SOCIALISMO XXI: ORIGINI, ORGANIZZAZIONE, FINALITA’ ED OBIETTIVI

 

 

di  Luciano Vita – Coordinatore Socialismo XXI Marche |

 

PREMESSA

A scanso di equivoci ed incomprensioni, che pure ci sono state all’indomani della sua costituzione, va detto che Socialismo XXI secolo non è un partito, nè è contro l’attuale PSI, pur non condividendone la sua politica degli ultimi dieci/dodici anni.

Lo Stesso è un’associazione politico – culturale di chiarissimo orientamento di sinistra, i cui valori fondamentali si richiamano al socialismo democratico, aperto a tutti coloro che si riconoscano nell’obiettivo di quella che chiamammo “l’Epinay Italiana”, PSI compreso, tant’è che gli stessi due candidati alla segreteria nazionale Vincenzo Maraio e Luigi Iorio, alla vigilia dell’esito congressuale, si dichiararono disponibili ad un confronto ed approfondimento su tale prospettiva.

LE ORIGINI

E’ ormai noto a tutti che il “golpe” del pool di mani pulite, altro non è stato, che l’obiettivo di far fuori dalle istituzioni democratiche il PSI e la DC poichè, se più che giusta è stata la lotta alla corruzione e al malaffare della/nella politica e nella pubblica amministrazione, è inaccettabile che tutti i maggiori partiti siano stati perseguiti meno il PCI, che analogamente agli altri aveva avuto finanziamenti occulti ed illegali.

Da quella vicenda, la Democrazia Cristiana si è ricollocata, passando per la Margherita di Rutelli, dentro e con il PCI, PDS, DS, dando forma e sostanza a quel PD che Emanuele Macaluso definì “il Capolinea delle ragioni teoriche ed ideali del Socialismo“, e che lo stesso Massimo D’Alema declamò come una “fusione a freddo” che non avrebbe portato da nessuna parte.
Il PSI invece si disgregò in mille rivoli; chi andò con Forza Italia, il neo partito conservatore di Silvio Berlusconi; chi si trasferì nei DS; chi in altre piccole formazioni della sinistra, e chi infine si rifugiò nei vari circoli politico culturali del socialismo, sparsi in tutto il territorio nazionale, intitolati ai vari Pertini, Lombardi, Nenni, Turati, i Fratelli Rosselli, ecc. la cui conseguenza ancora oggi irrisolta è la cosidetta “DIASPORA SOCIALISTA”.
Da allora ad oggi sono trascorsi quasi trent’anni, e quello che è rimasto del vecchio, glorioso PSI è meno di un prefisso telefonico, anche per responsabilità dei suoi dirigenti, sopratutto per la gestione del partito negli ultimi 10/12 anni.
Di fatto, dal congresso del 2008 a Montecatini, il simbolo del partito è scomparso dalle schede elettorali nazionali e via via da quelle regionali , sempre “ospite” del PD per qualche strapuntino personale di qualcuno; da ultimo sia in Parlamento che alle ultime regionali ospite dentro il partito del neo-liberista Matteo Renzi; un’indecenza insopportabile!

La sfiducia nel gruppo dirigente è cresciuta sempre più, sia in gran parte degli iscritti al PSI (oggi ridotti al minimo storico, meno di 20.000 ) che dai tantissimi socialisti sparsi nel Paese; per tanti di noi non era più accettabile che l’Italia, fosse l’unico Paese d’Europa dove non esiste più una forza politica che si richiamasse al socialismo, posto che, arbitrariamente, il PD ha preteso di rappresentarlo definendosi socialista soltanto nel Parlmento Europeo e mai in Italia.

LA PRIMA TAPPA

Su iniziativa di un primo nucleo di compagni, partì l’idea di non arrendersi all’evidenza del tempo; bisognava tentare un percorso nuovo per superare, dopo oltre vent’anni di tentativi andati a vuoto, le divisioni del mondo socialista e superare la” DIASPORA SOCIALISTA”.

Il 24 Marzo 2018 in quel di Livorno, una riuscitissima autoconvocazione
di socialisti, iscritti e non al PSI, dopo un appassionato e partecipato dibattito tra gli oltre 250 autoconvocati, decise di avviare un percorso per la ricomposizione della diaspora socialista.

L’obiettivo finale era quello di costituire, non l’ennesimo partitino socialista, ma un soggetto politico, che sullo scenario e con i contenuti valoriali del socialismo contemporaneo, riagregasse sulla base di contenuti programmatici condivisi, socialisti, socialdemocratici, ambientalisti, circoli e culture della sinistra non massimalista, reltà civiche, che sintetizzammo con la definizione dell’ “Epinay Italiana”, memori di quella che fu l’esaltante esperienza Francese.

LA SECONDA TAPPA

Un nuovo soggetto politico ovviamente non nasce dal nulla; bisognava creare un organismo che elaborasse proposte programmatiche, confronti politici, momenti organizzativi, reti di contatti, tappe e percorsi per raggiungere quell’ ambizioso traguardo.

A tal fine nei giorni 8, 9 e 10 Febbraio 2019 venne convocata una assemblea nazionale a Rimini che, dopo un confronto sviluppatosi su
ben 12 tavoli tematici:
costituì l’Associazione Socialismo XXI Secolo,
approvò un documento di sintesi dei 12 documenti programmatici,
elesse il suo primo Presidente, nella figura del compagno Aldo Potenza,
una segreteria nazionale,
una segreteria organizzativa,
lo Statuto e gli altri organismi previsti dallo stesso.

 L’ORGANIZZAZIONE

Partendo dal presupposto che, come sancito dallo Statuto, una volta raggiunto l’obiettivo finale della costituzione di un nuovo soggetto politico, Socialismo XXI secolo si scioglie, essendo nato esclusivamente come braccio operative per quel risultato finale, bisognava radicarsi sul territorio per “farsi conoscere” e sensibilizzare le varie “anime sparse nel Paese”.
E’ così che la presidenza nazionale comincia a muoversi organizzando incontri tematici in varie parti d’Italia, focalizzandosi su due tappe intermedie:
1 – L’organizzazione territoriale di Socialismo XXI Secolo;

2 – La costituzione di un organismo di rappresentanza e coordinamento delle varie realtà politico-culturali di orientamento socialista e socialdemocratica, che favorisse l’incontro ed il confronto tra le stesse, finalizzandole alla compartecipazione, senza pretese egemoniche di alcuno, alla costruzione del nuovo soggetto politico del socialismo Italiano.

Sull’organizzazione bisognava:

a – Costituire circoli di Socialismo xxi nelle città più importanti;

 b – Costituire coordinamenti di Socialismo XXI provvisori regionali;

c – Individuare coordinatori dell’Associazione del Nord, Centro, e Sud d’Italia;

d – Avviarne il tesseramento.

La pandemia da coronavirus, ha rallentato e per certi aspetti ostacolato questo percorso; tuttavia l’associazione Socialismo XXI alla data odierna può vantare:

 Circa 500 iscritti

Tre coordinamenti interregionali per le regioni del Nord, Centro e Sud d’Italia;

Una presenza organizzativa,tra circoli e coordinamenti Regionali su ben 17 regioni;

25 coordinamenti tra circoli cittadini e regionali.

Ha organizzato tre iniziative regionali su altrettanti argomenti tematici a Rimini, Formia e Roma;

Ha elaborato, discusso ed approvato, durante tutto l’anno 2020 e fino ad oggi, attraverso attività in teleconferenza a causa del Coronavirus, documenti programmaici in aggiunta ed integrazione ai 12 approvati a Rimini nel febbraio 2019 su:
Sanità,
Lavoro,
Scuola,
Europa
Recovery Fund.
La sede ufficiale dell’associazione Socialismo XXI secolo è stata individuata nella storica sezione del PSI della Garbatella in via Ferrati n.12 di Roma.
Tutti i documenti elaborati da Socialismo XXI e suoi associati sono pubblicati sul sito web www.socialismoitaliano1892.it

Sull’organismo unitario di rappresentanza

Dopo varie iniziative di incontri e confronti con Ie varie realtà territoriali di area socialista si è deciso di costituire un soggetto unitario che li rappresentasse tutti.
Ed è grazie alla costanza dei rappresentanti nazionali di Socialismo XXIe su loro proposta che nasce il C.U.S. (Comitato Nazionale di Unità socialista).
Il coordinamento nazionale del C.U.S. composto da circa 40 tra associazioni, circoli, fondazioni e personalità di area socialista, socialdemocratica ed ambientalista, compreso Socialismo XXI, ha nominato il suo presidente nazionale, nella persona del compagno Franco Lotito ex dirigente sindacale della U.I.L., recentemente sostituito, su sua richiesta, per sopraggiunti suoi impegni nella Caritas nazionale, dal compagno Alberto Leoni, ed ha già elaborato e discusso due importanti documenti, “Pensare in Grande” e “”Mettere in sicurezza l’Italia”.
Tutti i documenti del C.U.S. sono pubblicati oltre che su www.socialismoitaliano 1892.it anche su www.sempreavanti.info

Alle prime riunioni, regolarmente invitato, ha partecipato anche il PSI nella persona del suo segretario Enzo Maraio e dal responsabile organizzativo della segreteria nazionale Luigi Iorio.

Successivamente il PSI si è tirato fuori dal C.U.S.
Non ci è dato sapere per quali ragioni; molto presumibilmente, visti gli atti, azioni e documenti successivi, perchè pretendeva di essere lui (cioè il psi) il soggetto egemone del progetto del futuro partito a cui tutti gli altri dovrebbero aderire confluendo nell’attuale partito dello 0,2% su base nazionale.

Una visione di una cecità assoluta visto che il progettto dell’Epinay Italiana non era, nè può essere quello della costruzione di un nuovo partitino della sinistra, ma quello di un nuovo e diverso soggetto politico del socialismo italiano, dove tutti vi concorrono senza pretese egemoniche.
L’adesione al C.U.S. o a Socialismo XXI secolo, non significa ledere l’autonomia del PSI o delle varie formazioni politico-culturali, che ovviamente debbono e possono continuare le loro attività, fino alla eventuale loro partecipazione ed adesione alla nascita del nuovo soggetto politico del socialismo italiano.

Non c’è alcuna incompatibilità tra l’essere iscritto al PSI con l’iscrizione a Socialismo XXI o far parte, ognuno in piena autonomia al C.U.S., così come non c’è incompatibilità tra essere iscritti, contemporaneamente e non, ai vari circoli socialisti, e lo stesso partito PSI.
Il tutto viene rimesso alla libera ed autonoma scelta dei partecipanti, sulla base della condivisione o meno delle scelte politiche e programmatiche.

Socialismo XXI e lo stesso C.U.S. continueranno a confrontarsi tra loro e lo stesso PSI, ma appare ormai evidente che alla dirigenza nazionale e regionale dello stesso partito socialista italiano non interessa, di far parte di questo progetto, nonostante le dichiarazioni rilasciate alla vigilia del congresso nazionale.

La distanza tra Socialismo XXI e il C.U.S. da un lato, ed il PSI dall’altro, aumenta sempre più stante le ultime scelte di prestare il simbolo ad Italia Viva in Parlamento per consentirgli di fare gruppo a se, ed allearsi con la stessa formazione politica, confluendo nel loro simbolo come ha fatto in varie regioni italiane, Marche compresa.
Ovviamente la distanza non riguarda soltanto la collocazione del simbolo, ma i programmi e le scelte palesemente neo – liberiste dei vari Renzi, Calenda, Bonino e Nencini, ancora attuale Presidente del consiglio nazionale del PSI.

SOCIALISMO XXI NELLE MARCHE

Anche nella Regione Marche da circa due anni è presente Socialismo XXI secolo.
A seguito della lodevole iniziativa di un nucleo di compagni, prevalentemente della provincia di Macerata , che hanno partecipato insieme a me a tutte le varie fasi organizzative, fin dalla prima assise di autoconvocati di Livorno, in data 7 Settembre 2019 in quel di Loro Piceno (MC) si è costituito il primo coordinamento provvisorio regionale delle Marche ed eletto Luciano Vita primo presidente.

A seguito dell’impossibilità di muoversi sul territorio a causa del Coronavirus, I’organizzzione marchigiana di Socialismo XXI secolo ha subito forti rallentamenti.

Tuttavia alla fine del 2020 poteva contare su un primo nucleo regionale di 25 compagni ed amici, con tutte le cinque province marchigiane rappresentate con almeno un aderente.

Il suo presidente provvisorio (Luciano Vita) è stato nominato coordinatore di Socialismo XXI secolo per l’Italia centrale e fa parte del coordinamento nazionale.

OBIETTIVI DI SOCIALISMO XXI PER LE MARCHE

Come ogni organizzazione politica, sociale, culturale, che si rispetti,
anche Socialismo XXI ha bisogno di allargare il numero dei suoi aderenti ed iscritti per poter meglio contribuire al disegno politico programmatico per cui si è costituito su scala nazionale.

A tal fine, stante anche le difficoltà incontrate a tutti i livelli, causa pandemia da covid 19, la presidenza nazionale ha deciso che per il biennio 2021/2022 il costo della tessera per coloro che volessero aderire, sia di soli 10,00 euro, (dieci euro) volendo evidenziare che il tesseramento richiesto è formalmente simbolico e non serve per finanziare il progetto e l’Associazione stessa, che fino ad oggi è stata a carico dei singoli compagni del coordinmento nazionale.

Il potenziamento dell’organizzazione di Socialismo XXI serve soprattutto per costituire anche nella nostra Regione, il C.U.S.
(il Comitato di Unità Socialista), tra I vari circoli, associazioni, fondazioni, di ispirazione socialista, socialdemocratica, ambientalista.

Nelle Marche ci sono vari circoli Pertini, Lombardi, Nenni, Fratelli Rosselli ed altri e il nostro scopo è quello di confrontarci con i loro rappresentanti, poterli incontrare e verificare se tutti insieme, rimanendo ognuno nella propria autonomia statutaria, possiamo insediare anche nelle Marche il Comitato di Unita’ Socialista.

Lo scopo finale, come prima evidenziato, è quello di contribuire anche dalle Marche a costruire quel percorso che ci possa portare all’appuntamento dell’Epinay Italiana; un nuovo moderno partito del socialismo italiano, senza escludere nessuno, ma anche senza pretese egemoniche come vorrebbe il PSI.