VI Congresso – Roma 8-11 settembre 1900

VI congresso del Partito socialista, il primo dopo le persecuzioni del 1898. La tendenza riformista di Leonida Bissolati, Andrea Costa, Filippo Turati e Anna Kuliscioff prevale su quella intransigente di Enrico Ferri. La maggioranza sceglie infatti una tattica elettorale possibilista, che prevede piena libertà di contrarre alleanze nei singoli collegi elettorali con i partiti dell’estrema sinistra sulla base di un programma minimo. Nel contempo si delinea un programma politico, economico e amministrativo che richiede, tra l’altro, il suffragio universale per ambo i sessi, la tutela del lavoro femminile e minorile, l’istruzione obbligatoria, laica e gratuita fino alla quinta elementare.