di Peppe Giudice |
Vi sono diverse ragioni per spiegare quello che succede in Germani. Ma credo che una sia cruciale: La catastrofe dell’ordoliberalismo (che la Germania ha voluto imporre a tutta la UE) ha gonfiato questo marciume reazionario.
Ho avuto modo dif are riferimento al compagno Gilles Martnet prchè sulla contrapposizione tra socialismo democratico e ordoliberalismo ha scritto pochi anni prima della sua morte (2006) pagine molto acute: “: Gilles Martinet contro l’ordoliberismo il pensiero e l’azione politica di Gilles Martinet (1916–2006) — esponente di spicco della cosiddetta deuxième gauche “seconda sinistra” francese e cofondatore del Partito Socialista Unificato (PSU) — si sono sviluppati in netto contrasto con l’ordoliberalismo.
Martinet vedeva nel modello ordoliberale, che ha storicamente influenzato i principi costitutivi dell’integrazione europea, una struttura tecnocratica incompatibile con l’emancipazione dei lavoratori e con la democrazia economica. Socialismo autogestionario vs. Economia sociale di mercato: Mentre l’ordoliberismo punta a un mercato fortemente regolato dallo Stato per preservare la concorrenza e la stabilità monetaria, Martinet proponeva l’autogestione come perno della società, intendendola non solo come modello economico, ma come un pilastro di pluralismo democratico e di controllo diretto da parte dei lavoratori.
La critica di Gilles Martinet all’ordoliberalismo e alle strutture dell’Unione Europea si articola su tre pilastri fondamentali:
1. La sottomissione della politica al mercato
L’ordoliberalismo si basa sull’idea che lo Stato debba unicamente definire e proteggere la struttura giuridica del mercato concorrenziale. Martinet contestava radicalmente questa impostazione, ritenendo che una sinistra moderna non potesse limitarsi a gestire le regole della concorrenza. Sosteneva invece che il potere economico dovesse essere guidato e democraticamente pianificato dalla collettività per evitare la centralizzazione del capitale nelle oligarchie industriali.
2. La tecnocrazia europea come trappola istituzionale
Nelle sue analisi per il Nouvel Observateur, Martinet evidenziava i pericoli dell’architettura istituzionale europea. Avvertiva che la creazione di un mercato comune dominato dal dogma della stabilità monetaria e della concorrenza – concetti cardine dell’ordoliberalismo tedesco – avrebbe privato i singoli governi degli strumenti fiscali e monetari necessari per attuare riforme di matrice socialista. Ciononostante, non proponeva un ripiegamento sovranista o sciovinista, convinto che l’isolamento avrebbe condotto a un “medioevo economico”.
3. Autogestione contro l’Economia Sociale di Mercato
L’ordoliberalismo ha dato vita al modello tedesco della Soziale Marktwirtschaft (economia sociale di mercato), che corregge le disuguaglianze solo tramite ammortizzatori sociali esterni al ciclo produttivo. Al contrario, il progetto di Martinet mirava alla democrazia economica intrinseca: Superamento del salario puro: Trasformazione dei lavoratori in decisori aziendali tramite l’autogestione. Controllo dal basso: Rifiuto sia del centralismo burocratico di stampo sovietico sia del moderatismo socialdemocratico subordinato al mercato.
L’Ordoliberalismo ha avuto come conseguenza la crescita delle disuguaglianze e delle disparità sociali. La precarizzazione del lavoro e il deterioramento delle periferie. E c’è chi soffia sul fuoco. Tramite il rinfocolare l’antagonismo tra ultimi e penultimi che si traduce in forme di razzismo e xenofobia nelle forme più estreme.
L’AFD è un grande pericolo per l’Europa, ma la si può fermare solo liquidando l’ordoliberalismo. Soffermandoci sulla Germania la profonda crisi della SPD si spiega con la subalternità alla CDU ed ai principi dell’ordoliberalismo. Non a caso è passata dal 35% del 2005 a 15% dello scorso anno. Oggi serve la costruzione, in Europa, di un modello di sinistra di ispirazione socialista e progressisea in grado di fare da muro contro le derive naziste e fasciste. Ma per questo occorre costruire una alternativa al cadavere dell’ordoliberalismo, immaginando e costruendo una Europa alternativa, come proponeva Martinet. Abbandonando illusioni sovraniste che non portano da nessuna parte.

