di Peppe Giudice |
Per Riccardo Lombardi, il sindacato non è un semplice organo di “resistenza” salariale, ma un soggetto economico e politico fondamentale. Sostenitore del riformismo rivoluzionario e delle riforme di struttura, Lombardi considerava il sindacato l’attore principale per modificare i rapporti di potere nella società dal basso.
La sua visione della funzione sindacale si basava su pilastri ben precisi: Soggetto di Riforma: Il sindacato deve intervenire direttamente nei processi produttivi per trasferire il potere decisionale dal capitale privato ai lavoratori, superando i limiti del capitalismo. Autonomia: Il sindacato deve conservare una linea autonoma. Non può delegare la sua funzione a partiti o governi né farsi assorbire dalla logica istituzionale, altrimenti rischia di decadere. Radicamento nella realtà: L’azione sindacale deve partire dalle esigenze reali e concrete della base operaia e della collettività, come teorizzato nel celebre Piano del lavoro.
Propongo questa sintesi, nel quadro di una crisi del sindacato, ingabbiato in una visione concertativa e spesso subalterna al quadro politico. E tendente alla burocratizzazione. Lombardi (con Fermando Santi ) ha sempre rivendicato l’autonomia del sindacato da partiti e governi. La fine di ogni cinghia di trasmissione. Ma anche un sindacato protagonista di una politica economica per il movimento operaio, rifiutando ogni reviviscenza dell’anarco-sindacalismo.
Protagonista nell’ambito della politica delle riforme di struttura. Non a caso Lombardi fu l’unico leader politico della sinistra che sostenne il “piano del lavoo” di Di Vittorio e Santi. osteggiato non solo da Toglatti, ma anche dai socialisti come Nenni e Morandi , in ossequio alla politica frontista.
Oggi occorre ricostruire una forza sindacale come la immaginava Riccardo, mettendo da parte la visione concertativa e l’elefantissi burocratica, senza proporre una confusa rinascita del sindacalismo rivoluzionario rivoluzionario.

E’ un progetto che nasce con l’intento “ambizioso” di far conoscere la storia del socialismo italiano (non solo) dei suoi protagonisti noti e meno noti alle nuove generazioni. Facciamo comunicazione politica e storica, ci piace molto il web e sappiamo come fare emergere un fatto, una storia, nel grande mare della rete.
