LETTERA APERTA A MARAIO E A IORIO

Abbiamo letto con attenzione ed interesse le due mozioni che si confronteranno al prossimo congresso straordinario del PSI.

Pensiamo sia corretto lasciare i commenti e le osservazioni politiche generali ai compagni congressisti, anche se avremmo molte osservazioni e suggerimenti da formulare che riguardano sia gli aspetti politici, sia quelli programmatici avanzati dalle due mozioni; sia sui primi, sia riguardo a quest’ultimi riteniamo che i documenti approvati a Rimini da Socialismo XXI siano più che sufficienti.

Ci preme, ma immaginiamo che interessi tutti i socialisti ovunque siano approdati, rivolgere ad entrambi una domanda.

Cosa pensate della proposta di una Epinay del socialismo italiano? Ovvero di una iniziativa che non riguarda solo i socialisti di sempre, ma che si rivolge a tutti coloro che ritengono ormai indispensabile restituire all’Italia e all’Europa un forte partito di orientamento socialista italiano?

Oggi di fronte allo smarrimento della sinistra e all’incalzare della destra, siamo convinti che se ci fosse la volontà e il coraggio necessari, smaltiti gli umori tossici degli anni ’90, si potrebbe iniziare a discutere dei problemi contemporanei e del futuro, come suggeriva un autorevole compagno socialista, “nella rinnovata cornice della tradizione umanistica e libertaria del movimento socialista, traendo ispirazione da quella tradizione che intende il pluralismo prima di tutto come autonomia della cultura, della pratica sociale e del sindacato, che rifiuta la concezione totalizzante di un nuovo partito come portatore di salvezza e di verità, che guarda ai movimenti sociali come realtà autonoma da rispettare e con cui confrontarsi in un rapporto dialettico”; che considera la competizione tra le forze politiche e sociali che si accompagni  alla solidarietà e alla giustizia sociale “come matrice di libertà e motore del progresso sociale e civile; che rifiuta ogni versione consociativa della democrazia”.

Maraio nella sua mozione sostiene che “l’unità socialista non può essere l’unità tra coloro che un quarto di secolo fa militavano nel vecchio PSI” e su questo siamo d’accordo purché si aggiunga che non può essere solo questo l’obiettivo da perseguire.

Anche noi a Rimini abbiamo indicato, con la proposta di una “Epinay del socialismo italiano”, l’obiettivo della costituzione di un grande soggetto politico di ispirazione socialista, moderno ed aperto anche a disponibilità individuali e collettive che non hanno appartenuto alla storia ed alla cultura riformista del vecchio PSI. Nessuno di noi e speriamo di Voi, a differenza di quanto afferma la mozione di Maraio, immagina  di raggiungere solo con le proprie forze tale obiettivo, pur già presente quando il Segretario Craxi lanciò l’idea (modificando anche il logo del partito) dell’unità socialista, accettando l’adesione in sede di congresso europeo del PDS al PSE.
Ovviamente un tale disegno non potrebbe non partire che da una riunificazione prioritaria dei compagni socialisti dispersi nella diaspora post 1994 (naturalmente di chi ci sta) senza pretese egemoniche da parte di alcuno, che sappia comprendere e superare le ragioni di tanti allontanamenti, lontani e recenti, e che sia in grado di esprimere una autonoma proposta ed offerta politica e non ridursi invece ad una ricerca acritica di ospitalità in case altrui.

La lente con cui Maraio sembra leggere il futuro del PSI è, purtroppo, quella esclusivamente elettorale che in passato è servita alla sopravvivenza e oggi appare sempre più problematica perché come diceva Nenni “un partito vive nella misura in cui sa esprimere una politica”. Noi pensiamo che il dovere dei socialisti non si possa ridurre alla sopravvivenza, ma debba essere la costruzione di un forte partito di orientamento socialista, e questo obiettivo passa attraverso un duro ed incessante lavoro per preparare la Epinay del socialismo italiano.

La prospettiva di una alleanza di centrosinistra per il governo del Paese, che si rende sempre più ampia  dati i sistemi elettorali in essere, aperta anche a forze progressiste, non di ispirazione socialista, non può non interessare ad un nuovo grande soggetto socialista, ma è altra cosa che non va confusa con la necessità di offrire alla democrazia italiana ed al campo progressista un grande soggetto socialista con la sua AUTONOMA capacità di proposta politica.

Iorio si domanda “ quali sono le condizioni per rilanciare una politica socialista in Italia e in Europa?” Concludendo sbrigativamente affermando che si dovrebbero riunire “tutti coloro che si riconoscono nei valori socialisti. Costruendo le prospettive di un socialismo largo, che cammini con le gambe dei giovani.”

A parte la retorica sulle gambe più o meno ferme di chi deve lavorare per questo obiettivo, la domanda è come si costruisce il socialismo largo? Con quali iniziative? Certo non con le alleanze elettorali che vengono elencate indifferentemente al termine della mozione e nemmeno con il silenzio su come costruire il socialismo largo.

Socialismo XXI, qui ed oggi, vi avanza cari compagni una proposta,

concluso il vostro congresso, siete pronti a lavorare con noi per attivare tutte le iniziative necessarie a costruire il futuro di un socialismo che non sia la ennesima celebrazione di un passato che non ritorna, ma la costruzione  di una comunità politica di orientamento socialista capace di offrire un orizzonte politico a tutti gli italiani ed in particolare alle donne e alle nuove generazioni? 

Siete quindi disponibili a promuovere la Epinay del socialismo italiano con chiunque sia disponibile?

Noi siamo pronti, a voi la risposta.

Con i nostri più fraterni saluti

Per Socialismo XXI

Il presidente Aldo Potenza

Il coordinatore della Segreteria Antonino Martino