Enrico Ferri nacque a S. Benedetto Po, in provincia di Mantova, nel 1856, da famiglia di media agiatezza. Compiuti i primi studi nel paese nativo, divenne alunno di Roberto Ardigò al liceo classico “Virgilio” di Mantova e poi di Pietro Ellero alla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bologna, dove si laureò nel 1877 con una tesi su La teorica dell’imputabilità e la negazione del libero arbitrio. Dopo il perfezionamento a Pisa ed a Parigi dove scrisse gli Studi sulla criminalità in Francia dal 1825 al 1878 ottenne la libera docenza e poi la cattedra di diritto penale, materia che insegnò ininterrottamente dal 1884 al 1929 nelle Università di Torino, Bologna, Siena ed infine Roma. Fu fra i fondatori italiani della sociologia criminale, con opere quali Socialismo e criminalità (1883), Sociologia criminale (1892), Socialismo e scienza positiva (1894), nonchè, nel 1919, presidente della Commissione reale per la riforma delle leggi penali, veste nella quale pubblicò un Progetto di codice penale italiano (1921), preceduto da una relazione introduttiva che influenzò largamente la legislazione penale anche di altri paesi. Radicale moderato fu eletto deputato per la prima volta nel 1886. Nel 1893, in occasione del congresso socialista di Reggio Emilia aderì al partito assestandosi su posizioni moderate, che già al congresso di Firenze del 1896 abbandonerà per diventare uno degli ispiratori di un’area di ‘rivoluzionari intransigenti’. Fu direttore dell'”Avanti!” dal 1904 al 1908. Nel febbraio 1911 aderì a Democrazia rurale del socialista mantovano Gatti. Nel marzo 1912, dopo avere votato a favore del decreto di annessione della Libia all’Italia, diede le dimissioni da deputato uscendo dal Partito socialista. Allo scoppio della prima guerra mondiale pur sostenendo la neutralità italiana, non nascose simpatie per l’interventismo democratico. Rieletto nel 1921 nelle liste del Psi per la circoscrizione di Cremona – Mantova, nel 1922 aderì al Psu, ma nei mesi successivi si avvicinò progressivamente al fascismo. Nominato senatore nel marzo del 1929, morì il 12 aprile dello stesso anno.

Fonte: Fondazione di studi storici Filippo Turati

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