DONNE E SOCIALISMO: ELVIA CARRILLO PUERTO

di Ferdinando Leonzio |

Non incolpiamo gli uomini per l’estraniamento in cui ci hanno tenute, tutto è una conseguenza di stantii pregiudizi e dei vecchi modelli in cui sono stati forgiati i nostri costumi, ma è ora che chiediamo agli uomini di sperimentare nuovi metodi. (Elvia Carrillo Puerto)

Nel periodo in cui fu Governatore dello Yucatán[1] (1915-18) il generale progressista Salvador Alvarado (1880-1924)[2] mise in atto una serie di riforme talmente incisive e avanzate, da rimanere per sempre nella storia non solo di quello Stato, ma anche dell’intero Messico; del suo operato ci ha lasciato memoria in alcuni scritti[3].

Fra i primi provvedimenti di Alvarado furono la liberazione dei contadini maya[4] e la decisione di impedirne la reclusione, la fustigazione e altre pene e lo sfruttamento. Egli, inoltre, promulgó leggi per tutelare il lavoro, in particolare quello delle donne e dei minori, stabilendo orario massimo di lavoro, retribuzione minima, riposi obbligatori, salute e sicurezza nel lavoro, legalizzazione dell´attivitá sindacale.

Istituí anche la figura dell´agente di propaganda, una specie di difensore civico, che aveva il compito di segnalare abusi dei proprietari fondiari contro i cittadini.

Uno di essi era Felice Carrillo Puerto, che sará il suo degno successore. Quasi sempre questi funzionari parlavano sia la lingua spagnola sia quella dei Maya, il che era un fatto di democrazia reale, in quanto dava a tutti la possibilitá di chiedere e ottenere giustizia.

Particolare attenzione prestó all´istruzione laica, da sempre fonte di libertá: fondó dunque oltre 1000 scuole, 300 biblioteche e avvió un conservatorio di musica. Durante il suo governatorato ebbe luogo anche il primo Congresso femminista del Messico, che si tenne nel 1916 a Mérida, capitale dello Yucatán.

Questi progetti e queste realizzazioni avevano un chiaro sapore socialista; le idee politiche che ne costuivano il sottofondo, infatti, nel 1916 trovarono uno sbocco organizzativo nella creazione del Partito Socialista Operaio (PSO).

Quando Alvarado fu chiamato dal presidente Carranza ad altri compiti, la guida del partito passó a Felipe Carrillo Puerto, che mutó l´iniziale denominazione in quella di Partito Socialista del Sud-est (PSS).

Il PSS puó considerarsi il primo vero partito politico del Messico, organizzato ed attivo in modo continuativo, mentre i precedenti partiti messicani erano piuttosto associazioni che si formavano nei periodi elettorali allo scopo di sostenere qualche candidato.

Felipe Carrillo Puerto (1874-1924), secondo di 14 figli, era un giornalista e un rivoluzionario[5], impiegato nelle ferrovie locali. Ma era soprattutto un socialista, nel cui programma punti qualificanti erano la riforma agraria, il suffragio femminile e i diritti degli indigeni maya.

Le sue non erano solo enunciazioni teoriche o temi di propaganda del PSS. Quando, il 6 novembre 1921, sostenuto dal suo partito, fu eletto governatore dello Yucatán[6], nei venti mesi in cui rimase in carica diede avvio alla riforma agraria, confiscando le grandi proprietá e restituendo la terra agli indigeni: ne beneficiarono 34.796 famiglie di indigeni; concesse alle donne i diritti politici; aprí 417 scuole pubbliche, fece restaurare i siti archeologici precolombiani e fondó l´universitá dello Yucatán.

Catturato dalla fazione reazionaria ribelle, il 3 gennaio 1924 fu fucilato assieme ai suoi fratelli Wilfrido, Benjamin e Adelio e a nove collaboratori. La sua vicenda è raccontata nel film Peregrina del 1974.

Sará ricordato come l´Apostolo rosso dei Maya.

Il Partito Socialista del Sud-est aveva appoggiato la politica del suo leader Carrillo Puerto ed aveva favorito l´uso della lingua dei Maya nell´istruzione, che egli aveva voluto rigorosamente laica, e la concessione dell´elettorato attivo e passivo alle donne.

Soprattutto aveva sostenuto la riforma agraria, il che lo aveva portato a scontrarsi piú volte con i fazenderos[7].

Ma dopo la morte di Carrillo Puerto entro´ pian piano in crisi e alla fine, nel 1944, confluí nel Partito della Rivoluzione Messicana (PRM)[8] di Lázaro Cárdenas[9].

Elvia Carrillo Puerto

In un certo senso si puó dire che l´ereditá morale di Felipe Carrillo Puerto fu raccolta dalla sua sorella minore Elvia Carrillo Puerto.

Elvia nacque il 6 dicembre 1878 a Motul (oggi Motul de Carrillo Puerto, in onore del governatore socialista fucilato), una cittadina yucateca a 44 km dalla capitale Mérida.

Era figlia del commerciante di ferramenta Justiniano Carrillo Pasos (1839-1916) e di Adela Puerto Solis (1859-1928), dal cui matrimonio (18-5-1972) nacquero ben 14 figli (9 maschi e 5 femmine), di cui Elvia era la sesta[10].

Una famiglia cosí numerosa aveva certamente bisogno dell´apporto lavorativo di quanti dei suoi membri erano in grado di darlo.

All´etá di sei anni, come giá Felipe ed altri fratelli, Elvia cominció a frequentare una scuola laica, dove, oltre la lingua-madre spagnola, imparó la lingua dei Maya, abitualmente parlata dai figli dei lavoratori locali.

Da allora cominció a prendere coscienza delle gravi disparitá in atto nella societá del suo tempo: fra ricchi e poveri, fra uomini e donne, fra bianchi e indigeni.

Sue fonti di ispirazione per la sua formazione politica e in particolare per l´assimilazione del concetto di uguaglianza di genere fu Rita Cetina Gutierrez (1846-1908), poetessa, educatrice, nonché fondatrice a Mérida di una societá femminista La Siempreviva, che pubblicava una rivista con lo stesso nome[11], che sará dato anche alla prima scuola laica femminile dello Yucatán, di cui Elvia fu allieva, e i cui diplomati in genere si dedicavano all´insegnamento.

Da suo fratello maggiore Felipe, futuro leader socialista e poi Governatore, che come primo lavoro aveva dovuto fare il carrettiere e che perció aveva dovuto girare le henequen haciendas[12]della regione, apprese degli abusi disumani a cui i sorveglianti sottoponevano i poveri peones.

Un ruolo notevole nella sua formazione ebbe anche padre Serafin Garcia, un prete progressista originario della Catalogna.

Elvia capí dunque a quali tristi conseguenze potevano portare la differenza di classe e l´ignoranza, lei che amava cosí tanto la lettura e la musica.

La sua innata intelligenza, gli amati studi, l´aspirazione alla propria indipendenza e la sete di giustizia, contribuirono a far crescere in lei il desiderio di emancipazione.

In un ambiente in cui erano assai diffusi i matrimoni precoci, e sotto la spinta di un grande amore, a soli 13 anni sposó l´insegnante Vicente Pérez Mendiburo, che peró morí nel 1901, quando lei aveva appena 21 anni, lasciandola vedova e con un figlio, Marcial Pérez Carrillo[13].

Elvia, giovanissima vedova, non tornó a casa dei gentori: lavorando come dattilografa e come insegnante, riuscí a conseguire una certa indipendenza economica.

Poté cosí spiegare, anche grazie al suo bilinguismo, ai suoi studenti maya alcuni articoli della Costituzione, per renderli coscienti dei loro diritti.

Come lavoratrice ebbe modo di toccare con mano il problema della differenza salariale tra uomo e donna e quello del rispetto delle donne sul posto di lavoro. Amava i libri e i dibattiti politici e il sabato cercava di riunire gruppi di donne per renderle coscienti dei loro diritti e per spingerle ad organizzarsi.

Da allora divenne un´instancabile combattente per i diritti delle donne, in particolare fondando molte leghe femministe per l´ottenimento del suffragio femminile, mentre cresceva sempre piú il rancore contro di lei dell´oligarchia yucateca, che prese a considerarla una pericolosa sovversiva per la sua incessante propaganda socialista e femminista, che metteva in pericolo il loro privilegio economico e sociale.

Cosí, infatti, predicava l´intrepida socialista:

La donna in generale, in particolare l´operaia e la contadina, costituisce una delle componenti piú importanti della popolazione messicana e la sua partecipazione alla lotta sociale rappresenta un fattore fondamentale nell´opera di emancipazione.

Elvia partecipó attivamente allo scoppio della Rivoluzione messicana[14]del 1910, non cessando di condurre una coraggiosa battaglia a favore dei diritti delle donne. Nello stesso anno a Valladolid conobbe Francisco Barroso, un agitatore sociale con cui condivideva ideali e lotte quotidiane, e lo sposó[15].

Nel 1912, con coraggio e determinazione, fondó la prima organizzazione contadina femminile, allo scopo di ottenere che le donne capofamiglia avessero riconosciuti gli stessi diritti degli uomini nella distribuzione delle terre. Nei numerosi incontri si discuteva anche dell´esigenza che le giornate lavorative fossero di 8 ore, che gli indigeni fossero liberati dal lavoro servile, nonché della pianificazione familiare, della creazione di scuole rurali…

Questa attivitá la impegnó intensamente dal 1915 al 1918, riuscendo a realizzare oltre 50 leghe. Intanto partecipava alla costruzione del Partito Socialista Operaio.

Dal 13 al 16 gennaio 1916, nel quadro della politica progressista, del governatore Alvarado si svolse a Mérida il Primo Congresso femminista del Messico, a cui parteciparono 617 donne.

Nello stesso anno Elvia partecipó alla fondazione del PSO.

Nello stesso periodo girava tutto lo Yucatán organizzando Leghe di Resistenza Femminista, campagne di alfabetizzazione e di igiene femminile, parlando in maya e in spagnolo, propagandando le idee socialiste, sí da attirarsi dai settori sociali conservatori e reazionari l´appellativo di monaca rossa dei Maya.

Nel 1919 si recó a Cittá del Messico, dove nel 1921 fondó un´altra associazione, la “Lega Rita Cetina Gutierréz[16], di cui divenne presidente, anche al fine di portare davanti alle Camere elette in base alla Costituzione del 1917[17] la questione del voto alle donne. L´obiettivo non sará raggiunto[18].

Intanto la battaglia femminista guidata da Elvia diede i primi frutti: il Congresso del Partito Socialista Operaio tenutosi a Izamal nell´agosto 1921 si promunció decisamente per “l´emancipazione integrale delle donne”.

Quando, nel novembre 1921, il fratello Felipe[19], fu eletto governatore e il 1° febbraio 1922 si insedió il governo socialista dello Yucatán, anche lei tornó a Mérida, dove prese a scrivere per il giornale socialista Tierra e a battersi per la diffusione dell´educazione razionalista, per la costruzione di scuole rurali nel territorio dello Stato, per la creazione di cooperative agricole femminili  e per la vendita di prodotti artigianali e agricoli. Nelle aree urbane intanto lottava contro la prostituzione e le altre istanze femministe.

Grazie alle riforme progressiste promosse da Alvarado e dal fratello Felipe, Elvia ottenne il divorzio dal secondo marito.

Nel 1923 partecipó, assieme a Gloria Mireya Rosado e a Susana Betancourt al Congresso Panamericano delle Donne, tenutosi a Cittá del Messico, che dichiaró guerra all´alcoolismo, alla droga e alla prostituzione e si propose di incrementare in ogni modo l´istruzione delle donne. Le tre delegate yucateche non ottennero i necessari consensi su controllo delle nascite e amore libero, ma ebbero una piena condivisione sul suffragio femminile.

La lotta per la pianificazione matrimoniale restó comunque una delle principali battaglie di Elvia e delle sue compagne socialiste, in quanto ritenuta essenziale per ridurre i disagi che le famiglie numerose dovevano affrontare e per evitare che la donna fosse considerata semplice strumento di riproduzione, senza diritti e senza sessualitá propria.

In vista delle elezioni del 18 novembre 1923 per il Parlamento statale, su proposta del governatore e leader socialista Carrillo Puerta, furono inserite nella lista del Partito Socialista del Sud-est tre donne, con in testa Elvia Carrillo Puerta. Le tre donne, che furono tutte elette, con suffragio esclusivamente maschile, non essendoci nello Stato una legge che consentisse il voto alle donne, furono le prime, in Messico, a far parte di un corpo legislativo. Le altre due deputate erano Raquel Dzib Cicero e Beatriz Paniche Barrera. Un´altra donna, nel 1922, era stata eletta consigliere del Comune di Mérida: Rosa Torre Gonzaléz, prima donna in assoluto a ricoprire una carica pubblica elettiva in Messico.

Raquel Dzib Cicero

Raquel Dzib Cicero (1882-1949) nacque in una famiglia povera di Mérida, ma con molta voglia di studiare. Frequentó perció l´Istituto letterario per ragazze diretto da Rita Cetina Gutierréz, nel 1898 conseguí il relativo titolo e poi insegnó in varie scuole.

La Dzib Cicero partecipó al 1° Congresso femminista del Messico, svoltosi a Mérida (1916), alla costituzione della Lega degli insegnanti (1918) e alla fondazione della Lega femminista dello Yucatán (1922), collegata al PSS.

Nel 1923 fu una delle tre donne socialiste elette nel Congresso statale dello Yucatán, ma dopo l´assassinio del governatore socialista di quello Stato, Carrillo Puerto, fu costretta a dimettersi (1924). Da allora si ritiró dalla politica attiva, partecipando solo all´attivitá sindacale, come autorevole esponente del Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell´Educazione (SNTE).

Quando raggiunse i 50 anni di insegnamento fu premiata con una medaglia d´oro. Attualmente il governo dello Yucatán assegna la Medaglia Raquel Dzib Cicero a tutti gli insegnanti che hanno insegnato senza interruzioni per 30 anni.

Beatriz Peniche Barrera

Beatriz Paniche Barrera (1893-1976) fin da piccola mostró propensione per la musica (pianoforte e mandolino) e per la poesia. Nel 1913 si diplomó come insegnante all´Istituto Letterario per ragazze di Mérida e quindi inizió la carriera di insegnante elementare.

Nel 1915 sposó il poeta Miguel Ponce Casares, da cui ebbe la figlia Yolanda, e nello stesso anno il governatore dello Yucatán Alvarado la nominó direttrice della Biblioteca di Mérida; nel 1916 partecipó al 1° Congresso femminista del Messico.

Nel 1922 fu tra le fondatrici della Lega femminista dello Yucatán e nel 1923 organizzó il congresso dei giornalisti a Mérida. Nel novembre dello stesso anno fu una delle tre donne socialiste elette nel Congresso dello Stato dello Yucatan. Ma l´anno dopo, per sfuggire alla reazione seguita alla fucilazione del governatore socialista Carrillo Puerto, riparó a Cuba, dove in seguito tornó piú volte, collaborando a vari giornali.

Nel 1931 fu tra i fondatori del giornale Diario del sud-est.

Rosa Torre Gonzaléz

Rosa Torre Gonzaléz (1890-1973) frequentó anch´essa l´ Istituto Letterario per ragazze di Rita Cetina Gutiérrez e dal 1910 cominció ad insegnare. Nello stesso anno si uní ai rivoluzionari contrari a Diaz, nel cui esercito prestó servizio come infermiera.

Nel 1916 fu tra gli organizzatori del 1° Congresso femminista del Messico, in cui si trattó una vasta gamma di argomenti, fra cui istruzione, educazione sessuale, fanatismo religioso, diritti delle donne, ecc. Presiedette il 2°, tenutosi alla fine dello stesso anno.

Nel 1919 fiancheggió Elvia Carrillo Puerto nella fondazione della Lega Rita Cetina Gutiérrez e si batté contro la prostituzione, l´alcoolismo e la superstizione e per il controllo delle nascite, anche tenendo numerose conferenze.

Nel 1922 fu eletta, per il partito socialista, consigliere comunale di Mérida, capitale dello Yucatan; ma nel 1924, a seguito dell´uccisione del governatore Felipe Carrillo Puerto, dovette lasciare la carica che aveva tenuto con onore.

Nel 1947, a Cittá del Guatemala, partecipó al 1° Congresso Interamericano delle Donne.

Fra le impavide femministe-socialiste che, con coraggio e determinazione, si batterono per l´emancipazione femminile e per i lavoratori, in un periodo drammatico, ma anche eroico e glorioso della storia contemporanea del Messico, meritano di essere citate almeno Leonarda Gomez Blanco[1]e Consuelo Zavala Castillo[2].

Dopo l´arresto e la fucilazione del governatore Felipe Carrillo Puerto, nel gennaio 1924, da parte di ribelli reazionari, espressione della oligarchia yucateca, spaventata dai provvedimenti socialisti di Felipe, Elvia rimase deputata per un po´, ma in seguito alle minacce di morte, per sfuggire allo stesso tragico destino del fratello, fu costretta a fuggire e a riparare nello Stato di San Luis Potosí, dove le donne potevano votare.

Le tre deputate socialiste dello Yucatán furono deposte e i militanti del PSS costretti alla clandestinitá.

Le truppe del governo centrale ristabiliranno l´ordine, ma l´esperimento socialista dello Yucatán era ormai finito. Tuttavia le lotte di operai e contadini, le riforne di Felipe, l´attivitá incessante delle donne socialiste avevano risvegliato le masse e dato loro la coscienza dei loro diritti.

A San Luis Potosí Elvia, nel 1925, nonostante le intimidazioni subite, fu eletta, con 4.576 voti su 4.632, alla Camera dei Deputati federale, diventando la prima donna in assoluto ad essere eletta ad una carica nazionale; ma il seggio non le fu riconosciuto[3], perché all´epoca la carica era riservata ai maschi!

Trasferitasi a Cittá del Messico, dove lavorava al Ministero dell´Agricoltura, Elvia, pur avversata da reazionari e bigotti, fondó la Lega Socialista Femminista di Orientamento socialista, che si occupava di minori abbandonati e di ragazze madri, ferma restando l´incessante battaglia per il suffragio femminile, da raggiungersi mediante la modifica dell´art. 34 della Costituzione messicana. Dissoltasi tale organizzazione, creó (1931) la Lega di azione femminile, ancora per agitare il tema del suffragio femminile.

Comunque la sua lotta per l´emancipazione femminile fu sempre ispirata alla lotta piú generale per il socialismo:

La lotta delle donne deve svolgersi con i metodi della classe operaia e non è separata dalla lotta generale degli operai. Le istanze immediate non devono perderci dall’obiettivo della lotta generale per la completa emancipazione dell’umanità, la lotta per il socialismo.

Dalla mente dell´instancabile socialista partivano proposte a raffica a favore dei lavoratori e delle donne: paritá di salario, salario minimo, diminuizione dei prezzi del cibo e degli affitti, libri e pasti gratuiti per gli scolari poveri…

Come coprire le spese occorrenti? Semplice: diminuendo le spese militari.

Curiosamente tale posizione somigliava molto a quella di un socialista italiano di anni dopo[4].

Nel 1941 Elvia fu costretta a ridurre di molto il suo attivismo a causa di un incidente stradale, che le causó seri danni alla vista.

Un primo risultato comunque lo ottenne nel 1947, quando le donne furono ammesse al voto municipale.

Nel 1952 la Camera dei Deputati le attribuí la qualifica di Veterano della Rivoluzione Messicana e le conferí la Medaglia d´Onore al Merito Rivoluzionario.

Ma sará l´anno dopo, nel 1953, che finalmente vedrá coronato il sogno della sua vita, frutto di tante battaglie, con la concessione alle donne messicane di etá superiore ai 18 anni dell´elettorato attivo e passivo in tutti i livelli di elezione.

Elvia morí a 90 anni, il 15 aprile 1968, a Cittá del Messico. Fu seppellita nel cimitero di Mérida.

Il 5 marzo 2013 il Senato della Repubblica del Messico istituí il Reconocimiento (Premio) Elvia Carrillo Puerto, “allo scopo di premiare le donne che si sono distinte nella lotta sociale, culturale, politica ed economica in favore dei diritti umani delle donne e della uguaglianza di genere”. Il Premio viene assegnato ogni anno l´8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Donna bella, intelligente e coraggiosa; rivoluzionaria, socialista e femminista: Elvia Carrillo Puerto lottó per tutta la vita per i diritti delle donne, degli indigeni, dei lavoratori.


[1] Leonarda Gomez Blanco (n. 1900), originaria di Sotutoha (Yucatán), conseguí i titoli per insegnare sia nella scuola elementare che in quella materna. Mentre ancora studiava conobbe Rosa Torre González e Elvia Carrillo Puerto e aderí al Partito Socialista del Sud-est. Insegnó in varie scuole messicane e principalmente in quelle dello Stato del Tlaxcala. Fu preside di una scuola elementare e direttrice dell´ “Unione degli insegnati missionari”, volontari che venivamo mandati soprattutto nelle zone rurali.

[2] Consuelo Zavala Castillo (1874-1956), dopo essersi diplomata a Mérida, insegnó in varie scuole dello Yucatán. Nel 1902 fondo una propria scuola. Nel 1916 fu presidente del comitato organizzatore del Primo Congresso femminista del Messico, che si tenne a Mérida e che fu caratterizzato dalla polemica tra le progressiste e le conservatrici, cosa che la indusse a non partecipare al secondo Congresso. Nel 1922 fu tra le fondatrici della Lega femminista dello Yucatán, collegata al partito socialista. Nel 1948 fu premiata per la sua carriera di insegnante.

[3] Mentre in alcuni Stati della Federazione era stato concesso il voto attivo e passivo alle donne, a livello federale una tale legge non esisteva ancora.

[4] Sandro Pertini, appena eletto Presidente della Repubblica Italiana: “Svuotate gli arsenali e riempite i granai!”.


[1] Lo Yucatán è uno dei 32 Stati che compongono gli Stati Uniti Messicani.

[2] Alvarado era stato nominato a quell´incarico il 27-2-1915, allo scopo di reprimere una delle tante ribellioni che in quel periodo agitavano il Messico, da Venustiano Carranza (1859-1920), Capo del potere esecutivo (1914-1917) e poi Presidente del Messico (1917-1920).

[3] Fra di essi La mia iniziativa rivoluzionaria in Messico e Lettera al popolo dello Yucatán: il mio sogno.

[4] I Maya sono una popolazione amerinda che abitava la zona prima ancora che gli spagnoli conquistassero il Messico.

[5] Nel 1913 si era unito a Emiliano Zapata, raggiungendo il grado di colonnello. Fu poi commissario all´agricoltura nel governo di Alvarado.

[6] Ottenne 62.801 voti su un totale di 66.132 e perció si classificó 1° su 4 candidati. Prestó giuramento il 1° febbraio 1922. Il suo discorso di insediamento lo pronunció in lingua maya, dando cosí un grande segnale di apertura democratica.   

[7] Proprietari di grandi tenute agricole.

[8] Il PRM era sorto il 1°aprile 1938 dalle ceneri del precedente Partito Nazionale Rivoluzionario (PNR), in seguito a un congresso organizzato dal presidente messicano Lázaro Cárdenas. Nel 1946 si trasformerá in Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), che governerá il Messico ininterrottamente fino al 2000.

[9] Lázaro Cárdenas del Rio (1895-1970) fu presidente del Messico dal 1934 al 1940. Durante il suo mandato diede un forte impulso alla riforma agraria, nazionalizzó le ferrovie e le societá petrolifere, prestó aiuto e sostegno al governo legittimo della Spagna repubblicana, aggredita dai rivoltosi franchisti, supportati dal fascismo italiano e dal nazismo tedesco.

[10] Secondo l´ordinamento giuridico messicano i cittadini messicani portano un cognome composto di due elementi, ossia il primo cognome del padre seguito dal primo cognome della madre. La donna sposata puó aggiungere al primo o ad entrambi i suoi cognomi quello del marito, preceduto dalla particella “de”, ma ció non ha rilevanza ufficiale, in quanto è ritenuto un semplice “cognome d´uso”.

[11] Gli argomenti trattati dalla rivista erano avanzatissimi per i tempi: controllo delle nascite, aborto, divorzio, malattie veneree, libero amore, sessualitá femminile.

[12] Le piantagioni di henequen, una fibra vegetale per lo piú destinata all´esportazione, costituivano una cospicua fonte di ricchezza per le poche famiglie proprietarie e di oppessione per migliaia di indigeni sfruttati e maltrattati. All´epoca vi erano circa 1200 haciendas, concentrate nelle mani di circa 800 ricche famiglie.

[13] Marcial da adulto troverá lavoro nel Sonora, come ispettore fiscale. Morirá prima della madre.

[14] Per Rivoluzione messicana s´intende il movimento armato contro il potere dittatoriale del presidente- generale Porfirio Diaz (1830-1915), iniziato nel 1910 e conclusosi con l´emanazione della Costituzione del 1917, anche se i combattimenti si protrassero fino al 1920. In tale periodo emersero personaggi destinati a diventare leggendari anche fuori dei confini del Messico, come Pancho Villa (1878-1923) a nord e Emiliano Zapata (1879-1919) a sud.

[15] Elvia non assunse mai il cognome né del primo marito, né quello del secondo, come allora si usava, ma continuó a farsi chiamare Carrillo Puerto.

[16] Organo della Lega Rita Cetina Guttierréz era la rivista Feminismo, diretta da Elvia Carrillo Puerto.

[17] Essa fu approvata dal „Congresso Costituente del Messico“, un organo appositamente eletto. Il Messico é una repubblica presidenziale, rappresentativa e federale, governata dal Presidente, eletto ogni sei anni, ed é composto da 32 Stati, ciascuno con una propria Costituzione e un proprio governatore eletto dai cittadini dello Stato.

[18] Tuttavia l´intensa campagna suffragista degli anni ´20 in Messico portó alla concessione alle donne del diritto di voto e/o di rappresentanza in alcuni Stati della federazione: Yucatán, San Luis Potosí, Chiapas e Tabasco.

[19] Nel 1920 era stato eletto deputato federale.