di Christian Vannozzi |
Spesso ci si dimentica, in seno alla Rivoluzione russa, del Governo liberaldemocratico del socialista rivoluzionario Aleksandr Kerenskij rimasto a capo dell’esecutivo dal luglio all’ottobre del 1917.
Dopo Il governo provvisorio del principe Georgij L’vov, che prese il potere dopo la rivoluzione di Marzo (Aprile nel nostro calendario Occidentale), immortalato anche dalla manifestazione dell’8 marzo delle operaie di San Pietroburgo data che per tutto il mondo (o quasi) rappresenta la festa della donna, nel mese di luglio dello stesso anno, i socialisti rivoluzionari, partito di ispirazione agraria, che richiedeva la redistribuzione delle terre ai contadini, prende il timone del Governo cercando la mediazione tra i liberali del partito dei Cadetti e i Soviet in mano ai bolscevichi di Lenin.
Nato quindi con i migliori auspici il Governo Kerenskij deve nel mese di settembre prepararsi alla guerra contro gli zaristi guidati dal generale Lavr Kornilov. La controrivoluzione era in azione, e il neo esecutivo decise di appoggiarsi fortemente ai bolscevichi dando a loro le armi e chiedendone la difesa della capitale.
Le bande armate, guidate da Lenin, non difesero solamente la capitale dai reazionari, in quanto alzò le armi anche contro il presidente Kerenskij, che fu costretto alla fuga.
Kerenskij passerà alla storia come il tradito, da parte del mondo liberaldemocratico e da traditore da parte di quello comunista. L’ex presidente fu considerato dai soviet un nemico del popolo in quanto fuggì da Pietrogrado con una Rolls-Royce requisita dall’ambasciata americana. Tale macchina era considerata la vettura dei nobili e dei ricchi, e fu quindi considerato un grandissimo tradimento quello di fuggire con la macchina del ‘potere’ per quella che sarà la propaganda sovietica.
Kerenskij fuggì prima a Parigi e poi negli Stati Uniti, dove visse insegnando storia Russa.

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
