Il tradimento del socialismo

di Massimo Amadori |

Ci sono persone che si definiscono socialiste e che sono favorevoli al riarmo degli Stati europei. Con tutto il rispetto è impossibile essere socialisti e sostenere il riarmo e la guerra. Il socialismo autentico è da sempre pacifista e internazionalista, considera la guerra fra le nazioni come funzionale agli interessi dei grandi capitalisti, che mandano i proletari a massacrarsi fra loro per i loro profitti e per spartirsi i mercati. Oggi le guerre sono in primis un massacro di civili innocenti, tutte le guerre. Sono un massacro di bambini. Gli unici che si arricchiscono grazie alla guerra sono gli oligarchi, i miliardari e la lobby delle armi. Per la classe lavoratrice e per i civili la guerra è soltanto una tragedia. Per questo motivo è impossibile dichiararsi socialisti e sostenere il riarmo e la guerra.

Giacomo Matteotti nel 1915 disse che se l’Italia fosse entrata in guerra il proletariato italiano avrebbe dovuto fare un’insurrezione per fermare il massacro. L’unica guerra che i socialisti possono ammettere non è quella fra le nazioni, ma la lotta degli oppressi contro gli oppressori. Posto che anche nella lotta contro gli oppressori i socialisti prediligono i metodi pacifici e giustificano l’uso della forza solo per difendere la democrazia dalle forze reazionarie e fasciste. I socialisti italiani fecero la Resistenza contro il nazifascismo.

Ma chi associa la Resistenza al riarmo europeo fa un’operazione di falsificazione storica. La Resistenza partigiana fu in primis una guerra civile contro il fascismo, non c’entra nulla con il riarmo degli Stati. I socialisti autonomisti italiani dopo la guerra si sono battuti affinché l’Italia restasse fuori dalla guerra fredda, mantenendosi autonoma sia dagli USA sia dall’ URSS. Riccardo Lombardi era per un neutralismo assoluto nello scontro fra le due superpotenze e avrebbe voluto un’Europa socialista e democratica indipendente sia dalla NATO sia dal patto di Varsavia.

In coerenza con questa storia oggi i socialisti veri si battono contro il riarmo e la guerra imperialista e per l’ indipendenza dell’ Europa sia dagli USA sia dalla Russia, tanto più che Trump e Putin sono entrambi dei dittatori e dei guerrafondai. Specifico che mi riferisco al riarmo degli Stati europei. Possiamo invece dividerci sulla questione dell’ invio di armi in Ucraina, che si sta difendendo dall’ aggressione dell’ imperialismo russo. Io sono contrario, ma capisco la posizione di chi è favorevole. Nessun socialista in ogni caso potrà mai sostenere Putin e l’imperialismo russo. Ma il riarmo europeo è un’ altra cosa e va rifiutato. La legittima resistenza ucraina è solo il pretesto delle classi dominanti europee per promuovere il riarmo e la guerra.

Votare per l’aumento delle spese militari è un tradimento del socialismo, come fece l’ SPD in Germania nel 1914 quando votò i crediti di guerra. Allora li chiamavano “social-sciovinisti”. Mussolini fu espulso dal PSI proprio perché era un guerrafondaio. Oggi il PD rappresenta il principale partito “social-sciovinista” in Italia, poco social e molto sciovinista. Bisogna denunciare con forza i guerrafondai che stanno a “sinistra” e nel campo largo. Sono avversari del socialismo e non alleati politici. Fra le altre cose per aumentare le spese militari tagliano sempre il welfare, la sanità pubblica e l’istruzione.

Motivo in più per opporsi. Tanto più che è un certo Trump che oggi vuole che i Paesi europei si riarmino. Visto che accusano noi pacifisti di fare il gioco di Putin potremmo ribattere che chi vuole il riarmo fa il gioco di Trump. E storicamente il riarmo europeo ha sempre portato a una guerra mondiale.