Nobel ai bambini di Gaza

di Christian Vannozzi |

L’iniziativa del quotidiano Cattolico Avvenire

L’appello per riconoscere un premio a coloro che più di tutti hanno subito, e continuano a subire l’orrore della guerra parte dal quotidiano di matrice Cattolica Avvenire, su iniziativa del professore di Filosofia Eugenio Mazzarella, che chiede l’assegnazione dell’ambito premio Nobel per la

pace ai bambini vittime della guerra a Gaza.

A sposare immediatamente l’iniziativa sono stati i leader del così detto Campo Largo, ovvero Giuseppe Conte, Elly Schlein, Laura Boldrini e

Nicola Fratoianni, che vedrebbero di buon grado un premio del genere per dei bimbi innocenti, in luogo a quanto aveva affermato la presidente del consiglio Meloni che auspicava lo stesso premio per Trump, personaggio che assieme al Premier Israeliano Netanyahu sta mettendo a ferro e fuoco tutto il mondo in nome della Pace.

Queste le parole del leader politico Conte riportate da il Fatto Quotidiano:

In questi giorni stiamo lavorando, con Mazzarella, per preparare una relazione dettagliata e presentare la proposta formale di candidatura attraverso i canali ufficiali del Comitato per il premio Nobel.

Che continua spiegando: Invito tutti a unirsi a questa iniziativa. Non è solo un atto simbolico. È un atto che ci serve per gridare forte che non si può continuare a far finta di niente. A Gaza sono tanti i bambini che hanno perso la vita. Coloro che sono sopravvissuti portano i segni della barbarie. I loro sogni sono svaniti. Restano solo gli incubi: la fame, la sete, la paura.

L’ex premier continua spiegando che questi bambini hanno perso amici, fratelli, genitori, tutto a causa di una assurda occupazione che è sotto gli occhi di tutti ma che tutti fanno finta di non vedere.

I bambini non dovrebbero rinunciare alla loro felicità, perché la felicità è l’unica gioia che abbiamo, e ognuno la raggiunge nella maniera e nel modo che lo aggradi di più, nel rispetto, sempre, della felicità altrui.

Chi non ha potuto averla perché dei grandi e potenti hanno voluto imporre la loro felicità, o per meglio dire, la loro convenienza, sugli altri, merita almeno un premio, almeno si, perché nessun premio ti ridarà mai quello

che hai perso e che indietro non può tornare, ma almeno potrai

testimoniare quello che ti hanno portato via, sperando che almeno altri possano raggiungere, in futuro, in quel determinato luogo dove un fantomatico dio avrebbe predisposto a chi dare quella terra, quella felicità che questi bambini non hanno potuto avere.