ENERGIA

Intesa come prioritaria la Questione Energetica riassume una serie di problematiche di stretta attualità.

Premessa

Se negli anni cinquanta, la ricerca disperata di Enrico Mattei verso nuovi approvvigionamenti lo portò fino in Russia aprendo gli scenari geopolitici che poi si consolidarono negli anno successivi, anche in Italia la spinta alla ricerca dei fossili ha creato sussulti anche politici, basti pensare al Governo di Milazzo, alla lotta di fazioni democristiane chi per favorire Mattei chi per installare, come poi avvenne in Sicilia, Gulf Oil e British Petroleum ossia le maggiori compagnie del Cartello anglo-americano.

Il dopo-Mattei gestito da Cefis fu abilmente controllato dal PSI finchè Craxì non impose Mazzanti alla presidenza ENI.

Il prof. Giorgio Mazzanti, persona illuminata e socialista fervido, fu al centro di uno scandalo, l’ENI-Petromin, in cui fu agnello sacrificale. Da allora ai socialisti fu assegnata l’etichetta di usurpatori per fini opachi del Settore Energia.

Oggi gli scacchieri geopolitici, quello artico, dove l’ENI gioca una partita importante con il gigante Goliat, superpiattaforma e vanto italiano; quello mediorientale che, dopo aver creato la guerra siriana a causa dell’Oleodotto Islamico che doveva trasferire il gas del maxigiacimento quatarino North Dome/South Pars, vede una guerra pseudo religiosa e invece dominata dagli interessi petroliferi di trasferimento, da un lato l’Oleodotto Sciita, con il fronte Qatar-Iran-Russia-Turchia e dall’altro l’Oledotto Islamico con gli Emirati Arabai-USA-Europa.

Il danno italiano che si sta profilando è tutto nello scenario mediterraneo dove la questione migranti sottointende quella energetica, con la costruzione di Poseidon, alla cui partecipazione l’Italia concorre con l’IGI, consociata Montedison, come ha voluto nel 2017 il Ministro Calenda.

Il Poseidon con i suoi 1900 km di tubature mediterranee che sfioreranno le coste cipriote, turche, greche e sfocierà a Otranto, verserà gas & oil provenienti dai mega giacimenti Zohr, egiziano scoperto dall’ENI, circa 15 mld di m3, Aphrodite, Tamar e Leviathan di pertinenza israeliana, con copertura USA.

Una nuova Melendugno, dopo la TAP, si approssima e il tutto avviene, guarda caso, nelle acque del Mar Nostrum che diventerà Mar Mostrum, scenario di lutti e morti dei migranti in un fango di petrolio.

Ed infine lo scacchiere eurasiatico, dove Putin sta cingendo con una morsa (North Stream e TANAP) l’Europa , costringendola a patti inverecondi cui si sono ribellati i Paesi di Visĕgrad. Scacchiere che vede coinvolta l’Italia, per la presenza di imprenditori, politici e quanti altri hanno allungato la filiera produttiva, portando i prezzi alle stelle, malgrado la riduzione costante del barile fino al minimo storico di 26 $/barile nel gennaio 2016.

Noi proponiamo una nuova concezione di Energia che deve diventare alternativa per liberarci dall’ossessione petrolio, fonte di arricchimento, accaparramento e morti per inquinamento.

Una nuova politica estera, visto che in Italia la fa l’ENI e non il Governo, una nuova concezione di Energia Sostenibile verso le rinnovabili gestendo la transizione con Energie Compatibili.

Spenderecirca 100 miliardi di euro/ l’anno per il fabbisogno energetico è giustificazione idonea per dare al nostro Movimento un asset politico e programmatico di larghissimo spessore. Non cogliere questo argomento sarebbe esiziale per il Paese, espressione di miopia politica e perdere un’occasione vincente per dimostrare quanto ai socialisti stia a cuore la preservazione dell’Ambiente modulata con la crescita economica e la salvaguardia occupazionale.

Fabbisogno Energetico

Malgrado la fase attuale sia post-fordista, con ridotta potenziale di produzione industriale, la principale risorsa di reddito, non finanziaria, è legata al terziario avanzato che obbliga la società a grandi spostamenti di merci materiali e immateriali. Dunque il trasporto rende ragione della necessità di grandi investimenti europei come ipotizzati da Karel Van Mierte con i Corridoi Europei, per lo più legati al trasporto su ferro, da cui poi discende la TAV.

Lo spostamento su gomma rende ragione di un grande assorbimento di carburante di cui l’Italia dispone sono per importazione. Soltanto il 7% del carburante utilizzato è estratto e lavorato in Italia. Detta dipendenza, nota sin dai tempi di Mattei, ci porta ad una spesa corrente che varia a seconda delle contingenze di crisi ma che si aggira su una forbice che va dai 35 ai 50 mld/anno. Vedi Fig. 1.

Spesa legata all’Inquinamento da Fossili

Da circa 35 anni assistiamo impotenti alla devastazione dell’aria che respiriamo nelle nostre città, specie le piccole, che presentano una minore offerta di TPL (Trasporto Pubblico Locale). 8 milioni nel mondo! Tanti i decessi, ogni anno, per i cambiamenti climatici. E sono stimati per difetto. A cosa attribuire infatti l’aumento della morbosità della malaria per effetto dello spostamento negli emisferi subtropicali dell’Anopheles? Come dimostrare che aumenta la mortalità degli anziani per gli effetti dovuti all’estremizzazione del clima? Estremizzazione non tropicalizzazione come i media erroneamente affermano.

Come spiegare che la mortalità italiana per Ca polmonare, oggi attestata a circa 90 casi ogni 100 mila abitanti, mentre nel primo dopoguerra (1951), era di soli 7 casi /100 mila? Sono e saranno sempre di più queste le conseguenze della vita basata sul petrolio? Inquinamento e cambiamenti climatici stanno modificando la geofisica planetaria e ci costano un’enormità in termini di malattie e dissesto territoriale.

Se la dominante del XX secolo è stata la dipendenza dai derivati del petrolio, impiegati in ogni attività umana da quelle industriali alle domestiche e quotidiane, nel XXI il teorema post-capitalistico è un altro: maggiori sono i consumi, maggiore è la potenza contrattuale.

Così l’oro nero ridisegna i confini della geopolitica, diventa sempre più foriero di guerre, malattie da inquinamento, causa di forti sperequazioni, generatore da una parte di grandissime ricchezze, dall’altra di sconfinate povertà.

Circa la spesa corrente per i danni da inquinamento (diagnosi, cure, riabilitazione, giorni di lavoro perduti, riabilitazione etc), siamo assestati su circa 5 mld di euro l’anno che derivano dal Capitolo di Spesa del Sistema Sanitario nazionale.

Prospettive sulle rinnovabili

Le prospettive sono ancora carenti, abbiamo a malapena raggiunto un 15% di rinnovabili vere, includendo però nel computo anche le fonti naturali come idro-elettrico e geotermico che utilizziamo da sempre.

Un percorso lontanissimo se si pensa che solo lo 0,2 % del parco auto di 40 milioni di vetture sono elettriche o ibride o plug-in.

Mancano le infrastrutture per le ricariche energetiche e manca soprattutto lo stoccaggio dell’energia elettrica che al momento attuale è affidata alle Centrali Turbo-gas che da sole producono inquinanti per 50 mila veicoli/ora e che in caso di superproduzione vedranno aumentato il loro rendimento energetico a scapito di una maggiore produzione di inquinanti.

La prospettiva è quella dunque di una transizione dolce verso le rinnovabili specie utilizzando carburanti biosintetici o metanizzati come auspicato più volte e richiesto dalla UE con le Direttive seguenti:

Direttiva 98/70/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998 relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e recante modificazione della direttiva 93/12/CEE del Consiglio (GU L 350 del 28.12.1998, pag. 58).

M1 Direttiva 2000/71/CE della Commissione del 7 novembre 2000 L 287 46 14.11.2000

M2 Direttiva 2003/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 marzo 2003 L 76 10 22.3.2003

M3 Regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 settembre 2003 L 284 1 31.10.2003. Come si desume dalla tabella 2.1 dell’allegato, il contenuto di cetano sarebbe dovuto arrivare alla quota fissata del 51%.

L’Associazione Socialismo XXI propone quanto segue:

  • Accurata valutazione della fase di transizione che richiede anche tempo, ma al contempo serve a valutare o riconfigurare la perdita di posti di lavoro nell’industria metalmeccanica e la loro riconversione in altra allocazione del settore auto, mediante l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e la riqualificazione professionale;
  • Dunque nella presente proposta, oltre allo stato dell’arte sulla materia, si propone di configurare un percorso per le energie alternative future senza dimenticare la difficile fase di transizione, attraverso una diversa politica dei carburanti puliti;

Formula proposte da trasferire agli Organi competenti,in primo luogo i Sindaci che devono tutelare il Bene Comune della Salute, mantenendo le prerogative in tema di Energia, nel loro territorio urbano, auspicando una revisione del Titolo V della Costituzione, sulla concorrenza legislativa.