialista (pazienza se in esso ci sono regime reazionari) contrapposto ad un campo occidentale che viene tutto identificato con l’imperialismo e l’atlantismo ideologico. Una logica fuorviante basata sul concetto che “il nemico del mio nemico è mio amico” ….preferisco invece il passo del Talmud (allora non c’era ancora il sionismo) che dice l’opposto “il nemico del mio nemico non è mio amico”.

Per entrare nel merito: non si può nel modo più assoluto sostenere un regime sanguinario e fanatico come quello degli Ayatollah, perchè è anti-imperialista. Credo che tutti noi siamo contrari ad una Persia sotto l’egida americana (e credo che la maggioranza di quell’antico popolo orgoglioso non lo voglia) e dobbiamo sostenere un movimento per una Persia laica ed indipendente non soggiogata da nessun imperialismo. Insomma passare dal primato della geopolitica (a cui va riservato il giusto spazio) a quello della politica. Piuttosto che parlare di socialismo del XXI secolo occorre precisare che noi vogliamo in socialismo democratico del XXI secolo in cui non c’è spazio per uno come Maduro.

Del resto il fatto che la Rodriguez si sia di fatto venduta a Trump, la dice lunga sulla fragilità del progetto bolivariano. La prospettiva è quello di un socialismo democratico di sinistra in cui ritroviamo Sanders, la Ocasio- Cortez, Mamdani, Corbyn, Melenchon. E che ha in Lombardi e lo stesso Olof Palme i suoi antecedenti. O Martov o Maduro!

Faccio riferimento al saggio di Martov (il leader della sinistra menscevica) che come studioso di Marx era superiore sia a Lenin che a Trotzky ed aveva previsto i processi degenerativi del bolscevismo. Ovviamente non si possono fare parallelismi tra grandi figure come Lenin e Trotzky con una mezza figura come Maduro. Ma la critica socialista e marxista al bolscevismo ha colto nel segno. Come diceva Riccardo Lombardi sui fatti d’Ungheria: il socialismo è inseparabile della democrazia; la socialiazzione dell’economia deve essere sempre accompagnata dalla socializzazione del potere. E non certo concentrare il potere nelle mani di una nomenclatura o una nuova borghesia pseudo-rivoluzionaria. Capisco che alcuni passi del mio scritto conterranno dei dissensi, ben vengano se sono motivati.

PS: come detto Trump ha tra i suoi obbiettivi il forte indebolimento dell’economia cinese. Un obbiettivo folle e pericoloso. Perchè una eventuale crisi dell’economia del Dragone avrebbe conseguenze disastrose su tutta l’economia mondiale anche sugli USA. Qui non è in discussione l modello politico della Cina. Questa è una economia che ha superato gli Usa nella IA, i computer ed i telefonini che usiamo sono per la maggior parte cinesi, la cina fornisce la componentistica di molti prodotti. E’ la più avanzata nella transizione ecologica (i pannelli fotovoltaici sono in larga parte made in China.

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