di Peppe Giudice |
Da indiscrezioni giornalistiche pare che l’urlatore Di Battista, voglia fondare un movimento con cui si presenterebbe alle prossime elezioni politiche. Non so se ciò accadrà. Se così sarà, l’obbiettivo è colpire Conte (che già deve subire gli attacchi continui dei fascisti e della pattumiera mediatica della stampa para-fascista). Forse (ma è una supposizione) c’è una intesa con Grillo.
Ma ovviamente c’è da fare un ragionamento più complessivo e profondo. Personalmente credo che il cosiddetto “campo largo” (Pd, Avs, 5s) debba escludere Renzi. Se guadagna qualche piccola cosa a centro perde molto di più a sinistra. Con voti che vanno all’astensione (e credo non a Di Battista). Del resto tutte le liste che volevano essere alternative da Potere al popolo alla lista di Santoro alle europee sono uscite con le ossa rotte.
Se l’elettorato progressista è contro la subalternità alle politiche liberiste, non si fa incantare da sirene populiste che non risolvono i problemi in quanto mancano di un progetto razionale in grado di dare risposte organiche e sistematiche sui grandi e gravi problemi sociali che attanagliano le classi lavoratrici e i ceti popolari. E poi un tratto distintivo di questo populismo è il profondo narcisismo di chi lo propone Di Battista si è caratterizzato per essere più un influencer che un leader politico. Uno che in televisione ha chiari tratti di isterismo (abilmente guidato) paonazzo. Non è un pacifista, ma un putiniano di ferro (in questo caso lo è veramente).
Crede di essere l’unico a denunziare con forza il genocidio di Gaza, Ma intanto sulla Flottilla non c’era. Può non piacere, ma c’erano rappresentati del Pd, 5s e AVS) per non parlare delle continue denunzie di Montanari, ma anche di un Gad Lerner. Di Battista è anti europeista ma non si capisce quale Europa vuole. Anch’io sono eurocritico, ma da un punto di vista socialista e di sinistra (come lo era Lonbardi).
Di battista credo sia fondamentalmente fascista. Il padre lo era orgogliosamente e lui usa lo stesso linguaggio dei fascisti verso i suoi avversari. In conclusione il “campo largo” non è certo il migliore dei monti possibili, ma si deve essere consapevoli che siam di fronte ad una destra fascista pericolosa, certo molto più pericolosa di Berlusconi. Chi gioca a perdere lavora per il re di prussia.

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