di Massimo Amadori |
Non ho simpatia per il sindaco di Bologna e mi è capitato spesso di contestarlo, in maniera civile, democratica e non violenta. Per esempio ho partecipato alle proteste delle educatrici e degli educatori del comune di Bologna. Mia mamma è educatrice del nido e attivista sindacale e spesso e volentieri sono sceso in piazza con lei contro Lepore e l’ amministrazione comunale del PD.
Ma un conto sono le contestazioni e le divergenze di opinioni, altro conto le minacce e la violenza contro il nostro sindaco. In questi giorni diversi estremisti di destra hanno minacciato Lepore perché ha indetto una manifestazione in solidarietà a Fakir, assassinato dalla polizia. I fascisti non lo hanno gradito e lo stanno minacciando per questo.
Del resto l’ intimidazione e la violenza sono i metodi che utilizzano i fascisti. Io ho criticato Lepore “da sinistra” anche per la sua posizione cerchiobottista sulla manifestazione da lui stesso indetta, perché ha preso le distanze da un’ intera piazza che ha etichettato come “violenta”, senza conoscere le dinamiche che hanno portato agli scontri e omettendo le responsabilità della celere. Ma mai e poi mai mi sognerei di minacciare di morte Lepore. Chi lo fa è un criminale e un fascista.
E infatti a minacciarlo sono soprattutto gli amici della Meloni, di Salvini e di Vannacci. Esprimo quindi solidarietà a Matteo Lepore per le minacce che ha subito. È intollerabile che il sindaco di Bologna sia costretto a girare sotto scorta per colpa degli invasati fascisti. Malgrado le divergenze con Lepore sono solidale con lui per gli attacchi violenti che sta subendo.
Ma continuerò a manifestare contro di lui e la sua giunta. La democrazia è fatta dello scontro fra idee diverse, anche uno scontro aspro. È fatta anche di contestazioni. Ma senza mai arrivare alla violenza e alle intimidazioni. Questo i fascisti non lo capiscono. Infatti sono fuori dalla democrazia e dalla costituzione.

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