Cos’è l’Occidente?

di Giuseppe Onorati |

Se ne parla tanto, tirato in ballo in dibattiti politici, proclami ideologici, analisi geopolitiche, fino a considerarne la crisi, alzando lo sguardo ad una prospettiva storico-filosofica; se ne parla dando per scontato cosa sia, lasciandone nell’implicito la conoscenza . E’ l’Occidente o meglio la civiltà occidentale, che in questo momento storico, in uno scenario mondiale pluralistico e con forti interdipendenze, non può permettersi la rimozione di un’autoanalisi critica, né tantomeno di sfuggire al confronto con altre visioni.

Sicuramente non può affrontare ed illudersi di risolvere il confronto in termini ideologici di superiorità acritica ma nemmeno irrazionalmente disprezzarsi per il dominio e lo sfruttamento agiti verso altre civiltà, considerate minori. Ciò che deve fare l’Occidente è riconoscere i propri meriti e demeriti, perché ha gli “anticorpi” (per dirla à la Habermas) contro le proprie degenerazioni; li ha in quanto si fonda su valori universali con al centro la persona e questa centralità della persona ha dato e dà il senso d’orientamento per il giusto equilibrio da trovare o ritrovare nel corso della storia.

Un equilibrio fra libertà, progresso e giustizia, in cui la persona è centrale, il punto di partenza ed il destinatario di ogni progetto ed ove tale fondamento venga disatteso, vi è degenerazione, che irrimediabilmente porta ad una condizione di crisi.

La civiltà occidentale è frutto di una lunga gestazione storica, che getta le basi nell’antichità, attraversa un periodo d’incubazione nel Medioevo, per poi svilupparsi nella modernità, dandole forma. Di certo non è stato un cammino evolutivo lineare ma un’onda lunga attraversata da contraddizioni, momenti bui ed involutivi e nuove spinte creative ed evolutive; proprio il suo “codice genetico” le ha permesso ogni volta di rialzarsi, ritrovando slanci evolutivi che ne hanno fatto condurre un passo in più ed irreversibile. Questo cammino è stato orientato dal suo “codice genetico”, sintesi del personalismo giudaico-cristiano, della razionalità cognitivo-strumentale e del senso della libertà individuale appartenenti al pensiero greco e del diritto romano.

Una “traiettoria genetica” che unisce Gerusalemme, Atene e Roma, orienta l’evoluzione complessa dell’Occidente, culminando con la Rivoluzione Francese, grazie alla dichiarazione dei cardini universali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, in un punto di non ritorno, che ispirerà i successivi sviluppi storici dell’Occidente, pur nelle convulsioni e drammatiche contraddizioni che attraverseranno le società occidentali.

La centralità della persona è ciò che ha guidato la storia e lo sviluppo della moderna società occidentale, storia di dialettica fra autonomia ed eteronomia; fra la tutela delle libertà del singolo, la sua autodeterminazione e le necessità di governare e gestire la complessità sociale. Questa tensione fra autonomia ed eteronomia si è proiettata istituzionalmente con la democrazia, lo Stato di diritto e la laicità dello Stato, categorie adeguate a contemperare l’equilibrio fra i due termini, diventando il riferimento, in una logica di perfettibilità.

E’ proprio il concetto di perfettibilità l’elemento peculiare della civiltà occidentale; non si contempla un punto assoluto a cui tendere, c’è una visione aperta dell’uomo e delle possibilità in cui può organizzare la propria vita sociale, con il solo limite etico-valoriale della persona; una visione cosciente dei limiti e rischi involutivi e che proprio per questo, soprattutto con il costituzionalismo democratico del Secondo dopoguerra, ha offerto strumenti atti a contemperare libertà, uguaglianza e progresso. La storia delle società moderne e contemporanee occidentali ha mostrato e mostra i rischi degenerativi : conflitti, autocrazie, disuguaglianze, eccessi tecnocratici di controllo, rischio di totalizzazione della logica di mercato e rischio di intrappolarsi in un regime tecnotronico, guidato dall’intelligenza artificiale. Rischi degenerativi che, grazie all’orientamento etico-valoriale, l’Occidente può e deve fugare se vuol continuare ad essere se stesso.

E’ quanto mai fervente, in questo momento storico, il dibattito su come le società occidentali debbano affrontare al proprio interno l’incontro con altre civiltà e come riescano a tenere assieme culture differenti. E’ un ennesimo appuntamento con la storia che permette all’Occidente di dimostrare come intrinsecamente abbia la soluzione; la sua genetica gliela offre. Lo Stato di diritto e laico è la soluzione, permettendo l’espressione di simboli, significati e garanzie d’ istanze non collidenti con il diritto, il sistema di tutela di quei valori universali che contraddistinguono l’Occidente. Pensare di limitare le varie espressioni in nome d’istanze laiciste o far soccombere i propri valori rispetto ad altri, in un approccio decadente, porta lontano dall’autentico spirito occidentale ed in prossimità di degenerazioni.

Dunque, alla domanda di cosa sia l’Occidente, si può senza esitazione rispondere: una civiltà con al centro la persona e fondata su valori universali che, cosciente della perfettibilità dell’uomo e della società, è pronto a correggersi nell’affrontare la storia.