Il governo Sanchez risponde a muso duro al governo fascio-leghista-forzista nostrano

di Peppe Giudice |

Per questo governo di sguatteri reazionari e di sottodotati cerebrali, ogni scusa è buona per fare propaganda di bassa lega, magari per difendersi dalla minaccia di Vannacci, ed attaccando l’unico governo di sinistre in Europa. Tuttavia il compagno Pedro Sanchez è un “hombre vertical” e non un pescivendolo isterico.

Ha saputo sempre ben contrastare e con grande ironia gli attacchi del frachista Abascal anche dimosteando che Vox, oltre ad essere fascista, razzista e xenofobo, sta in mezzo a storie poco limpide sui finanziamenti ricevuti. Come il Pp di Fejtò è considerato il partito più corrotto d’Europa.

E il Psoe ha espulso quelli che furono indagati per fatti gravi di corruzione già due anni fa -e ce sono stati condannati da due mesi-, per non parlare dell’abisso di spessore politico e culturale che separa Sanchez dalla cosidetta underdog.

I risultati economici e sociali della Spagna con una crescita media pari a quattro volte quella italiana (debolissima), la forte riduzione dell precariato e l’imposta patrimoniale. Comunque la Meloni ha mandato in avanscoperta il noto premio nobel per l’intelligenza Tajani all’attacco della Spagna sulla questione migratoria. E Tajani è stato schiaffeggiato dal ministro degli esteri spagnolo.

A Madrid è stato convocato l’ambasciatore italiano. Poi è intervenuta la Meloni dicendo le solite bugie. Innanzi tutto l’arrivo a Ceuta di ragazzi marocchini non c’entra nulla con la sanatoria di 500.000 migranti. Sia perchè non c’è nessun automatismo, e soprattutto perchè il 70% degli immigrati proviene dall’America Latina. Come al solito imbrogliano le carte sfacciatamente.

Per cui serve un efficace lavoro profondo di contrinformazione, ma il problema vero è che in Italia come alternativa non esiste un partito socialista (tale non è affatto il PD o la compagna Jolanda Diaz di Sumar.

Il campo largo è molto meno di ciò che è desiderabile (ma è necessario e certamente l’alternativa al campo largo non può essee un demagogo populista isterico come Di Battista, con forti tratti narcisistiici.

A sinistra non può esserci più spazio, tra l’altro Di Battista non si definisce di sinistra essendo un populista antipolitico.

Comunque è oggettivamente difficile, in tempi brevi costruire una forza seriamente socialista. Oggi dobbiamo assolutamente impedire che questa destra reazionaria e securitaria rivinca le elezioni. E certo non lo si può fare aggregando Renzi che anche pragmaticamente porta pochissimo e fa perdere moltissimo. Oggi la battaglia immediata è salvare la democrazia e solo dopo affrontare il nodo di che tipo di sinistra vogliamo costruire.