Diritti sociali e i diritti civili

di Massimo Amadori |

Chi contrappone i diritti sociali ai diritti civili non difende né gli uni né gli altri. Le persone hanno diritto a una casa, a un lavoro dignitoso e ben pagato, all’assistenza sanitaria gratuita, a un’ istruzione pubblica e di qualità, ai diritti sul lavoro e a un welfare capillare. Ma hanno anche diritto a migrare, ad amare una persona del loro stesso sesso, a diventare trans ecc.

Vogliamo il pane e anche le rose, i diritti sociali e i diritti civili. Non so se questo fa di me un “woke” o un “anti-woke”, ma io la penso così. Socialismo significa libertà, significa lotta per una società di liberi ed eguali. Un socialista non può contrapporre i diritti sociali ai diritti civili, li difende entrambi. Come fanno i compagni dei DSA negli Stati Uniti, come fanno Sanders, Alexandra Ocasio Cortez e Mamdani. Purtroppo in questi anni la “sinistra” si è dimenticata dei diritti sociali, abbracciando il neoliberismo.

La “sinistra” liberal (sarebbe meglio dire liberista) e “woke” indubbiamente ha aperto la strada all’estrema destra, regalando le classi popolari al populismo di destra, che fomenta una guerra fra poveri mettendo i lavoratori autoctoni contro i lavoratori immigrati. A tutto vantaggio del capitalismo. È chiaro che senza lotta di classe contro gli sfruttatori e l’ oligarchia capitalistica le giuste battaglie per i diritti civili perdono di importanza e non vengono capite dalla classe lavoratrice.

Ed è altrettanto chiaro che sarà proprio difendendo i diritti sociali che potremo mandare a casa questa destra reazionaria e fascista, in Italia come negli Stati Uniti. Ma ciò non significa che dobbiamo abbandonare la lotta per i diritti civili delle minoranze o per i diritti delle donne. Tutte queste lotte vanno tenute assieme, perché si rafforzano a vicenda. Un movimento socialista democratico si batte al tempo stesso contro il razzismo e per i diritti dei lavoratori, per la sanità pubblica e contro le discriminazioni di genere è l’ omotransfobia.

Parlare di “woke” in continuazione significa farsi dettare l’agenda dalla destra. Posto che noi socialisti non condividiamo affatto gli eccessi del “woke”, tipo la cancel culture. La destra etichetta come “woke” qualsiasi battaglia contro il razzismo e per i diritti civili, ma è evidente che censurare film, libri e autori del passato perché hanno una sensibilità diversa rispetto alla nostra è una cagata pazzesca e non fa che dare argomenti alla propaganda dei fascisti contro i diritti civili.