di Massimo Amadori |
Il 20 luglio un uomo è stato ucciso a Bologna, un migrante. Assassinato dalla polizia, mentre gridava aiuto e chiedeva scusa. Assassinato dalla polizia mentre la gente stava a guardare. Del resto se è la polizia a uccidere chi devi chiamare? Era una persona malata e inerme, che doveva essere aiutata e non massacrata come un cane. Era asmatico e aveva chiesto aiuto durante un attacco di panico. Non ha ricevuto aiuto ma ha trovato la morte per mano dello Stato. Viviamo in un sistema fondato interamente sulla violenza contro i più deboli.
Lo Stato è violenza, è violenza omicida. Gente che si fa giustizia da sola, poliziotti che uccidono persone inermi, politici che esaltano l’omicidio e candidano assassini. Ormai siamo in un clima di barbarie. Il genocidio di Gaza, i massacri in Libano, i massacri in Iran e in Ucraina. Guerre ovunque. Razzismo, odio, massacri, omicidi. Tutto è stato sdoganato. La vita umana non conta più nulla, non la vita di un migrante, non la vita di un povero, non la vita di chi ha problemi psichici.
Questo è il mondo che abbiamo costruito, anzi che hanno costruito le classi dominanti, gli oligarchi, i governi e gli Stati. Viviamo in una società malata e violenta. La cosa grave è che ci sono persone che dicono “io sto con i poliziotti”. Come se i poliziotti fossero autorizzati a soffocare una persona malata che implora pietà. Queste persone lobotomizzate finiscono per giustificare qualsiasi violenza, qualsiasi massacro e omicidio. Basta che a farlo sia lo Stato, o qualche fanatico delle armi che si fa giustizia da solo.
Persone pronte a difendere qualsiasi crimine del potere, assuefatte alla violenza. Non si rendono conto che prima o poi potrebbe capitare pure a loro. Perché quando lo Stato uccide siamo tutti in pericolo, siamo tutti potenziali vittime.
Per questo dobbiamo mobilitarci contro questo governo di assassini che ha dato mano libera alle forze dell’ordine per commettere qualsiasi violenza, ai giustizieri assassini e alla peggiore violenza squadrista e fascista. Dobbiamo ribellarci, non possiamo abituarci alla violenza, all’odio e al razzismo. Stato assassino!

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
