Nella storia del movimento socialista e del movimento di emancipazione della donna merita un posto particolare Anna De Lauro Matera. Nata a Napoli il 9 luglio 1909 da Michele De Lauro e da Elvira Ciancia, consegue il diploma magistrale e a venti anni è vincitrice di concorso con assegnazione di cattedra. Nel 1932 si laurea presso l’istituto Orientale. L’anno successivo segue con tutta la famiglia il padre capostazione nel trasferimento a Foggia. Una città con la quale entra subito in simbiosi, alla quale si legherà molto e che tanto le darà.

Nel 1936 è chiamata ad insegnare presso il Liceo classico “Lanza“. Nel luglio del 1938 convola a nozze con Vincenzo Matera, un funzionario della filiale foggiana del Banco di Napoli. «Sul lavoro conquista subito la stima e l’apprezzamento degli alunni e dei colleghi per la didattica innovativa, frutto anche della sua permanenza in Inghilterra, per l’impegno che profonde nell’insegnamento vissuto come missione educativa, per la non comune cultura che esprime, nonché per l’apertura a tematiche extrascolastiche. Caratteristiche che connoteranno il suo impegno educativo che ha formato tante generazioni», spiega Michele Galante, curatore di un saggio pubblicato sulla rivista Sud Est.

Anna Matera si avvicina alla politica alla fine del 1943, leggendo i primi giornali liberi e prendendo contatti con esponenti di alcuni partiti. La sua iscrizione al Psi avviene soprattutto per l’impulso e le insistenze del professore Antonio Vivoli, una figura importante del panorama politico e culturale della Foggia di allora. Ma un ruolo non secondario nella sua scelta lo gioca l’incontro con Domenico Fioritto, il vecchio avvocato sannicandrese, già segretario nazionale del Partito socialista prima della dittatura fascista, simbolo del socialismo di Capitanata, tornato di nuovo sulla scena politica. Già nel 1945 viene chiamata nell’Amministrazione diretta da Luigi Sbano a curare i problemi della scuola, compito che assolve con grande determinazione e generosità per fronteggiare la situazione drammatica delle strutture scolastiche che sono allo sfascio o sono ancora occupate dalle truppe alleate. Farà parte, come assessore, anche dell’amministrazione Imperiale.

Eletta deputata alle elezioni politiche del 1953, è la prima donna socialista della Puglia ad entrare in parlamento, era anche l’unica parlamentare donna socialista di tutto il Centro Sud. Matera, che era stata eletta nel Comitato centrale del Psi al congresso di Torino del 1955, era stata investita dell’incarico di responsabile nazionale delle donne socialiste. La Matera, che nel dibattito congressuale faceva riferimento all’area di sinistra guidata da Lelio Basso, si soffermò a lungo sui temi della condizione delle donne, ma affrontò anche le questioni legate all’attualità politica, esprimendo riserve sulla linea di Nenni, e in modo particolare sul rapporto con i comunisti, che per la stessa rimaneva un elemento da privilegiare.

«Tuttavia la Matera non risparmiò critiche alle posizioni assunte dal Pci, sfoderando una inusitata verve polemica ed evidenziando la contraddizione tra l’affermazione della ‘via italiana al socialismo’ e la persistenza del legame con il regime sovietico», spiega Galante. L’assise congressuale di Venezia consacrò il ruolo di dirigente nazionale della parlamentare foggiana, che fu eletta nel Comitato centrale con un largo consenso, risultando settima con 437.708 voti congressuali dopo Vittorio Foa, Pietro Nenni, Fernando Santi, Silvano Armaroli, Francesco De Martino e Sandro Pertini, precedendo personalità della statura politica di Lelio Basso, Dario Valori, Tullio Vecchietti, Riccardo Lombardi e Giovanni Pieraccini. La stessa Matera fu l’unica donna ad entrare nella Direzione nazionale, composta all’epoca da appena 21 membri. Inoltre ottenne la riconferma dell’incarico di responsabile nazionale della Commissione femminile, coadiuvata da Marisa Passigli.

Per effetto di questa funzione rivestita entrò a far parte anche della Presidenza nazionale dell’Unione Donne Italiane (Udi), insieme a Nilde Iotti, Giglia Tedesco, Luciana Viviani, Nora Federici. Conclude il suo impegno parlamentare con le elezioni del 1963, ma prosegue con vigore l’attività politica. Nel 1965 viene nominata nel Consiglio di amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno in virtù delle numerose competenze maturate in diversi campi della vita pubblica e l’anno successivo entra anche nel Consiglio di amministrazione del Formez, una diramazione della Casmez che si interessa di formazione e che offre supporto e assistenza alle amministrazioni pubbliche. Oltre che consigliere, viene nominata anche vicepresidente dello stesso istituto, confermata in questo incarico per diversi anni. In questo ambito dedica molta cura alla diffusione sul territorio dei Centri di servizi culturali, considerati strumenti di crescita civile dei lavoratori e di affrancamento da una condizione di subalternità.

L’impegno politico elettivo continua nel Consiglio comunale di Foggia anche per il quinquennio 1966-1971, con l’amministrazione di centro-sinistra diretta da Vittorio Salvatori, mentre nel 1967 è nominata componente dell’Ente Fiera di Foggia, dove va ad affiancare il dinamico presidente Gustavo de Meo. Si spegne a Roma il 18 novembre 2003, all’età di 94 anni.

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