di Francesco Greco |

Quella che leggerete è una storia commovente, che vi farà venire la pelle d’oca, che apre il cuore alla speranza, al futuro, all’ottimismo della volontà. E che prova quanto la forza dell’amore e la determinazione, possano smuovere le montagne.

Il cui messaggio sottinteso, subliminale è: crederci, crederci, crederci, sempre e comunque, inseguire i propri sogni senza mai stancarsi né rassegnarsi, perché “anche quando ti dicono non c’è niente da fare, c’è sempre da fare…”, dicono Donato e Maria Antonietta.

Una storia che si trasfigura in un format e contiene nell’intimo una grande lezione per tutti, per chi si arrende ai primi iceberg, e che ha una forte valenza pedagogica, che corona un obiettivo inseguito faticosamente per anni, che ha anche avuto momenti difficili, ma che ora ha toccato il traguardo – la maturità di Lucia dopo che nel corso di studi ha superato verifiche, test Invalsi e persino la performance dell’esperienza scuola-lavoro – grazie all’azione sinergica di più soggetti: la famiglia in primis, poi la scuola (bidelli inclusi), i volontari, i compagni di classe.

Lucia Melcarne (al centro nella foto) si è appena diplomata al Liceo delle Scienze Applicate “Salvemini” di Alessano (Lecce) col massimo dei voti: 100/100.

Incontenibile la gioia della madre: “Quando mia figlia ha varcato per la prima volta la soglia della scuola – osserva Maria Antonietta Milello – era spaesata, non conosceva nessuno, per lei l’ambiente era del tutto nuovo: non parlava, non interagiva…”.

“Autismo” era stata la diagnosi anni fa. Lucia è una ragazza “non verbale”, lo dicono le parole crude della scienza, che però non considerano quelle dettate dal cuore, dallo sguardo, dai gesti quotidiani, dall’amore, dalle sfide impossibili che danno un senso alla nostra vita.

“Ci dissero che sarebbe stato difficile inserirla nella società, che non si sarebbe mai fatta capire – aggiunge il papà Donato – quante ingiustizie, quante battaglie, quante delusioni…”, si commuove.

Ma parallelamente cresceva anche la forza di volontà, la certezza che la ragazza avrebbe potuto reagire, cambiare, ancorarsi alla realtà, capovolgere quella brutta diagnosi, relativizzarla.

Lucia viveva in un suo mondo, blindata nell’incomunicabilità. Con un punto di contatto: la parola scritta. Infatti leggeva, leggeva molto, divorava i libri. Le parole della scienza possono perciò essere relativizzate, illanguidire, perdere la loro forza filologica dinanzi alla sfida in cerca di una nuova dimensione, una password alla fine trovata per farla entrare nel mondo.

La forza di volontà, il desiderio di appartenere alla comunità, all’universo, alla sua possente energia cosmica, oltre che alla propria famiglia (il papà è vicesindaco di Alessano e Montesardo, la sorella Maria studia Farmacia a Chieti), può essere una spinta fortissima per superare ostacoli insormontabili ma solo per chi non crede in se stesso.

Lucia è stata sostenuta dall’affetto di Antonella Vitali come assistente quotidiana, ha studiato con un’insegnante di sostegno, Lucia Chiarello (a destra nella foto, “l’ha amata come una figlia”, dicono grati i genitori della ragazza), sotto lo sguardo attento e partecipe della dirigente scolastica Chiara Vantaggiato (nella foto a sinistra), che interpreta il suo lavoro in modo moderno, come una mission. E i risultati si vedono: il “Salvemini” è una delle scuole più d’avanguardia, dinamiche e “produttive” della Puglia.

Anche i compagni di classe sono stati preziosi nel loro interagire con Lucia, “dando e ricevendo amore – aggiungono felici e orgogliosi Donato a Maria Antonietta – prima timorosi e spaventati per il fatto che la nuova compagna non parlava e non interagiva, poi imparando a conoscerla e amarla. Giorno dopo giorno abbiamo costruito e continuiamo a costruire il modo migliore per nostra figlia, una creatura meravigliosa, carismatica. Ma non ci fermiamo qui: il percorso continua…”.

Lucia 100 e lode ora passerà una bella estate al mare. E in autunno forse la aspetta un’altra sfida: l’Università. Ormai il muro dell’incomunicabilità (“The Wall” cantavano i Pink Floyd) è stato mandato in frantumi, e perciò ogni traguardo è possibile…