CONCORSO STRAORDINARIO DOCENTI: I SINDACATI MANIFESTANO IL 14 OTTOBRE

di Christian Vannozzi |

Presidi davanti alla prefettura il prossimo 14 ottobre nel pomeriggio, dopo l’orario scolastico per manifestare apertamente il proprio dissenso verso il concorso straordinario riservato ai precari con più di tre anni di servizio, è questa la risposta dei maggiori sindacati del comparto scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams dopo la secca decisione del Governo di andare avanti comunque con le prove del concorso nonostante la pandemia e i numeri non troppo incoraggianti sui contagi nelle varie Regioni Italiane.
Il Governo Conte vuole infatti andare avanti con delle prove selettive che vedranno impegnati oltre 500 mila docenti precari in uno scenario sanitario tutt’altro che idilliaco che potrebbe gravare tantissimo sull’andamento della scuola.

Dalla nota dei segretari dei vari sindacati scuola emerge infatti l’inutilità immediata di queste prove selettive che non daranno alla scuola nuovi docenti nell’anno in corso e potrebbero diventare nuovi focolai di dilagazione del virus: Questi concorsi non produrranno alcun effetto immediato in termini di assunzioni, mentre esporranno la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi e al rischio che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o di quarantena come effetto del lavoro che svolgono, siano esclusi dalla
partecipazione al concorso. Ormai da mesi viviamo una condizione di assenza generale di disponibilità al confronto da parte del Ministero rispetto alle parti sociali, con il risultato che sul fronte delle assunzioni si è registrato un vero fallimento delle misure annunciate (circa 24 mila posti assegnati a fronte degli 84 mila previsti) e per quanto riguarda le supplenze continuano i disagi determinati dai ritardi e dagli errori nelle graduatorie.
La situazione delle supplenze in Italia è infatti tutt’oggi ancora critica in quanto, specialmente nel sostegno, manca ancora la copertura di tantissime cattedre con naturale disagio delle famiglie chiamate in causa:
Oggi il lavoro nelle scuole poggia anche sul 30% di organico occupato da lavoratrici e lavoratori precari che operano con professionalità e serietà, rispetto ai quali si è abusato del ricorso al contratto a termine senza mai offrire loro alcuna possibilità di abilitazione o di stabilizzazione.

Chiedono ancora la stabilizzazione i sindacati, cosa che chiedono ormai da un anno, ma dove vengono ripetutamente ignorati dal ministero di Viale Trastevere che continua imperterrito la sua strada senza sentire le parto sociali e a volte neanche gli alleati politici.