LA BREXIT NON CONVIENE AGLI INGLESI

di Claudio Bellavita |

La Brexit che non conviene. Specie agli inglesi. La dura realtà inizia a venire a galla: con la Brexit i britannici staranno peggio. A dirlo sono il governo britannico e la Banca d’Inghilterra. Il ministro delle Finanze britannico Philip Hammond, ha ammesso: qualsiasi piano di uscita, incluso quello della premier, renderà il Regno Unito più povero, rispetto a ora come membro dell’Ue.

Una confessione che è un ritorno alla realtà per tutto il popolo britannico. A rincarare la dose ci ha pensato la Banca d’Inghilterra che nelle stime sulle conseguenze della Brexit disegna due scenari catastrofici. In caso di “no deal”, cioè “nessun accordo”, scenario che potrebbe verificarsi qualora il Parlamento britannico bocciasse il piano che May ha raggiunto faticosamente con l’Europa per trascinare Londra fuori dall’Ue il Pil della Gran Bretagna sprofonderebbe dell’8% nel giro di un anno rispetto alla ricchezza prodotta nel Paese nel periodo pre-referendum, e del 10,5% nei cinque anni a venire.

Contemporaneamente il prezzo del case crollerebbe del 30 per cento, la sterlina crollerebbe del 25% e vi sarebbe una inevitabile impennata dell’inflazione al 6,5%; il tasso di disoccupazione raddoppierebbe al 7,5% dall’attuale 4,1%, oltre un inevitabile aumento dei tassi di interesse. Insomma “la peggiore crisi dopo la Seconda Guerra mondiale”.

Ma anche se decisamente migliori le previsioni in caso di accordo non sono comunque rosee: il Pil britannico si eroderà del 3,9 per cento nei prossimi 15 anni. Non solo, perché secondo gli economisti del governo May la capacità di stringere accordi commerciali con altri blocchi mondiali (una delle terre promesse dei brexiters) non porterà alcun vantaggio rispetto al mercato unico Ue. 

La Brexit è soltanto l’ultima fiammata di una costante della politica estera inglese, iniziata a fine 1600: siamo pronti a tutto, pur di evitare che l’Europa continentale sia unita. Così si sono dissanguati prima contro la Spagna, poi contro Luigi XIV, poi contro Napoleone, poi contro la Germania in tutte le sue versioni: Bismark, il Kaiser Guglielmo, Hitler.

Non hanno aderito all’Europa a 6 e hanno sperato a lungo che crollasse: Visto il successo, hanno aderito per sabotare  (“ridatemi i miei soldi” della Thatcher che non voleva contribuire al bilancio UE) .

E adesso si avviano alla catastrofe con la Brexit che sta spostando il centro della grande finanza non USA da Londra a Francoforte, mentre stanno venendo fuori le astute truffe dell’alta finanza USA e Granbretagna per farsi rimborsare 2 volte le imposte sui dividendi delle società quotate: 54 miliardi rubati, di cui 18 in Germania e 4,5 in Italia: E’ vero che c’è il problema della Deutsche Bank che rischia il fallimento per i derivati, ma liberi dall’Inghilterra le corti UE potranno procedere per truffa contro l’alta finanza angloamericana.

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